Il Partito rumeno cacciato dalla sede
L´associazione sfrattata da via Sant´Eframo vecchio
Il Partito rumeno cacciato dalla sede
“C´è un´onda intollerante e razzista”
Padre Simeone, capo della chiesa ortodossa in Campania: ci hanno minacciato
L´avvocato Zinna: intervengano le istituzioni
L´onda lunga dell´intolleranza ora fa paura. Il Partito d´identità rumena è stato cacciato dalla sede di via Sant´Eframo vecchio. E la chiesa ortodossa è stata minacciata. Silenziosa, strisciante, è cominciata la caccia al rumeno dopo l´omicidio dei coniugi Ambrosio alla Gaiola, ai primi di marzo. A lanciare l´allarme sono padre Simeone, capo della chiesa ortodossa in Campania e l´avvocato Federico Zinna, responsabile per la città del Partito d´identità rumena (Pir).
«Eravamo in trattative per un appartamento in via Sant´Eframo vecchio, nei pressi di piazza Carlo III – spiega Zinna, avvocato napoletano – per la nuova sede del partito. Stavamo solo aspettando che si liberassero i locali. La trattativa era così avanti che per anticipare i tempi c´eravamo appoggiati nello stesso palazzo negli uffici di un patronato, in attesa di passare nella nostra sede. Ma ora il proprietario dell´appartamento ha detto che non ci vuole più, che nel condominio non vogliono rumeni. Trattativa saltata e sede persa e anche dal patronato siamo andati via». Zinna è seriamente preoccupato: «Quest´onda di intolleranza e razzismo, danneggia solo le persone perbene, i rumeni che si guadagnano da vivere lavorando onestamente. Così si lascia solo spazio all´illegalità. Se ci costringono a fuggire e a nasconderci non ci sarà mai integrazione». Stessa preoccupazione nelle parole di padre Simeone: «Solo a Napoli e provincia ci sono 20 mila rumeni e l´80 per cento è ortodosso. Il cardinale Sepe ci ha offerto due sedi della Curia in disuso: in corso Vittorio Emanuele e in via Tribunali, ma tutte e due le volte siamo stati cacciati prima di entrare, tra minacce e soprusi. A me hanno anche rubato l´auto. Ora abbiamo una piccolissima sede a Mergellina, ma non basta, come non basta solo l´appoggio della Curia. Devono intervenire le istituzioni, ci devono aiutare. Anche perché ora anche i rumeni hanno timore di girare da soli per strada e addirittura di venire in chiesa».

