L’Italia cattolica ed accogliente…
Avevo sentito qualche giorno fa’ che a Racz gli è stato offerto un lavoro. E quindi ero contenta perché si dimostrava che comunque c’è anche gente corretta e solidale in questo Paese e che noi la stampa romena avevamo esagerato parlando solo del razzismo dimostrato nei confronti dei romeni.
Ma la mia contentezza è durata poco… Leggo oggi sulla stampa e rimango allibita:
“Prima il linciaggio mediatico e 35 giorni da innocente in carcere. Poi, dopo che il test del dna su altri due romeni lo ha scagionato, la pubblica beatificazione nel salotto di Bruno Vespa e l’offerta di lavoro nel ristorante di Filippo La Mantia. Karol Racz, pasticciere che in Italia viveva di espedienti in un campo abusivo a Roma, deve aver pensato che il nostro è un Paese esagerato, nel male e nel bene. Ma certo non si aspettava l’ultima sorpresa: quella di perdere il lavoro prima ancora di averlo ottenuto, a causa della rivolta dei suoi futuri “colleghi”.
La Mantia, che in passato ha avuto vicissitudini giudizarie, aveva preso a cuore la vicenda di “Faccia da pugile” e voleva che preparasse i cannoli nel nuovo albergo che aprirà a maggio a Roma. Ma ieri ha dovuto ritirare l’offerta, e il perché lo ha spiegato senza peli sulla lingua: «Tre cameriere si sono licenziate appena hanno saputo che Racz avrebbe lavorato qui. Una ditta di facchinaggio ha protestato dicendo che c’erano colleghi italiani che avevano molti più diritti. Infine dall’estero un’agenzia turistica ha mandato un fax per dire che non avrebbero mandato clienti se Racz fosse stato assunto. Ieri per me è stata una giornata incredibile, a un certo punto ho anche rassegnato le mie dimissioni e alla fine, con l’avvocato di Racz – ha concluso lo chef – abbiamo deciso di lasciar perdere».
La Mantia è amareggiato: «Parliamo di razzismo? Posso dire di aver scoperto un altro mondo ed è stata un’esperienza di vita forte. Forse sono stato troppo ingenuo a offrire aiuto a un uomo bisognoso. Quello che è successo è stata una lezione per tutti e soprattutto per me». “
Roba da Amnesty International… Ma che razza di discorso è? Allora, questo poveraccio, l’hai sbattuto in prima pagina, gli hai detto di tutti i colori un giorno si e l’altro pure, e poi al momento della verità tu ti metti ad ostacolarlo sul lavoro?
Ma partiamo intanto da alcuni principi fondamentali. Anche se Racz fosse stato condannato, dopo aver scontato la pena ha il diritto all’inserimento sociale in base al principio dettato dall’art. 27, 3 c. della Costituzione in cui viene enunciato il principio secondo cui “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
Chiaro fin qui il discorso?
Ma Racz è completamente innocente e quindi, vorrei ricordare ai cosiddetti “Patrioti” italiani, che si riempiono la bocca di orgoglio italiano, che la loro di Costituzione ha come principi fondamentali i seguenti:
- Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
- Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
- Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Capito, signori miei? Come demonio puoi parlare di orgoglio italiano quando te ne infischi altamente della tua propria Costituzione? Come puoi chiedere agli altri di rispettare le regole quando tu non rispetti manco la tua legge fondamentale?
Poi i stessi Signori che hanno come slogan “Dio, Padre, Famiglia” e parlano della difesa dei loro valori cristiani e cattolici, adesso si scagliano contro il diritto legittimo di quel imprenditore di assumere chi vuole.
Signori miei, non basta dichiararsi cristiani per esserlo!!! Come non funziona nemmeno andare in Chiesa se dopo non sei capace di dimostrare solidarietà e tolleranza. Ma io ti chiedo: tu il Vangelo l’hai mai letto?
Credo proprio di no. Altrimenti i principi della tolleranza, della accoglienza li sapresti già. Piccolo indizio per te, povero ignorante: (Luca 6:17-49).
Ti sarà certamente utile.
L’Italia cattolica ed accogliente è questa? Quella che nega ogni possibilità ad un essere umano solo perché romeno? Solo perché ha la faccia brutta? Solo perché è stato rinchiuso? Soprattutto ingiustamente?
Ai finti cattolici, ai finti patrioti, io preferisco i laici. Perché sicuramente si basano sul buon senso.
Romeni, Melis (PD): <<Ribellione “colleghe” Racz, precedente gravissimo>>
“Apprendo con stupore che Karol Racz, il romeno accusato ingiustamente dei fatti della Caffarellla, non potrà avere il lavoro che gli è stato offerto dallo chef Filippo La Mantia per la reazione di alcuni dipendenti e collaboratori. Sono veramente indignato” – dichiara il deputato PD, Guido Melis, promotore alla Camera dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”.
“Prima si sbatte il mostro in prima pagina” – continua il deputato PD- “e poi si impedisce un minimo di recupero sociale a chi è stato ingiustamente accusato. L’Italia è oggi piena di difensori veri e presunti delle cosiddette tradizioni cattoliche e solidali, ma che poi alla prima occasione giranno le spalle a chi chiede solo di inserirsi.”
“Ma i tanti garantisti della maggioranza, sempre pronti a mobilitarsi quando si parla di politici e di imputati eccellenti, non hanno nulla da dire di fronte a questa ingiustizia?” – si chiede Melis amareggiato.
Non capisco…
Nonostante non sia ancora iniziata la campagna elettorale ufficialmente, sotto banco già iniziano i primi accordi, le prime mosse più o meno pulite.
Apprendo da qualche giorno che i partiti romeni (uno in particolare – un po’ arancione) prova a fregare i candidati alle elezioni comunali del PIR.
Adesso la mia domanda è: ma quanto possono essere cretini?
Perché cretini? Ecco una lista di motivi.
Anche se tu, in teoria, riusciresti a far cambiare idea ad un candidato, intanto non ti basta e ti servirebbe creare una lista civica (perché sei un partito romeno e non italiano). Una lista per la sua intrinseca definizione significa che dovresti avere più di una persona.
In più per poter partecipare a queste elezioni devi anche raccogliere un tot di firme (più o meno grande in base al numero di abitanti di quella città). Visto l’interesse generale della comunità per la politica, ti voglio proprio vedere riuscire a raccogliere queste benedette firme.
Poi queste liste vanno depositate all’ufficio elettorale per essere validate.
Bene… Se invece tu vuoi solo un candidato al consiglio comunale, ciò significa che lo devi mettere sulle liste di un partito italiano. Chiaro il ragionamento fin qui?
Allora significa che in qualche modo, tu partito romeno devi sempre e comunque fare un accordo con un partito italiano, questo se i partiti italiani prendono in considerazione la tua proposta.
Visto l’andazzo, il tuo “patriottismo” da 2 soldi se ne va a farsi benedire, per non dire “fottere”.
Dunque, ricapitoliamo, rompi le palle che il PIR ha un presidente italiano, ma poi vuoi andare a fare l’inutile “sciocco” in un partito formato completamente da italiani. Alla faccia della logica.
Ma non faresti prima, visto che millanti che vuoi unire la comunità, andare a fare direttamente un accordo col PIR?
Invece, no… Ti diverti a buttargli fango addosso.
Mah…
Vabbè, ma quando hai certi pappaGALli come dirigenti di partito può capitare questo ed altro.
E poi, c’è la storia delle elezioni europee. I romeni possono votare per l’Italia oppure per la Romania. Per votare per l’Italia c’era la necessità di fare una richiesta scritta al sindaco, chiedendo questo. Il termine è ormai scaduto e a quanto si apprende dall’ufficio elettorale che in tutt’Italia solo poche centinaia di romeni hanno fatto richiesta per votare in Italia.
Per diventare euro-parlamentare, tu devi prendere nel collegio in cui vieni candidato in media sui 50.000 voti. Siccome la matematica non è un’opinione, risulta chiaramente che nessun candidato romeno al Parlamento Europeo da parte dell’Italia non ha alcuna possibilità oggettiva di farcela. Questo anche perché si parla di un sistema di voto in base alle preferenze.
Ergo, stai litigando sul nulla, anche se i Radicali decidono di candidarti. Poi però c’è anche l’altro fronte che decide di candidarsi per la Romania.
Anche qui le cose non sono poi cosi diverse se dobbiamo pensare che alle elezioni politiche dell’autunno scorso hanno votato in tutt’Italia solo 5000 romeni.
Allora hai una comunità che se ne frega altamente di votare e di partecipare alla vita politica ed invece di tentare di convincerli ad andare a votare, tu ti metti a fare la guerra a chi sta lavorando per fare proprio questo. Ma ti stai rendendo conto quanto sei scemo, si?!
Io non posso parlare, ma mi pare che sei proprio cretino.
Nu v-am spus că-s dobitoci…?!
Există câteva personaje care vor cu orice preţ să mă discrediteze, întrucât pe un forum românesc au fost divulgate informaţii despre măgăriile pe care le fac ei înşelând tot felul de oameni, vai de capul lor, sub masca voluntariatului, a asociaţionismului. Nu voi intra în detalii asupra acestui fapt, sunt disponibile pe forumul www.romania-italia.info
Având în vedere că e campanie electorală, că lumea a aflat despre măgăriile lor, s-au gândit ei să găsească “autorii” acestei campanii care, vezi tu Doamne, lezează imaginea lor de jigodii împuţite ce sunt.
Şi de cine te poţi tu lua dacă nu de persoane care au o oarecare vizibilitate. Doar nu poţi afirma că habar n-ai cine te-a săpat atât de bine. Nu stârneşte interes.
Numai că se întâmplă ca persoanele alese să fie oameni cinstiţi care nu au nimic de ascuns. Şi atunci te apuci de inventat: că unul nu are studiile pe care le pretinde. Păi, măi boule, că nu te pot numi altfel, dar tu ai fost vreodată angajat în viaţa ta? Că dacă ai fi fost angajat, ai şti că înainte de a-ţi face cineva un contract de muncă, mai ales în structurile publice, îţi cere tocmai diplomele de studiu. Cam cât de cretin poţi fi ca să te legi tocmai de acest aspect, de altfel foarte uşor verificabil?
Sau altă dumă: că Germani provoacă accidentale de muncă ale românilor.
Mda… mi-l şi imaginez pe Germani cu securea în mână că urlă la românul de pe schele: “Bă, eşti român? Că vreau şi eu să-ţi tai schela şi n-aş vrea să risc să accidentez vreo altă naţie.”
Acuma au clonat şi ei forumul mai sus-menţionat şi au deschis şi ei “Cartea Neagră a asociaţionismului românesc”. Numa’ că şi aici au dat-o în bară, punându-l şi pe admin-ul celuilalt forum într-un capitol – care e forum, cretinule, nu asociaţie.
Revenind la titlu: “Nu v-am spus că-s dobitoci?!” Nu? V-o spun acum…
Dar las’ că are cine să le ţină isonul: aceeiaşi lingăi care i-au propus, promovat, susţinut mai mult sau mai puţin virtual şi în campania electorală precedentă.
Contenti loro…
Marzo…
E’ semplicemnte marzo… Vi lascio con Battisti che dice tutto quello che vorrei dire io…
Striscia romena…
Insomma, a quanto sembra, stavolta l’ho fatta grossa e la “Striscia la notizia” romena (“Cronica Carcotasilor”) mi ha beccata.
http://cronica.primatv.ro/tv/cronica-4-martie.html?play=1
min. 03.25 e 21.35
Pazienza, proverò a sopravvivere. Anzi, dovrei anche ringraziare a Huidu e Găinuşă, che poi alla fine sono stati carini. E’ normale fare qualche gaffe quando stai in diretta. Anzi a quasi un anno di dirette per la Realitatea TV è la prima volta. Quindi si festeggia!!!
Io, in effetti, la critica dei due simpatici presentatori l’ho presa con simpatia.
Cari “cârcotaşi”, grazie mille e alla prossima!
P.S. Ovviamente dei soliti sfigati sono già entrati in azione per dire la loro ed attaccarmi sui forum e/o blog. Ma tanto lo fanno anche quando non vado sulla “Striscia”, quindi non vale manco la pena considerarli. Soprattutto quando veniamo a sapere che ci sono intere famiglie di sfigati. Marito e moglie che fanno a gara chi insulta di più. “Dio li fa e poi li accoppia!”
Altri ce mandano delle e-mail anonime. Saranno gli stessi?!
’sti romeni…
Uffa, ma quanto culo hanno questi rumeni
Hanno la faccia brutta e i nomi improbabili. Ma spesso riescono ugualmente a farla franca

Vediamo un po’ la dinamica dello stupro della Caffarella. La questura di Roma fa una conferenza stampa due giorni dopo lo stupro annunciando quanto sono stati bravi loro ad acchiappare “le belve romene”. Anzi, per giunta fa anche un festa con tanto di Ministro presente. Un po’ come io e Mauro: dopo ogni articolo che io scrivo, diamo una festa. Un po’ come i conducenti dell’ATAC, che quando arrivano a capo linea chiamano i loro dirigenti e subito fanno una festa per il loro mirabile risultato. Oppure come i funzionari delle Poste: vuoi vedere che le file si formano per colpa delle feste?
La gente chiede vendetta, vuole linciarli, farli a pezzi. Un po’ anche per sfogarsi per tutte le frustrazioni quotidiane dovute alla crisi economica. Come diceva anche una signora di Tor Bella Monaca ad “Anno Zero”: «Mi fijo non ha lavoro perché vengono ‘sti stranieri e lavorano per venti euro. Allora è diventato un delinquente, mi fijo. Tutta colpa di ‘sti romeni, di Berlusconi», dice incavolata. Che poi cosa c’entri Berlusconi coi romeni, non si è mica capito. Ma si sa, il “povero” premier è sempre stato colpevole per qualsiasi cosa sia successa in Italia. Infatti c’è il detto: “Piove, governo ladro”. Solo che questa volta, il caro Silvio ha più di 1 milione di persone con cui condividere le colpe: i romeni, per l’appunto.
Poi però, dopo fiumi di inchiostro, titoloni in prima pagina, il DNA (chi sarà mai questo signore? ) dice che i romeni non sono colpevoli. Sto bastardo. Come non colpevoli? Hanno la faccia bruta, precedenti penali, nomi strani ed in più so’ pure romeni. Devono essere colpevoli.
Ed invece, no. Però la procura qualcosa deve pur trovare. Ecco, pronto, lo stupro di Primavalle, “Racz è stato riconosciuto senza dubbi dalla vittima”, scrivono i giornali. Non è utilizzabile questo signor DNA in questo caso, quel signore che rovescia tutte le carte in tavola. Stavolta gliel’abbiamo messo al culo. Ed invece no. Manco stavolta, anche perché la vittima dice di non esserne sicura. Uffa, ma quanto culo hanno ‘sti romeni. Ma cerchiamo meglio, qualcosa dovranno pur aver fatto. Ecco, trovato, Isztoika ha calunniato il suo connazionale. Quindi teniamolo in galera.
È sconvolgente però questa ricerca accanita del mostro in questa particolare comunità. Ci mancherebbe un annuncio del tipo: “ AAA, CERCASI COLPEVOLE (ROMENO) DISPERATAMENTE”, come aveva ironicamente messo sul sito del Partito Identità Romena, il presidente Giancarlo Germani. Questo continua cosi: “Giornale tiratura nazionale, proprietario ben posizionato con fratello in posizione preminente, con Direttore munito di tono di voce garrulo proporzionato alle notizie pubblicate, con evidente bisogno di facili capri espiatori per delitti e nefandezze varie selezionerebbe ambosessi esclusivamente romeni a cui accollare stupri, rapine, sequestri ed omicidi a sfondo abietto, incestuoso e sessuale. Astenersi italiani ed altre etnie non munite di certificato di razza predisposto al delitto ed abiezioni varie. È garantito un processo mediatico rapido, veloce e dall’esito non negoziabile: il romeno è colpevole a prescindere, poi si potrà iniziare a cercare i colpevoli. È garantito vitto ed alloggio nelle patrie galere e gogna mediatica per gli aspiranti responsabili ed intera comunità annessa, possibilità di manganellate varie ad incontro ronde non politicizzate.”
Ma tanto, Forza Nuova ha trovato anche qui la soluzione: “la sospensione del Trattato di Schengen e quindi il blocco di tutto il flusso immigratorio”. Solo che la loro soluzione, non si può fare. Intanto perché la Romania non ha firmato tale Trattato… ancora. Ed in più romeni non sono considerati immigrati, ma cittadini europei che usano il loro diritto legittimo alla libera circolazione. Sempre Forza Nuova (ma sono simpatici, dai) dice che c’è bisogno dello smantellamento dei campi Rom ed espulsioni degli zingari. Solo che una gran parte dei zingari hanno passaporto italiano. Dove vorresti mandarli questi? Insomma, questo è il clima. E l’unica soluzione sarà mandare tutti i romeni a casa. Dopo non ci saranno più furti, più violenze, più omicidi. Scommetto che pure “Cosa Nostra”, la “’ndrangheta”, “La Sacra Corona Unita” spariranno. Vuoi vedere che è questa la chiave? Mica assicurare la certezza della pena. No… Bisogna solo mandare a casa i romeni.
Umberto Eco – Un’ironia di tutto il rispetto…
Previtului e Berluschescu
La nuova “Bustina di Minerva” di Umberto Eco su “L’espresso”.
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Per il resto, visto che sono di moda i romeni, pare che essi siano responsabili solo per il 7,8 per cento mentre un buon 6,3 per cento se lo aggiudicano i marocchini (che peraltro, come ci hanno insegnato Moravia e Sophia Loren, la loro parte l’avevano già fatta più di 60 anni fa).
Non ce la vengano a raccontare.
E allora le ronde? Le facciamo contro i bergamaschi? Sarà opportuno ricordare la nefasta partecipazione dei romeni, subito dopo la guerra, alla strage di Villarbasse, ma per fortuna allora esisteva ancora la pena di morte e giustamente sono stati fucilati La Barberu, Johann Puleu, Johan L’Igntolui, e Franzisku Sapuritulu.
Romena era certo Leonarda Cianciullui, la saponificatrice e, come dice il nome chiaramente straniero, romena doveva essere Rina Fort, l’autrice della strage di via San Gregorio nel 1946. Per non dire dell’origine romena della contessa Bellentani (che da nubile faceva Eminescu) che nel 1948 sparava sull’amante a Villa d’Este.
Romena non era Maria Martirano ma certamente lo era il sicario Raoul Ghianu che, su mandato di Giovanni Fenarolu, l’ha uccisa nel 1958 (tutti ricorderanno il delitto di via Monaci) e romeno era il maestro Arnaldu Graziosul che nel 45 aveva ucciso, si dice, la moglie a Fiuggi.
Romeno era il Petru Cavalleru che con la sua gang aveva compiuto un’audace e sanguinosa rapina a Milano, e romeni erano i membri della sciagurata banda di via Osoppo. Benché mai scoperti, romeni erano gli attentatori della Banca dell’Agricoltura (certamente romeni erano Fredu e Venturu) e gli autori della strage alla stazione di Bologna.
Romeni erano stati i sospetti di corruzione di giudici come il Previtului e il Berluschescu, romeno il ragazzo Masu che nel 1991 aveva ammazzato i genitori e i due ragazzi Erika (tipico nome extracomunitario) e Omar (romeno e musulmano per giunta!) che avevano ucciso madre e fratello di lei a Novi Ligure.
Romena era senza ombra di dubbio la signora Franzonescu di Cogne, i due coniugi di Erba Olindu e Roza, romeni erano sia Sindoara e Calvuli che i loro uccisori, romeni i banchieri che recentemente hanno portato al fallimento tanti risparmiatori, romeni i bambini di Satana, romeni i miserabili che gettavano pietre dai ponti dell’autostrada, romeni i sacerdoti pedofili, romeno l’assassino del commissario Calabresi, romeni i rapitori e uccisori di Moro, Casalegno, Bachelet, Tobagi, Biagi e altri, romeni gli assassini di Pecorelli e la banda della Uno bianca, e per concludere romeni gli assassini di Mattei, del bandito Giuliano, di Pisciotta, di Mauro De Mauro, dei fratelli Rosselli e di Matteotti.
Romeni erano Giulianu e gli autori della strage di Portella delle Ginestre, i colpevoli del caso Wilma Montesi (ricordate il cupo Piccionului?) gli sparatori dei morti di Reggio Emilia, i golpisti del Piano Solo; romeni erano i compagni di merende del mostro di Scandicci, gli autori degli attentati a Falcone e a Borsellino e del massacro di piazza della Loggia a Brescia, della strage dell’Italicus e di quella di Ustica, dell’omicidio Pasolini (forse anche Rom); romeni i gambizzatori di Montanelli, i commandos di via Fani e gli assassini di Moro, Coco, Occorsio, Alessandrini, Guido Rossa, Peppino Impastato, Pippo Fava, Piersanti Mattarella, Mino Pecorelli, Giorgio Ambrosoli, Ezio Tarantelli, Salvo Lima, don Pino Puglisi, Ilaria Alpi, Massimo d’Antona, Carlo Giuliani; romeni erano ovviamente l’attentatore del papa (agente dell’associazione Lupu Grigiu) e i massacratori di Dalla Chiesa e signora, romeno il rapitore di Emanuela Orlandi.
Romeni infine tutti gli appartenenti al clan di Timisoara, Badalamentu, Provenzanul, Liggiu, Bontadeu, Rijnara, romeni gli strangolatori nazifascisti Tutu e Concutellului, evidentemente aderenti alle Guardie di Ferro di Codreanu.
Questi romeni hanno distrutto l’immagine di un paese di persone oneste, timorate di Dio, aliene dalla violenza, rispettose delle differenze etniche, religiose e politiche.
Meno male che finalmente ci siamo accorti che i colpevoli erano loro altrimenti avremmo continuato a scavare tra i faldoni delle procure italo-sovietiche senza cavarne nulla, mentre ora con una buona organizzazione di ronde leghiste potremo finalmente ripristinare legge e ordine in questo nostro sfortunato paese.
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