Link-ul corect!!!

noiembrie 5, 2009 at 3:31 pm (Uncategorized)

PIR – Mihai Muntean – De ce votul alb

Interesant. Sunt curioasa de reactia candidatilor la presedentie… Daca aceasta va exista.

P.S. Intre timp link-ul a fost modificat… Video-ul a ramas acelasi. Am postat link-ul corect… Nu s-au bagat “ajenturile”, hackerii n-au nimic de-a face, nu s-au rusinat baietii de la Pir, ci au schimbat doar simbolul adaugand simbolul formatiunii create de curand in Spania. Asa mi-au zis mie surse “confidentiale” si “exclusive”. :-) ))

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Denunciatemi! Ho aiutato un clandestino…

octombrie 31, 2009 at 2:19 am (Uncategorized)

“Abbiamo fatto il pacchetto sicurezza! Ci siamo liberati dai clandestini!” recitava uno slogan della Lega Nord.

Sì, adesso sono semplicemente invisibili, alla mercé delle prime ”testa di cazzo” che passano. Mi dispiace, ma stasera non mi sento di essere educata e, per quanto la lingua italiana sia ricca come vocabolario, non c’è un termine abbastanza eloquente per descriverli.

Ho assistito pochi momenti fa ad una scena raccapricciante. Ad una fermata d’autobus di San Paolo (Roma) due teste rasate (ecco, perché la definizione di prima… beh, diciamola chiaramente: erano in due, pelati… appunto due “cappelle”), con tanto di abbigliamento tipico, hanno iniziato a malmenare un immigrato cingalese che stava tranquillamente ad aspettare l’autobus, e senza alcun motivo apparente. Il ragazzo è cascato per terra e questi delinquenti hanno iniziato a prenderlo a calci e pugni. Davanti a noi sono passate tre macchine nella stessa direzione. Nessuna si è fermata. Ci siamo fermati noi. Mio marito è sceso ed è andato verso di loro per fermarli, mentre io ho iniziato a urlare che stavo chiamando la polizia. Questa nostra reazione ha colto le due bestie di sorpresa e sono scappati, ma ridendoci in faccia. Si vede che si sentivano orgogliosi della loro “ardua impresa”. Abbiamo aiutato il povero malcapitato ad alzarsi. Aveva ferite sulla bocca, sulle mani e sulle gambe per le botte. Ci ha pregato nonostante ciò di non chiamare la polizia perché – ci ha detto – non era regolare.

Non riusciva a stare in piedi. Si è appoggiato ad un albero piegato in due. Gli facevano male, molto male le costole. Ci siamo offerti di portarlo ad un pronto soccorso. E denunciatemi pure, ma io un essere umano non lo lascio morire su un marciapiede. Ma lui si è rifiutato nonostante le nostre assicurazioni di portarlo ad un pronto soccorso dove NON denunciano i clandestini. Mi ricordavo che ce ne è uno, a Roma, perché avevo visto il cartellino multilingue all’entrata quando mio marito s’era rotto un dito.

Ma non c’è stato verso. Abbiamo iniziato un po’ a parlare con lui. E’ laureato e parla quattro lingue. Sta in Italia da sei anni e fa due lavori. Durante la giornata pulisce il sedere ad un vecchietto italiano come badante, ma la famiglia del vecchietto, nonostante i sei anni di fedele servizio non si è degnata nemmeno di pagare i 500 Euro per metterlo in regola. La sera, da poco tempo, svolge un ruolo da poco presso un distributore di benzina. Ed infatti era da lì che tornava, stanco ed in attesa solo di un pasto caldo, preparato dalla moglie che lo aspettava a casa, e di un letto.

E denunciateci, ecco ci costituiamo, ma noi l’abbiamo messo nella nostra macchina e accompagnato a casa, infischiandocene altamente del pacchetto sicurezza che lo prevede come autore di chissà quale reato.

Ma per questo ragazzo questa serata non è stata come le altre. Domani chi sa se potrà tornare al lavoro. Gli abbiamo lasciato i nostri numeri. Se dovesse avere bisogno di aiuto.

Questa non è piú la cronaca delle periferie romane, di quelle zone fatiscenti che ti fanno paura persino ad avvicinarti. No, stiamo parlando del quartiere della Basilica San Paolo (anzi proprio alle spalle della Basilica), dell’Università Roma Tre, dei bei negozi. Alla faccia dei “Dio, Patria, Famiglia”, di quei fomentatori di masse, dei testa di cazzo per l’appunto. E sì, amici miei, era un mussulmano. Un essere umano come me, come mio marito, ma, grazie al Cielo, non come voi (i fascisti, ovviamente). Non ha alzato una mano questo ragazzo per difendersi. Lui, si, che l’altra guancia ha saputo porgerla.

Non ci siamo posti il problema che i due deficienti potevano essere armati. Abbiamo pensato in seguito a questa possibilità. Ma quello che io e mio marito, italiano, ci siamo chiesti e ci chiediamo è: vogliamo crescere i nostri figli in un mondo governato da Bossi? Vogliamo crescere i nostri figli in un mondo in cui gli altri esseri umani come noi vengono picchiati solo perché leggermente diversi? Vogliamo educarli in un mondo in cui una vittima non può manco andare al pronto soccorso oppure denunciare i suoi aguzzini? Vogliamo continuare ad amare una società che professa i sacri valori cristiani quando si tratta di legiferare sulla nostra stanza da letto, ma è capace di lasciar morire un uomo in mezzo alla strada, oppure peggio di calpestarlo con indifferenza quando è gia morto per terra?

Perché è questo che professa le destra italiana che a me fa sempre piú rivoltare lo stomaco. Ma voi come dormite, poi, la notte?

Ed una domanda ai due imbecilli di stasera, categoria purtroppo sempre in aumento: ma vi sentite importanti dopo questa “bravata”?

Avevo visto qualche tempo fa un video fatto dai comunisti (che non amo ugualmente per dei ricordi che ne ho del mio Paese, ma almeno in Italia riconoscerò sempre la loro superiorità dal punto di vista culturale). Diceva a proposito di voi: “sembran’ tori ma son’ buoi”.

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Tutta colpa del tempo…

octombrie 22, 2009 at 11:27 am (Uncategorized)

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Romeni, Melis (PD): Razzismo in crescita: un pericolo

octombrie 9, 2009 at 10:31 pm (Uncategorized)

 

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“Nel giro di pochi giorni alcuni episodi rimasti fuori dalle cronache giornalistiche segnalano la discriminazione, serpeggiante ma crescente, che sembra colpire la comunità romena in tutti i settori ed in tutte le attività, anche le più diverse tra loro”, denuncia il deputato PD, Guido Melis, presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”.

“A Roma, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, – prosegue Melis – un <<curioso equivoco>> ha impedito qualche giorno fa ad una cittadina romena da dieci anni residente in Italia di accedere al prestito dei libri.
Nel negarle questo diritto l’addetto le ha addirittura chiesto di esibire il contratto di lavoro (!). Solo dopo le proteste qualificate provenienti da diverse parti la Biblioteca è tornata sui suoi passi, ammettendo di avere fatto un errore.”
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Più grave, la circolare della Fastweb di Bologna a tutti i rivenditori autorizzati dell’Emilia Romagna. Nel documento datato 19 settembre 2009, l’azienda blocca tutte le vendite di abbonamenti FastWeb Mobile ai cittadini romeni. Richiesta di spiegare questa discriminazione di un’interra nazionalità, la responsabile ha parlato di frequenti frodi e di un’organizzazione romena in esse implicata. Ma si può colpire nel mucchio tutta una comunità di persone oneste, solo per qualche caso isolato di delinquenza? Come se, per la presenza della camorra, si criminalizzassero tutti i napoletani.

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Sono due episodi forse piccoli, ma rivelatori di un clima sempre più preoccupante. Nei bagni del Tribunale Penale di Roma, l’edificio dove si dovrebbe amministrare la giustizia, qualcuno ha scritto anonimamente la frase “Brucia il romeno!”.
Si sa, la madre dei cretini è sempre incinta, ma quello che lascia sorpresi è che nessuna autorità, pure avvertita, cancelli quella orribile scritta.
Se poi non bastasse, la sera del 25 settembre, a Montecompatri, nel Lazio, è stato dato alle fiamme un pullman di una compagna romena. L’autista, che dormiva sul mezzo, ha rischiato di morire, subendo ustioni su gran parte del corpo. “

“Ecco alcuni risultati” – conclude indignato il deputato PD – “della lunga campagna mediatica (e soprattutto politica) portata avanti metodicamente contro la comunità romena in Italia. E parliamo solo di pochi giorni. Invito tutte le forze politiche e tutti gli operatori dell’informazione ad avere un atteggiamento più responsabile.”

Dal sito ufficiale dell’On. Guido Melis: http://guidomelis.wordpress.com/

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IL CODICE DELL’IMMIGRATO SECONDO… LA LEGA NORD E CHI LA PENSA COME LORO

octombrie 1, 2009 at 2:28 pm (Uncategorized)

 

1)      L’immigrato ha il diritto di sgobbare come uno schiavo pure 15 ore al giorno con una paga misera, meglio ancora se gratis.

2)      È vietato lavorare nei ristoranti, pub, bar ed ogni tipo di attività aperta al pubblico.

3)      Una volta finito il lavoro, l’immigrato deve rigorosamente sparire. È assolutamente vietato entrare nei locali pubblici oppure usufruire dei mezzi pubblici, se non ci sono gli appositi spazi per loro.

4)      L’immigrato ed i suoi figli hanno il dovere di lasciarsi pestare, insultare, violentare, umiliare ed ammazzare. È rigorosamente vietato loro di lamentarsi oppure di denunciare tali azioni legittime soprattutto se gli autori sono di puro sangue padano.

5)      È vietato mandare i propri figli a scuola oppure all’asilo perché potrebbero infastidire i loro colleghi italiani.

6)      È assolutamente proibito agli immigrati di recarsi nelle strutture sanitarie pubbliche.

7)      L’immigrato ha il dovere, se gli capita di guadagnare qualche soldo, di dare fino all’ultimo centesimo allo Stato italiano. In cambio avrà il privilegio di aspettare qualche anno per il permesso di soggiorno e di riceverlo già scaduto. Inoltre avrà il beneficio di non poter usufruire dei servizi di Money Transfer per inviare dei soldi (se gli è rimasto qualcosa) ai parenti rimasti in Patria. Ha anche il privilegio di passare per delinquente e di essere rispedito a calci nel suo Paese di origine.

8)      È assolutamente vietato prendere in affitto degli appartamenti nei palazzi abitati da italiani. Se ciò è comunque sfortunatamente successo gli immigrati sono obbligati a non cucinare piatti tradizionali maleodoranti, ma solo cibo italiano.

9)      È espressamente vietato che l’immigrato si sogni di fare un lavoro che qualche italiano potrebbe volere per sé. Se è più preparato deve evitare di esibire eventuali lauree e qualifiche.  

10)  È vietato aprire attività commerciali se non si ha la cittadinanza italiana. Se tali attività sono state già aperte l’immigrato ha il dovere di lasciarsele bruciare per non fare concorrenza alle attività degli italiani.

11)  L’immigrato ha il dovere di conoscere la Costituzione italiana, la lingua italiana, il dialetto padano e la storia della Padania, con particolare attenzione alle imprese della Lega e di Bossi;  ma gli è espressamente vietato notare le violazioni della Costituzione italiana da parte degli stessi rappresentanti leghisti. Anche se la Costituzione prevede la libertà di professare la propria religione, tale principio è valido solo per gli italiani. Idem per gli altri diritti fondamentali.

12)  L’immigrato deve professare alla lettera la religione cattolica e porgere l’altra guancia tutte le volte che riceve un torto. Inoltre è assolutamente proibito sottolineare l’incoerenza dei leghisti adoratori del dio Po con i principi del Vangelo.

13)  L’immigrato ha il dovere di conoscere alla perfezione la lingua italiana e di non lamentarsi se l’esaminatore padano la conosce meno di lui. Si adegui, perdinci! E si ricordi che è solo un ospite.

14)  L’immigrato non ha il diritto di avere opinioni.

15)  L’immigrato ha il diritto di essere sbattuto in prima pagina di ogni quotidiano come criminale, anche quando non c’entra nulla. Inoltre se è stato anche per un solo giorno sulla prima pagina di qualche quotidiano come criminale, ha il privilegio di essere condannato senza prove. Se l’esame del DNA lo scagiona è sicuramente per errore.

16)  Se l’immigrato è stato condannato ha il dovere di non pretendere alcun tipo di cura medica, anche quando si ammala. Stia buono, in celle 3 metri per 2, insieme ad altri cinque immigrati e aspetti pazientemente.

17)   Se un immigrato viene ammazzato da un italiano è sicuramente per errore oppure perché se l’è cercata. È espressamente proibito ai parenti di affermare il contrario o di pretendere giustizia.

18)  L’immigrato ha il diritto di farsi togliere i figli dagli assistenti sociali per affidarli a qualche famiglia italiana.

19)  Le ronde hanno sempre ragione (soprattutto se le incontri di notte e tu sei solo e senza difesa).

20)  Se una ronda commette un abuso si applica l’art.19.

21)  Se un immigrato viene investito da una macchina guidata da un italiano sul marciapiede è sempre e comunque colpa dell’immigrato. Chi l’ha autorizzato a passeggiare o a sostare ingombrando un luogo pubblico?

22)  È espressamente vietato allì’immigrato commentare le condanne dei ministri della Lega Nord e in generale degli esponenti del governo Berlusconi (di Berlusconi in persona poi, non se ne parli). E’ altresì vietato pronunciare la parola escort. Pena: l’immediata espulsione.

23)  È vietato all’immigrato/a sposare una cittadina/o italiano.

24)  È vietato prostituirsi, ma l’immigrata/o può prestare favori sessuali completi in maniera gratuita a chiunque ne abbia voglia, purché italiano (meglio se padano). Se tali prestazioni sono ottenute con la forza non sono considerati violenza sessuale, ma un privilegio da parte del violentatore.

 

Disposizioni finale:

1)      L’UNAR è un organismo costituito solo per accontentare UE, ma sarà sciolto appena la Padania sarà libera e indipendente.

2)      Amnesty International è formata da un branco di perbenisti del cavolo.

3)      I Diritti dell’Uomo valgono solo per gli italiani.

P.S. La confusione che potrebbe emergere da questo testo tra l’Italia e la Padania non mi appartiene. È quello che si è appreso dalle dichiarazioni dei rappresentanti Lega Nord.

 

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Italia vista dai nuovi italiani: i lavoratori Romeni. Problemi, opportunità.

septembrie 30, 2009 at 3:38 pm (Uncategorized)


Venerdì 02.10.09 ore 18 sala interna Caffè dei Costanti piazza san Francesco Arezzo.
 
Partecipano le giornaliste Miruna Cajvaneanu della Gazeta Romaneasca e Alina Harja corrispondente di Realitatea TV. Dibattito moderato dal giornalista Gianni Brunacci.

Nell’ultimo degli appuntamenti previsti dal progetto Da RoMeno a RoPiù Consapevole Cittadino Europeo, dopo gli interventi dello scrittore Butcovan e della ginnasta Stefanescu, si va a toccare il nocciolo della questione. Gli Italiani parlano spesso dei Romeni, raramente vengono intervistati quest’ultimi per capire come vedono, e giudicano gli Italiani. Le due giornaliste invitate sono la parte più attiva in Italia che porta avanti la ridefinizione della conoscenza, e quindi dell’immagine, che i media hanno proposto. Arezzo non soffre in modo consistente degli effetti collaterali della migrazione, ma certamente molto ancora deve essere fatto per una cosciente integrazione. L’incontro vuole portare autorevoli testimonianze utili in questa direzione.

http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=68910&Itemid=2

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“Libero”… di discriminare

septembrie 29, 2009 at 2:39 pm (Uncategorized)

Sabato si è svolta a Roma la premiazione del Premio Baiocco a cura del xx Municipio che ha visto premiati esponenti della società civile residente nel suddetto Municipio, che si sono distinti in varie discipline.
Oggi Libero a pagina 58 dà conto della premiazione e dei vari premiati, tranne uno: quello della scultrice romena, Magda Nica.
(Iris Press invece ne parla, ma senza specificare la nazionalità (non sia mai): http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=57084&Cat=1&I=null&IdTipo=0&TitoloBlocco=Italia&Codi_Cate_Arti=18)

Ma paradossalmente non si dimentica di pubblicare questo: http://www.libero-news.it/adnkronos/view/193336

E così aggiungiamo un’altra pagina, una delle tante, al dossier della vergognosa campagna anti-romena messa in atto dalla stampa italiana.

 

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E nemmeno questa volta il romeno fa notizia!!!

septembrie 28, 2009 at 8:37 pm (Uncategorized)

 


A Roma razzismo anti-romeni: lavoratore dato alla fiamme

AUTORE DEL L’ARTICOLO

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L’ attacco razzista nella notte tra Venerdì e Sabato scorsi: “Romeni andatene via dall’Italia” urlavano gli attentatori. Un autista che dormiva a bordo del mezzo, ricoverato con ustioni in ospedale. 

Erano le tre della notte tra Venerdì e Sabato della scorsa settimana: un autobus con targa romena che settimanalmente collega il paese dei Castelli Romani, governato ora da un’amministrazione di centro-destra guidata dall’avvocato Marco De Carolis, con la nazione danubiana era posteggiato in Via Campo Gillaro, una stradina della periferia del paese, arroccato sopra una rupe, in attesa di ripartire verso Bucarest la mattina seguente. All’improvviso un commando di giovani, approfittando dell’oscurità e del fatto che nessun testimone si aggirava nei paraggi, ha cosparso il mezzo con liquido infiammabile e gli ha dato fuoco. Sviluppatesi le fiamme l’autista, un padroncino romeno di soli trentacinque anni che dormiva all’interno del mezzo, è stato svegliato dal loro crepitio, giusto in tempo per salvarsi e sentire gli aggressori allontanarsi dal luogo gridando “ Vi bruceremo tutti vivi cani di romeni che non siete altro”. Nel disperato tentativo di uscire dal mezzo in fiamme il romeno si è ustionato a braccia e gambe ed è stato ricoverato al centro grandi ustionati dell’ospedale romano di Sant’ Eugenio con ustioni sul 20% del corpo. Nei pressi i carabinieri della locale stazione hanno rinvenuto la tanica usata dagli attentatori razzisti. Il mezzo è andato distrutto. Sempre più dunque la provincia di Roma, la capitale di uno dei paesi fondatori dell’Unione europea( confederazione di stati di cui fa parte anche la Romania), assomiglia alla più profonda provincia americana del sud quando, qualche decennio fa, impazzava il Ku Klux Klan. Fuochi purificatori contro i beni degli immigrati ed anche contro le loro persone.

Come è accaduto tempo addietro a Nettuno dove un indiano è stato bruciato solamente perché la sua pelle era più scura di quella dei suoi carnefici, per fortuna il disegno criminoso non ha portato alla morte dell’uomo, italiani. Fuochi che spesso e volentieri prendono di mira cose o persone della comunità romena che nella capitale d’Italia, come in tutto il Lazio, è la comunità straniera più numerosa e concorre in maniera non insignificante alla formazione del Pil di una delle più ricche regioni italiane. La comunità romena ora ha paura, è terrorizzata tanto da abbandonare Roma e l’Italia lasciando spazio ad altre nazionalità meno invise. Nelle scuole elementari e medie di Roma e provincia quest’anno è crollato il numero di bambini romeni iscritti. I genitori dei bambini, in buona parte provenienti da Bucarest o Brasov, in Transilvania, infatti ora preferiscono alloggiarli presso parenti rimasti in patria in quanto, affermano, “ gli italiani sono razzisti e romenofobi e ci accusano di essere tutti zingari, prostitute e stupratori. Abbiamo veramente paura a farli crescere qui tra di voi”. “Quello di Venerdì scorso è stato solamente uno spiacevole incidente” ha chiosato il primo cittadino di Montecompatri, glissando invece sulla natura razzista del gesto e sul fatto che una persona solamente perché romena ha rischiato di morire ustionata. L’opposizione consiliare, guidata dal Partito Democratico, ha contestato nel corso di un infuocato Consiglio Comunale svoltosi in questa settimana il cinismo del sindaco del paese dei Castelli romani esprimendo tutta la sua solidarietà e vicinanza al popolo romeno. Come ha affermato l’ambasciatore della Romania a Roma Razvan Rusu, probabilmente, dopo un periodo di insperata calma sta ricominciando a prendere piede in Italia, con la ferocia di qualche mese fa, la “ romenofobia”. 

 
 
Dove sono i TG? Dov’è Mediaset? Dov’è “Il Giornale” così attento a sottolineare anche i tentativi di flatulenza di un romeno?
Dov’è Bruno Vespa? Come mai non abbiamo un’edizione speciale di Porta a Porta?
Abbiamo già parlato di come i miei “colleghi” italiani NON sanno fare il loro mestiere. Questo è solo un’altra dimostrazione di obiettività… Se ce n’era ancora bisogno!!!
 
 

 

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La vendetta od il perdono?

septembrie 25, 2009 at 10:51 pm (Uncategorized)

 

 

Una volta un’amica mi diceva, ovviamente scherzando, che lei è d’accordo con la vendetta. “L’unico che ha perdonato tutti (Gesù, ndr), abbiamo visto che fine ha fatto,” diceva. “Vuoi fare la stessa fine?”
Sembra un’affermazione blasfema, ma ha i suoi perché. Pensiamo a tutte quelle persone che se ne infischiano altamente di essere perdonate. Io ne conosco alcune. Che senso ha perdonarle? A chi giova?
Pensiamo a tutte quelle persone che godono nel fare del male agli altri. Conosco anche delle persone cosi. Ho sempre tentato di capire le loro motivazioni. A volte, lo fanno per avidità, altre volte lo fanno per sentirsi importanti, superiori agli altri, altre ancora per imporsi, per guadagnare rispetto oppure notorietà ed a volte, semplicemente perché sono malvagie dentro.
A cosa servirebbe perdonare queste persone? Tanto, capita raramente che abbiano una coscienza per poter capire il valore del tuo gesto.
La cosa più difficile in assoluto è, paradossalmente, perdonare le persone a cui vogliamo bene, le persone che amiamo. Anche perché le ferite che loro ci hanno procurato sono più profonde delle altre.
Ma la vendetta è peggio, è una vera schiavitù fino al suo compimento, una schiavitù che imputridisce l’anima, che la consuma. La persona che si vuole vendicare rimane attaccata al colpevole, riscoprendo mille volte la stessa ferita, ricordando ogni santo giorno quel particolare episodio per il quale si vuole vendicare, covando rancori, nervosismi, sensazioni di impotenza.
“La vendetta è un piatto che si consuma freddo”, dicono. Ci sono delle persone che coltivano una vendetta per decine di anni, senza rendersene conto, che fino al compimento della vendetta non vivono, non hanno una vita, perché in realtà la loro vita è governata da quello al quale la si vuole far pagare.
Certo, lì per lì, quando subisci un torto il tuo cervello elabora miliardi di ipotesi di vendette e se avessi i mezzi in mano in quel momento le metteresti in atto tutte quante. Ma, per fortuna, in questi casi mancano quasi sempre i mezzi.
Ed allora ecco perché ha senso perdonare: non per chi ci ha fatto il torto, ma per noi stessi. C’è qualcosa di egoistico nel perdono, anzi più di una cosa: intanto è una liberazione. Quando perdoni ti liberi dalle energie negative accumulate, ma ti liberi anche dalla persona che hai perdonato, ti lasci alle spalle la ferite che l’altro ti ha provocato. Sei finalmente libero di vivere la tua vita. È anche una dimostrazione di forza. Si, di forza. Perché hai avuto la forza di uscire da quella gabbia costruita da quel episodio negativo. Puoi usare le tue energie per fare altro, qualcosa di costruttivo per te stesso.
Ed infine, vuoi mettere la soddisfazione di aver dimostrato all’altro che sei migliore di lui? Perdonandolo puoi persino guardarlo dall’alto verso il basso, quasi dicendo: “vedi quanto sono generoso? IO. “ Come quei ricchi che buttano con disprezzo una monetina ad un povero mentecatto. Perché il perdono arricchisce il tuo essere interiore e, paradossalmente, anche la tua autostima diventa maggiore. Tu sai fare qualcosa che l’altro non sa: tu sai perdonare. Non sempre il perdono è sinonimo di amore. Certo, quando c’è l’amore di mezzo, perdonare sembra avere più senso: perdoni per non perdere quella persona. Ed anche questa è una motivazione egoistica.
Mi viene in mente una poesia che ci insegnavano all’asilo: si chiamava “Il cagnolino zoppo” di Elena Farago. Parlava di un cagnolino che era rimasto zoppo dopo che un cattivo ragazzino l’aveva colpito con una pietra. Ed il cagnolino aveva sofferto tanto, pensava quasi di morire. Si riprese, ma poi si rese conto che lui sarebbe rimasto zoppo a vita e che non sarebbe stato mai in grado di giocare con i bambini come i suoi fratellini. E questo lo faceva stare triste e piangere sempre perché era lasciato da solo mentre gli altri giocavano. Il bambino cattivo iniziò a fargli visita ed a portargli dello zucchero per rimediare in qualche modo a quello che aveva fatto. Ecco cosa dice il cagnolino: “Adesso viene a portarmi lo zucchero e vorrebbe essermi buono / Anche io potrei mordergli la gamba, cosi per vendicarmi. / Ma voglio fargli vedere, al cattivo, che un povero cagnolino/ Ha un cuore migliore di quello che ha avuto lui. “
(ovviamente la traduzione è approssimativa e quindi le rime sono difficile da conservare, ma credo che il senso sia chiaro).
Ecco, in questi giorni mi sono ricordata di questa poesia. E come il cagnolino di questa poesia, dico: ti perdono.

CATELUSUL SCHIOP

Eu am numai trei picioare
Si de-abia ma misc: top, top!
Rad cand ma-ntalnesc copiii
Si ma cheama “cutu schiop”.

Fratii mei ceilalti se joaca
Cu copiii toti, dar eu
Nu pot alerga ca dansii,
Ca sunt schiop si cad mereu!

Si stau singur toata ziua
Si plang mult cand ma gandesc
Ca tot schiop voi fi de-acuma
Si tot trist am sa traiesc.

Si cand ma gandesc ce bine
M-as juca si eu acum
Si-as latra si eu din poarta
La copiii de pe drum!…

Cat sunt de frumosi copiii,
Ce cuminti, si cat de mult
Mi-ar placea sa stau cu dansii,
Sa ma joc si sa-i ascult!

Dar copiii rai la suflet
Sunt urati, precum e-acel
Care m-a schiopat pe mine,
Si nu-i pot iubi defel…

M-a lovit din rautate
Cu o piatra in picior,
Si-am zacut, si-am plans atata,
De credeam ca am sa mor…

Acum vine si-mi da zahar
Si ar vrea sa-mi fie bun,
Si-as putea sa-l musc odata
De picior, sa ma razbun.

Dar il las asa, sa vada,
Raul, ca un biet catel
Are inima mai buna
Decat a avut-o el.

 

 

 

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L’informazione all’italiana!!!

septembrie 23, 2009 at 11:48 am (Uncategorized)

Dunque, l’informazione all’italiana funziona cosi un po’ all’acqua di rose… La parola in italiano sarebbe: “dilettantismo”.
Ecco un esempio che più chiaro di cosi non si può… Iniziamo con la Voce d’Italia per la quale sia i romeni che i polacchi sono EXTRACOMUNITARI!!!
Ricordiamo ai “giornalisti” della Voce d’Italia che nel primo di maggio del 2004 L’UE si allarga a
Lettonia, Estonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Malta e Cipro, mentre nel primo di gennaio del 2007 L’UE si allarga a Bulgaria e Romania.

Cronaca

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Trovati in un appartamento dal compagno di stanza

Roma: trovati morti due giovani extracomunitari

Il movente: forse legato a questioni sentimentali a sfondo omosessuale

Roma – Sono stati trovati in un appartamento della Capitale i corpi di due uomini 25enni. Secondo una prima ipotesi, il violento diverbio scoppiato tra i due sarebbe molto probabilmente legato a questioni sentimentali a sfondo omosessuale, sfociando poi nella tragedia. Le due vittime sono di origine romena e polacca.

A scoprire i cadaveri è stato un loro compagno di appartamento, situato in zona Tiburtina, un giovane di nazionalità romena. I carabinieri continuano con le indagini, per tentare di fare luce sul caso.

Chiara Bianchi

(http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=38716&titolo=Roma%20trovati%20morti%20due%20giovani%20extracomunitari)

Qui invece casca l’asino. Sono tutti e due romeni. Anche il polacco nel frattempo diventa romeno. 

Regioni > Lazio > Giallo nella capitale, due ragazzi romeni ritrovati cadavere in un appartamento

Sul posto i carabinieri che hanno avviato le indagini

Giallo nella capitale, due ragazzi romeni ritrovati cadavere in un appartamento

 

ultimo aggiornamento: 22 settembre, ore 20:50

Roma, 22 set. – (Adnkronos) – I corpi dei giovani, di circa 25 anni, in un’abitazione in via Mammucari. Presentano ferite da arma da fuoco

(http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lazio/Giallo-nella-capitale-due-ragazzi-romeni-ritrovati-cadavere-in-un-appartamento_3800899973.html)

E non finisce qui. Secondo “Il Giornale” il pizzaiolo è polacco, ma almeno hanno la decenza di specificare che è ancora tutto da stabilire. Poi tutti e due si sono sparati sulla tempia.

mercoledì 23 settembre 2009, 07:00

Al Tiburtino Due cadaveri in un appartamento

di Giacomo Legame

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Potrebbe essere stata una lite per motivi passionali la causa della morte dei due giovani 25enne, un romeno e un polacco, trovati ieri sera poco dopo le 19,30 nell’appartamento di via Mammuccari 25 al Tiburtino III. A quanto si apprende, i due avrebbero avuto recentemente una relazione omosessuale. La pista seguita dagli investigatori è quella dell’omicidio-suicidio compiuto per moventi passionali.
I due cadaveri sono stati scoperti da un amico ed erano sdraiati sul letto. A sparare sarebbe stato il romeno, trovato con la pistola ancora in mano. Li ha trovati uno dei loro due coinquilini vestiti solamente con degli slip, sdraiati sul letto della loro camera, stesi in posizione come se si stessero preparando per andare a dormire. L’età dei due, un romeno dipendente di una ditta di derattizazione e un pizzaiolo polacco, è ancora da stabilire con esattezza, ma i Carabinieri riferiscono di due giovani attorno ai 25 anni.
L’omicidio-suicidio potrebbe essere avvenuto la scorsa notte, da valutare anche l’ipotesi di una premeditazione del gesto da parte di uno dei due. Il ragazzo romeno infatti l’altra sera, durante una cena, aveva sottratto ad un amico, una guardia giurata, la pistola con cui ha successivamente sparato. Il padre del giovane romeno si era suicidato sparandosi a sua volta alcuni anni fa. Uno degli altri due coinquilini, un uomo ed una donna, li ha trovati con un foro alla tempia.
A riferire i dettagli della scena che i Carabinieri si sono trovati di fronte al loro ingresso nell’appartamento è stato il tenente colonnello Salvatore Cagnazzo del Reparto operativo. Rimane però il mistero degli spari non sentiti da alcuin testimone.

(http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=384983)

Mentre le indagini sono tutte in corso, “La Repubblica” è certa (saranno stati presenti quando è avvenuto tutto): “Spara all’amico, poi si uccide”. Non solo, dopo essersi sparato in bocca il romeno stringe forte l’arma e l’appoggia con calma sul petto. Ammappa che SuperMan!!! Ma per “La Repubblica” il pizzaiolo è invece romeno.

 

Spara all´amico, poi si uccide
omicidio suicidio al Tiburtino

Un polacco e un romeno trovati distesi sul letto

 

Sdraiati sul letto, in mutande, uno accanto all´altro come se stessero guardando la televisione di fronte a loro. Con due ferite da arma da fuoco. Uno con un colpo dritto alla nuca, l´altro, invece, in bocca. Tutt´intorno, una pozza di sangue sotto i loro corpi, sulle lenzuola. E uno dei due, pizzaiolo romeno di 23 anni, che stringe la pistola tra le mani e la tiene appoggiata sullo sterno.

È questa la scena che i carabinieri della compagnia Montesacro si sono trovati davanti agli occhi ieri pomeriggio in un appartamento al quinto piano di via Augusto Mammuccari 25, laterale della Tiburtina. Con ogni probabilità un omicidio-suicidio: i fori d´entrata dei proiettili e la posizione in cui sono stati trovati i due corpi non ha lasciato molti dubbi ai militari e alla sezione rilievi dell´Arma. Tutto fa pensare che uno dei due abbia prima ucciso l´amico e poi si sia tolto la vita, sparandosi in bocca. La vittima, Mariusz Szydlowski, 37 anni, lavorava in una azienda di derattizzazioni. Il suo assassino che poi si è tolto la vita si chiamava Cosmin Sava, romeno. Vivevano insieme. Loro e una coppia.

Coinquilini e amici. Almeno fino a ieri pomeriggio. Fino a quella lite per futili motivi come l´hanno descritta i coinquilini agli investigatori guidati dal maggiore Luciano Soligo con la collaborazione dei militari del nucleo operativo comandati dal tenente colonnello, Salvatore Cagnazzo, che non stanno escludendo nemmeno la pista del delitto passionale. A dare l´allarme è stato un terzo abitante dell´appartamento, anche lui romeno: quando è rientrato dal lavoro nel pomeriggio, ha trovato i due amici in fin di vita. Immediata la chiamata al 112 e poi al 118, ma quando sono arrivate le ambulanze, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi. Probabilmente la sparatoria è avvenuta nella serata di lunedì. La pistola sarebbe stata rubata proprio lunedì durante una cena a un amico italiano che fa la guardia giurata.

«Erano due ragazzi tranquilli – raccontano i vicini – tutte le mattine li vedevamo scendere e montare sul loro furgoncino. Uscivano alla mattina e tornavano alla sera». E qui, in questa laterale della Tiburtina, nessuno sembra avere sentito nulla, nessuno sparo. Compreso la vicina di casa. Solo alcuni ricordano di avere sentito alcuni botti, lunedì sera, ma di non aver capito che fossero spari. Una donna che abita nel palazzo ha raccontato che, al suo rientro a casa, ha visto una persona in lacrime che urlava disperata: «Oddio, oddio, mio figlio ha ucciso il suo compagno di stanza e poi si è sparato». Ipotesi che sembra essere confermata anche dai militari che, sul posto, hanno trovato la madre di uno dei due ragazzi che è stata immediatamente portata in caserma per essere ascoltata dagli inquirenti, così come gli altri ragazzi che vivevano con loro.

Probabilmente il giovane, dopo aver sparato all´amico e prima di uccidersi, ha avvisato la madre via telefono, forse con una telefonata, forse via sms. Tesi ancora tutte da confermare e su cui i carabinieri hanno lavorato per tutta la notte. Sul posto, anche la sezione rilievi del nucleo investigativo.

(ha collaborato valeria forgnone)

(23 settembre 2009)

(http://roma.repubblica.it/dettaglio/spara-all´amico-poi-si-uccide-omicidio-suicidio-al-tiburtino/1728012)

È cosi che i giornalisti italiani sanno fare notizia. Quale deontologia professionale? Quale accertare con precisione la nazionalità se tanto la devi sottolineare? Quale differenza tra cittadini comunitari e extracomunitari? Quale condizionale se i carabinieri hanno ancora dei dubbi ed è tutto ancora da chiarire?

No, nella fretta di fare clamore i giornalisti italiani se ne infischiano altamente di questi “piccoli dettagli”. 

Per capire dove sta la verità un lettore medio deve leggersi tutta la stampa e poi fare una specie di media aritmetica di tutte le notizie. Il lettore italiano mica ha il diritto, come tutti gli altri, di avere un’informazione corretta.

Uno slogan romeno durante la rivoluzione anti-comunista recitava: “con la Tv (intesa come stampa in generale) avete mentito il popolo”. Sì, ma quello di Ceausescu era stato un regime dittatoriale.

 P.S. Il “Fatto Quottidiano” era finito in edicola… Quindi non sono riuscita a leggerlo.

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