Cronaca di una rinascita’

Ho aperto questo blog per parlare di emozioni e di sentimenti. Ed eccomi qua, a parlare di nuovo di questo.
Come diceva una mia amica molto cara, Daniela Vitelaru, l’inizio di un nuovo anno può essere anche un momento di rinascitá interiore.
Ebbene, per me in un certo senso è stato proprio cosi.
Il 26 Dicembre è stato uno dei giorni più brutti di tutta la mia vita. Stavo a pezzi, morta dentro ed inerte, senza sogni senza illusioni. Un mondo di valori, un mio mondo tutto crollato all’improvviso. Uno shock.
Sotto un impulso pazzo, sfidando la crisi economica, mandando a fare in culo l’equilibrio e la razionalità che mi caratterizza, ho preso il primo aereo e sono volata a Bucarest. Ed ho fatto bene. Anzi, molto bene.
Ed ho visto la Romania, il mio Paese natale in altri colori. Non i colori delle mancanze, della crisi economica che si risente abbastanza pure lí, e nemmeno attraverso le immagini che spesso i miei colleghi della stampa italiana propongono. E neanche attraverso i prezzi troppo alti per gli stipendi romeni, oppure tutte le altre critiche che alcuni dei miei concittadini che si spacciano per opinionisti fanno.
No. In Romania ho riscoperto l’affetto sincero, l’amicizia sincera che dura attraverso gli anni, il calore e l’ospitalità della gente, la gioia e la felicita delle cose semplici semplici in apparenza ma piene di significato quando sono di cuore, la genuinità di un pranzo cucinato solo per te, il sapore di uno spumante scarso, comprato all’ultimo momento, ma che ha più sapore di un Don Perignon quando accanto ci sono le persone giuste.
E ho ballato la notte di capodanno sulla musica di Vangelis ed il mio vestito sembrava più bello di quella della principessa Sissi e quel piccolo appartamento di Militari era più lussuoso di ogni sala di Versailles. E mi sono sentita di nuovo bella, bellissima nel riflesso di quegli occhi, pur non avendo nemmeno un’ombra di rossetto o di trucco. Ma sono stata me stessa e sono stata immensamente felice. Non lo credevo più possibile.
È stato anche un momento di riflessione. Si, perché nel riscoprire quelle gioie, mi sono resa conto anche di quanto sono cambiata.
Ed ho rivisto anche mia madre, uguale, quella di sempre, quella sempre preoccupata per noi. Ma questa sua premura non mi ha più disturbato come quando ero adolescente e le sue mi sembravano delle imposizioni. Non ero riuscita a farle un regalo di Natale e quindi le ho dato dei soldi per comprarsi lei qualcosa di bello, ed invece lei ha comprato delle cose per i miei fratelli. Cose che non erano indispensabili a loro, cose che loro si possono tranquillamente permettere, ma secondo lei necessarie.
Mi ha commosso questa premura, questo amore. No. Per lei, mi disse, vuole solo la salute.
E questa volta ho sorriso quando, come al solito, mi ha detto che sono dimagrita. Ma lei dimagrita mi vede anche se manco 2 ore.
E questa volta l’ho capito: siamo e saremo sempre i suoi cuccioli. Anche quando avremo 80 anni.
E non ho più protestato quando ha voluto riempirmi una borsa con vino ed altre cose anche quelle, secondo lei, assolutamente necessarie.
Credo che sto maturando. Forse finalmente la capisco. Capisco quanto ci vuole bene.
Ed anche mio padre, in realtà mio padrino, ma che mi ha sempre voluto bene come se fossi stata realmente sua figlia. Mi ha voluto aspettare alla stazione alle 4 di notte, anche se io avrei potuto prendere un taxi. Ma lui no. Per lui era importante aspettarmi e regalarmi una cioccolata come quando ero bambina. E mi ha detto che è orgoglioso di me ed è per questo che anche io ne sono orgogliosa. Lui non parla molto, ma a modo suo sa far vedere quando vuole bene a qualcuno.
E mi ha dato i consigli di sempre: fai solo ciò che ti rende felice.
Ed i miei fratelli che hanno deciso di farsi qualche centinaio di chilometri per passare con me il mio compleanno. E mi rendo conto quanto sono cresciuti e quanto sono diventati responsabili. E mi cresce il cuore a vederli cosi combattivi. E’ quasi contagioso il loro entusiasmo e mi da tanta voglia di combattere.
Ed anche la mia migliore amica, che anche se non siamo riuscite a vederci ha tenuto a dimostrarmi il suo affetto, chiamandomi ogni giorno.
Un ritorno al passato, alle origini, può essere spunto per una rinascitá interiore. Ed io sono rinata come una Fenice dalle proprie ceneri. Ed ho sentito di nuovo il mio cuore battere e vibrare e sono stata presa da un’impensabile euforia. Sorridevo ed il mondo mi sorrideva. E persino una gatta nera si è affezionata a me ed ogni mattina mi si sedeva sulle ginocchia in attesa delle coccole. Ed ammappa, quanto protestava se non le riceveva in tempo reale.
E tutto aveva di nuovo gusto e persino leccarsi le ditta durante un pasto molto saporito non sembrava più mancanza di educazione, di bon ton. Come anche fare la spesa nel mercato dove i contadini portano le cose rigorosamente genuine della campagna. Altro che agricoltura biologica.
E mi mancavano anche le locande dove si ascolta musica popolare e si mangiano cose tradizionali, ed è lí che ho voluto passare il mio compleanno.
Ma in Romania è rimasto ancora anche un mondo intellettuale e sono uguali ai tempi dell’università e continuano a prendersela con Kant, a tirare accidenti a Marx davanti ad una birra media. E si continua a litigare sulle origini del cristianesimo sotto nubi di fumo ed a dibattere sul conflitto in Medio Oriente con il sottofondo di una sârba moldava.
E non mancano nemmeno algoritmi informatici elaborati, soluzioni per la crisi economica mondiale, le preferenze in materia di musica barocca e la genialità di Monteverdi, il grado di civiltà di questo o quell’altro popolo, dai discorsi fatti davanti ad un piatto di sarmale.
Mi sono resa conto quanto mi mancavano queste cose. Sono tornata indietro a otto anni fa, quando tutto ciò era quasi una routine.
Ho avuto però anche il tempo e l’occasione per riflettere. Si, per riflettere sull’amore e su ciò che è significato per me in tutto questo tempo.
E mi sono resa conto che in realtà ciò che io sentivo non era amore. Perché l’amore, ed adesso me ne sto rendendo conto, significa anche e soprattutto condividere. Si, condividere sogni, illusioni, gioie, fare dei progetti insieme che magari non si concretizzeranno mai, ma intanto farli. Non dover e non voler dimostrare nulla a nessuno, perché l’amore significa accettare l’altro ed essere accettati per quello che si è. E non è nemmeno un ideale irraggiungibile quando l’altro ti vede come persona.
Ed è forse questo che mi è successo qui. Mi è successo di incontrare uomini, nel senso biologico della parola, ma pochi esseri umani. E sono stata vista pochissime volte come essere umano.
Raramente lo sguardo passava oltre la forma fisica; ma ancora più raramente l’ottica di certi personaggi della mia vita riusciva a trascendere dall’utilitarismo, mentre io ero troppo occupata in un tentativo quasi disperato di dimostrare la mia umanità, la mia sensibilità ma anche la mia forza.
Una catena viziosa infinita del voler possedere e di essere posseduta, dove non c’è posto per l’affetto, per la commiserazione. Un progetto, un algoritmo, una corsa a chi ottiene di più dall’altro, a chi sfrutta di più anche inconsapevolmente l’altro per riempire dei propri vuoti. Poi c’è stato anche il rovescio della medaglia: le frustrazioni derivanti dal fiasco di questi progetti, di questi conti fatti a priori per i quali uno ha investito un po’ troppo, e nella contabilità globale le perdite sono troppe ed allora si va avanti per provare a limitare i danni, a recuperare l’irrecuperabile. Un po’ come con l’Alitalia, dove il Governo si è accanito ad investire per mantenerla in vita, perdendo sempre di più nel tentativo di salvare l’insalvabile e di recuperare l’irrecuperabile.
Ma per l’appunto tutta matematica.
E l’amore, quello vero, non c’entra nulla con la matematica.
Sempre in Romania ho sentita una frase che mi ha svegliato ben bene: “ Tu sei una Signora, ma non perché ti vesti come tale e nemmeno per la tua raffinatezza, ma per la tua ricchezza interiore. E sei una stupida se ti lasci convincere del contrario, se ti accontenti. Chi non ti ama, non ti merita davvero.”
Ricchezza interiore? Non me ne ero accorta. Proprio su quello avevo dei dubbi.
E che dire? Ho iniziato il 2009 con il più bel complimento in assoluto ed ho iniziato anche io a crederci.
Buon 2009 a tutti!!!
