Sono stufa…
Si, mi sono stufata di polemiche da quattro soldi. Ma, a quanto sembra, per evitarle mi devo proprio stare zitta.
Se parlo d’amore, mi trovo sempre uno che ha da ridire perché secondo lui io dovrei parlare d’altro.
Se cito qualche giornale estero che parla male di Berlusconi risulta che sono faziosa. Che colpa ne ho io se non parlano proprio di Franceschini?
Se parlo bene del PIR , sono una giornalista venduta. Persino incoerente, visto che il PIR ha un mezzo accordo con PDL.
Se parlo male della Lega, allora sono una buonista del cavolo che mi devo prendere a casa qualcuno che arriva in barcone a Lampedusa.
Se parlo male di alcuni soggetti romeni che fanno davvero schifo e si spacciano per nostri rappresentanti, allora sono un’assimilata, un’anti-romena, una traditrice della Patria.
Se parlo bene dei romeni allora sono una che non si vuole integrare che se ne deve andare a casa.
Se denuncio i casi di razzismo, peggio che peggio, sono una che difende i delinquenti.
Se parlo della crisi economica non sono riconoscente all’Italia che mi ha dato tanto.
Insomma, qui come apro bocca s’incazza qualcuno. Gira che ti rigira alla fine me le prendo sia dai romeni che dagli italiani, magari di San Valentino cosi abbiamo vendicato tutti. Ma vai a capire…
Io però non ci riesco proprio a starmi zitta: c’è da dire che parlare è il mio mestiere e se faccio l’omertosa sono, come dice un amico mio, uccelli per diabetici.
Allora, idea: ma se io me ne infischio altamente dell’opinione di chi mi critica e continuo peggio di prima che succede? Al massimo mi fanno fuori. Vuoi mettere l’orgoglio di entrare nelle file dei giornalisti che hanno sacrificato la loro vita per le proprio idee e per far si che l’informazione, quella vera, arrivasse alla gente?
Una canzone triste
‘Cause the days don’t matter no more
All the feelings that you hide
Gonna tear you up inside
You hope she knows you tried
Follows you around all day
And you wake up soaking wet
‘Cause between this world and eternity
There is a face you hope to see
You know where you’ve sent her
You should know where you are
You’re trying to ease off
But you know you won’t get far
And now she’s up there
Sings like an angel
But you can’t hear those words
And now she’s up there
Sings like an angel
Unforgivable Sinner
You’ve been walking around in tears
No answers are there to get
You won’t ever be the same
Someone cries and you’re to blame
Struggling with a fight inside
Sorrow you’ll defeat
The picture you see it won’t disappear
Not unpleasant dreams or her voice you hear
You know where you’ve sent her
You should know where you are
You’re trying to ease off
But you know you won’t get far
And now she’s up there
Sings like an angel
But you can’t hear those words
And now she’s up there
Sings like an angel
Unforgivable Sinner
Maybe one time lost
But now you’re found
Stand right up before
You hit the ground
Maybe one time lost
But now you’re found
Stand right up before
You hit the ground – hit the ground
You know where you’ve sent her
You should know where you are
You’re trying to ease off
But you know you won’t get far
And now she’s up there
Sings like an angel
But you can’t hear those words
And now she’s up there
Sings like an angel
Unforgivable sinner
L’unità …
Il Forum della Comunità Romena organizzato a Milano questo fine settimana è il classico esempio del dilettantismo, della mania di protagonismo di certi personaggi che pur di farsi pubblicità personale danno un nome pomposo ad un’iniziativa sciatta ed improvvisata.
Che sia stato un completo fallimento era da aspettarsi, però quello che non capiscono questi personaggi ed i loro sostenitori è che la loro azione costituisce una danno di immagine irrecuperabile per tutta la comunità. Questo succede quando degli sciattoni privi di ogni capacità si improvvisano “rappresentanti” della comunità romena in Italia.
Il famoso appello all’unità fatto dai vari rappresentanti dei due Governi (italiano e romeno) è di fatto impossibile da realizzarsi quando c’è una differenza di intenti e di cultura tra le varie organizzazioni. Prendiamo un solo esempio, la nascita del FARI2: come si può immaginare una collaborazione con chi, nonostante due assemblee costitutive della FARI1 con tanto di elezioni della cariche e stipulazione di Statuto, va dietro le spalle snobbando la decisione unitaria delle 30 associazioni aderenti, e registra una nuova FARI con tanto di Statuto e cariche nuove non sottoposte a nessun tipo di votazione?
Come si può chiedere una convergenza con chi promuove lo scempio di Anagnina – uno schiaffo per ogni romeno onesto che vive in Italia? Anche perché c’è da dire che l’italiano medio che passa da quelle parti vede questo: bottiglie per terra, cappelli tagliati in piazza sotto il fumo delle grigliate di mici, con sottofondo di musica zingara. Ed è quello che anche i TG italiani fanno vedere. Hai voglia a tentare poi di spiegare che non tutti i romeni condividono quello schifo.
Come si fa ad unire la comunità quando c’è gente che anzi che contribuire con te ad un progetto comune non vede l’ora di fregarti l’idea per farsi bello lui/lei?
Come puoi chiedere ad un romeno medio di credere in un ONG spacciato per “apolitico” i cui presidenti sono pronti a candidarsi per ogni carica capiti loro a tiro?
Come puoi chiamare un’azione palesemente elettorale “Forum della Comunità Romena” per poi rimanere sorpresi che la gente non si presenti? Hai mai pensato che probabilmente tutti quelli che non condividono l’idea di una monarchia oppure l’ideologia radicale potrebbero “snobbare” l’iniziativa?
La loro manovra di farsi belli con i Radicali e con le loro Altezze Reali, spacciando un convegno politico per Forum della Comunità è fallita proprio perché la gente non è del tutto cretina. Si è chiaramente capito l’altarino.
Non puoi dare la colpa a chi ha deciso di non legittimare una tappa della campagna elettorale e che tu hai tentato di imbrogliare spacciando una cosa per un’altra.
Non puoi meravigliarti che la comunità non si è lasciata manipolare per darti la possibilità di negoziare al livello politico una forza che di fatto non hai.
Io preferisco apprezzare chi la politica la fa a volto scoperto, annunciando un’iniziativa politica come tale e non nascondendosi dietro la maschera del volontariato. Se vogliamo davvero unire la comunità si deve iniziare intanto dalla trasparenza degli intenti, anche perché i romeni sono stufi di essere usati e presi in giro. E questa loro repulsione si traduce nell’assenteismo elettorale, nella mancanza di interesse per tutto ció che ha a che fare con la vita politica e pubblica.
Come si può immaginare una collaborazione con una sedicente Accademia che ha come direttivo degli analfabeti? Quando la comunità sarà rappresentata da gente capace e carismatica ed oltretutto preparata, allora forse si può immaginare anche un dialogo al livello di negoziazione con i partiti politici italiani. Ma quelli leader devono per prima cosa convincere i romeni ad andare a votare, devono riuscire a farli coinvolgere nella vita sociale e politica, devono creare quella coscienza civica che allo stato attuale manca.
Io non dico che non c’è bisogno del riconoscimento della chiesa ortodossa, dei spazzi televisivi etc., ma per poter chiedere questo c’è prima bisogno di creare una comunità, una voce unitaria che abbia però dietro la legittimazione della comunità stessa. Non basta farsi un’associazione ed auto-proclamarsi “rappresentante” della comunità, perché quando fai questo tu non hai a cuore gli interessi dei romeni, ma solo i tuoi. C’è solo il fare a sgomitate per avere un palcoscenico pure di strapaese per farsi bello con i parenti lasciati in Romania oppure per vendere qualche polizza di assicurazione in piú chiamandola “Polenta” .
Per coerenza ideologica e con tutto il rischio di passare per antipatica, per elitaria, per snob, io preferisco non farmi complice di queste “sciaguratezze” e di combatterle. Perché, signori miei, chi le sostiene sta di fatto contribuendo alla delegittimazione dei romeni in Italia.
Se c’è davvero bisogno di una pulizia all’interno della comunità allora si deve iniziare dagli sprovveduti, da quelli che la usano per farsi la marchetta con i partiti politici italiani per ottenere sempre come singoli della candidature e delle poltroncine politiche. Si deve iniziare da quelli che sono di fatto nulla-facenti nella vita reale, da quelli che evadono le tasse vendendo birra e mici sotto la maschera dell’associazionismo, da quelli che non hanno un lavoro e che si presentano come associazioni di volontariato per estorcere dei soldi dagli infortuni facendosi dare alti percentuali in nero dagli avvocati che curano le cause di infortuni stradali, da quelli che si fanno pagare un sedicente corso professionale all’interno del quale tentano di vendere altre polizze di assicurazione.
Si dovrebbe partire da chi si intasca dei soldi dallo Stato romeno con la scusa di organizzare uno spettacolo e non noleggia manco un palco per intascarsi piú soldi possibili, da chi si fa dare dei soldi dalle badanti per trovarle un lavoro, da chi fa raccolte dei fondi per dei bambini o gente bisognosa e mandano solo l’1% agli interessati.
Vogliamo continuare? Vogliamo parlare di chi si presenta a dei convegni e parla solo di se stesso?
Io da questa gente preferisco dissociarmi e combatterla. Preferisco ignorare ogni loro iniziativa. Come preferisco dissociarmi da tutto ciò che ha a che fare con delle organizzazioni penalmente compromesse. Non faccio lobby con chi è stato indagato per degli intrallazzi con la mafia. È un mio scrupolo ed intendo rimanere fedele ai miei principi.
Se questo significa remare contro l’unità, allora è vero: sono contraria. Non voglio “unificarmi” a questo tipo di personaggi, non voglio diventare la loro complice.
E non uso di certo la testata giornalistica per la quale lavoro per promuovere i personaggi che mi sono simpatici e per criticare gli altri, come fanno altri miei colleghi. In piú di un anno da quando lavoro per Realitatea TV non ho mai parlato delle mie iniziative, della mia associazione o degli eventi a cui sono stata protagonista. Anche perché sono sempre stata convinta che sarei stata ridicola, nonché poco obiettiva.
Non ho mai usato la mia associazione per avere un palco scenico, anche perché non ne ho bisogno.
Dunque, cari oppositori, mi potete accusare che sono antipatica, polemica, aggressiva persino maleducata. Potete dire che me la tiro e forse è vero. Ma di certo, non mi potrete mai accusare di essere incoerente.
Può non piacervi le mie prestazioni giornalistiche (qui però considero solo le critiche fatte dagli addetti ai lavori), ma non potrete mai accusarmi di aver usato il mio posto di lavoro per pubblicizzare le mie iniziative extra-lavorative.
Non c’è mai stato un titolo del tipo “L’evento dell’anno” su nessuna testata con cui ho mai lavorato solo perché ero presente io.
L’etica è importante in tutto e solo partendo da qui si può sperare di coinvolgere la comunità. Il resto sono solo chiacchiere…
Adevarul despre Forumul de la Milano
Dezbinarea nu ne-o va lua nimeni!
de Cristian Gaiță in data de 25 Mai, 2009 – 23:56

La Forum au participat maxim 50 de persoane
Prestație slabă și participare minimă, au fost trăsăturile Forumului Comunității Române, organizat de FARI în acest an la Milano.
Ultimul Forum al comunității române din Italia, desfășurat zilele trecute la Milano, a fost un clar exemplu a situației triste în care ne aflăm. Nu voi aduce în discuție nici organizarea deosebit de slabă, cu pauză de cafea în care fiecare își cumpăra de la bar apa minerală, nici campania electorală făcută pe față la o întâlnire care se dorea a unor asociații apolitice, nici vedetele, unele stinse altele aproape necunoscute românilor plecați de prea mulți ani din țară.
Dincolo de participarea jenant de mică, stă o realitate seacă: puși în fața unui sistem similar celui de care au fugit, românii pur si simplu s-au săturat și nu mai au încredere în nimeni. Elitele noastre din Italia refuză să intre mizeria jocului făcut de cei câțiva echilibriști oportuniști a căror competență este limitată la ceea ce au auzit sau li se pare că au înțeles de la televizor. În Italia există români de valoare și nu sunt puțini. Cei peste un milion de români de aici formează o microsocietate în sine, au toate caracteristicile unei distribuții sociale normale. Este greșit să credem că toți românii sunt infractori, la fel cum este greșit să afirmăm că nu există capacități reale printre românii din Pensinsulă.
Suntem 1.2 milioane de români și formăm cel puțin jumătate de milion de bisericuțe, asociații, cluburi sau curente de opinie. Nevoia de vedetism, de răzbatere oarbă și irațională fără a înțelege sau privi ansamblul, fără o conștiință a apartenenței la o cultură, grup sau națiune am adus-o cu noi din țară. Individualismul senil ne-a fost alimentat de italienii al căror interes este să ne controleze cât mai bine, de absența sau plăpânda prezență a autorităților române și de haosul provocat de cei care au avut tupeul să iasă în față însă nu au avut mintea să își înțeleagă limitele.
Acum italienii au relaxat controlul, Statul român își trimite tot mai des funcționarii în vizită prin Peninsulă iar de tupeiști sunt pe cale de a dispărea asfixiați de propriile emanații. Ironia este că nici măcar în aceste condiții românii nu se unesc între ei ci se înscriu sârguincios pe listele partidelor italiene.
Sursa: Adevarul
Mama ei de logica
Săptămâna trecută a fost organizată la Milano “a doua ediţie a Forumului Comunităţii Româneşti”.
Ca să ne înţelegem, aţi văzut poşetele alea chinezeşti vândute de marocani cu marca D&G?
Cam asta era această a doua ediţie în comparaţie cu prima: o copie patetică şi extrem de palidă a adevăratului Forum al Comunităţii Româneşti organizat anul trecut.
Bine mai trebuie spus şi că era organizat de FARI2, altă copie ştearsă a ceea ce trebuia şi începuse să fie FARI1.
Trecând peste detaliile care au dus la eşecul acestui forum, născut prost şi terminat şi mai prost decât aş fi prevăzut, există un anumit nene (na, ce să-i faci, e inocent săracul şi încă habar n-are cu ce se mănâncă lumea asociaţionistică) care a găsit că vina pentru acest eşec a fost a mea.
Deci, eu eram la Roma la inaugurarea librăriei de la centrul comercial “La Strada” şi la inaugurarea “Insulei Româneşti” - o piaţă pusă la dispoziţie de Primăria din Roma pentru comunitatea românească - dar eu sunt de vină că nenea coordonatorul, Dragoş Eugen Dumitru şi-a luat Alteţele Regale şi le-a cărat la Torino lăsându-i cu buza umflată pe ceilalţi organizatori.
Tot eu se pare că sunt de vină şi că nu s-a prezentat mai nimeni (mă refer la celelalte asociaţii) la “evenimentul anului”, cum l-a numit un anumit jurnalist.
Şi tot eu sunt de vină că presa a fost mai interesată de inaungurarea librăriei şi a pieţei decât de faimosul “forum”.
Aşa, şi tot eu sunt de vină că aproape toată lumea a înţeles că prezenţa Alteţelor şi a Emmei Bonino era pur electorală.
Bine, frate, dacă-mi recunoşti o astfel de putere atunci te rog frumos să mă desemnezi oficial drept lider al comunităţii. Dacă românii mă ascultă atât de mult şi-mi urmează orbeşte indicaţiile înseamnă că:
a) sunt mai isteaţă decât tine
b) am mai mulţi susţinători decât tine
c) am mai multă experienţă decât tine (măcar îmi dau seama când o chestie n-are nici o şansă de reuşită în timp util încât să nu arunc bani şi timp pe fereastră).
d) tu ai mare nevoie de un doctor… da’ urgent!!!
Acelaşi nene, în ciuda faptului că are totuşi o vârstă (sau poate tocmai vârsta e de vină – deşi eu auzisem că scleroza începe undeva pe la vreo 80 de ani, dar e drept că mai sunt şi excepţii) mai vorbea acum câteva zile de faptul că românii trebuie să oblige partidele italiene să semneze un contract cu ei, contract care să aibă valoare penală în justiţie şi să prevadă următoarele: recunoaşterea bisericii ortodoxe ca religie oficială, campanie reparatoare a imaginii, spaţiu televiziv pe Rai, sprijin în mobilizarea la vot a concetăţenilor noştri, etc.
După cum spuneam omul este complet în decor. Asta e, să-l lăsăm să fabuleze.
Când i-am atras atenţia că spune tâmpenii, s-a luat de tata (pe care evident nu l-a cunoscut niciodată) şi a început s-o dea în stambă pe veche formulă: că tu eşti mică în comparaţie cu mine, că atunci când eu făceam şi dregream şi praf alegeam tu te jucai cu păpuşile, etc samd.
Deci ce treabă are tata, Dumnezeu să-l odihnească, cu faptul că tu spui tâmpenii?
Adică atunci când nu avem argumente care să susţină ideile noastre ne apucăm de dezgropat morţii şi de aruncat tone de rahat în ei, sau ne luăm de familie.
De fapt, la ţară la bunica existau astfel de persaonaje şi lumea îi cam evita de obicei că dacă te apropiai prea mult de ei era riscul să te trezeşti cu o sapă în cap, fiind deseori şi într-o stare avansată de ebrietate.
Acelaşi nea Ion (pardon omu’ şi-a tradus numele, deci Giovanni) ameninţă că vor fi grave consecinţe în rândurile celor care şi-au permis să „snobeze” acest nemaipomenit eveniment şi personulităţile invitate.
Nu zău, chiar vreau să le văd… Abia aştept. Nu vreau să intru în detalii explicând cam pe unde mă doare pe mine de ameninţările acestui individ că risc să devin vulgară.
Ah, tot nea Ion propune să se facă o curăţenie lună în mediul asociaţionistic românesc – respectiv persoanele vizate de această „curăţenie” sunt (Culmea!!!) tocmai ăia care nu-s de acord cu el – mai ales acei care i-au zis că debitează o mulţime de prostii.
Numa’ că n-a zis cine tre’ să facă această curaţenie.
Deci, îi amintim omului că „epoca de aur” s-a sfârşit cu ceva timp în urmă şi că tineretul cu un pic de creier nu intră în rândurile aplaudacilor acritici.
În încheiere îl invit pe ţărănoi la modul cel mai gentil să schimbe medicamentele (Lexotan-ul de obicei are astfel de efecte colaterale – deci se recomandă citirea instrucţiunilor şi evitarea internetului pe toată durata tratamentului) şi/sau crâşma.
P.S. “O căţea de talie mică ( dar cu ţâţe mari )” – este maximul elocvenţei de care poate da dovadă nea Ion.
În societatea primitivă de unde provine ‘mnealui unei femei aşa i se adresează. Pun pariu că aproximativ aşa gândesc mai toţi violatorii care ne-au murdărit imaginea în Peninsulă.
Şi când te gândeşti că au fost oameni care au murit pentru a da drepturi şi demnitate egală femeii…
Ştiu că te oftici nea Ion că femeia nu mai stă supusă la cratiţă şi “căţelele” sunt în parlament, în guvern, peste tot. Ce să-i faci?
Şi ştii ce-i culmea nea Ion? Că respectivele “căţele” reuşesc să se facă afirmate prin prisma propriilor capacităţi intelectuale şi profesionale fără să fie nevoite să-şi atragă consens oferind prestaţii sexuale misoginilor ca dumneata. Lumea a evoluat între timp şi nu vreau să ma gândesc cam ce fel de educaţie ai dat mata’ odraslelor în caz că te-ai reprodus.
În societatea nostra modernă doar auto-educaţia îi mai salvează. Că în cei şapte ani de acasă ne-am lămurit amplu ce au putut să înveţe…
EMERGENZA PEDOFILIA – L’ACCUSATO LIBERO
AGRIGENTO: CSM ARCHIVIA CASO PIZZAIOLO ACCUSATO DI AVER VIOLENTATO BIMBA
Roma, 14 mag. – (Adnkronos) – Il plenum del Csm ha chiuso con l’archiviazione, trasmettendo gli atti al pg della Cassazione Vitaliano Esposito, il caso del pizzaiolo dell’agrigentino Vincenzo Iacono che, accusato di aver violentato una bimba di 4 anni e, nonostante fosse gia’ stato condannato per altri episodi di pedofilia, fu scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. L’archiviazione e’ stata decisa all’unanimita’, ma Palazzo dei Marescialli lancia ai magistrati l’appello a compiere “ogni sforzo anche organizzativo per definire i termini il piu’ rapidi possibili il procedimento, in vicende come quelle di particolare delicatezza per la caratteristica del reato”.
Infatti Iacono era stato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare dopo che le indagini si erano protratte per oltre due anni e dopo un’udienza preliminare durata dieci mesi. Alla base dell’archiviazione le considerazioni della prima commissione di Palazzo dei Marescialli che in questi casi puo’ solo applicare un trasferimento d’ufficio dei magistrati responsabili, e ha valutato come quasi tutti i magistrati che si erano occupati del caso “non sono piu’ in servizio negli uffici giudiziari di Agrigento”; il plenum ha preso atto della situazione. Tuttavia il Csm ha trasmesso gli atti al pg della Cassazione per i necessari approfondimenti visto il protrarsi dei tempi nell’ambito del processo all’uomo accusato di pedofilia. Il pg dovra’ verificare se “oltre a eventuali responsabilita’ personali dei ritardi ingiustificati dei singoli magistrati interessati vi sia stato anche un deficit organizzativo degli uffici, in particolare della Procura e della sezione gip/gup del Tribunale di Agrigento”.
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/119105
Ma perché nessuno prende posizione? Perché nessuno organizza un SIT-IN davanti il Ministero della Giustizia per questo episodio?
E questo mentre le statistiche dicono:
Pedofilia, l’abuso è in famiglia 6 volte su 10
Roma, 05-05-2009 13:47
Ancora una volta, il luogo in cui maturano peggiori violenze sembra essere la famiglia. Lo dicono i dati raccolti da Telefono Azzurro e pubblicati nel rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza: quasi il 60% degli abusi su minori avviene in famiglia e una volta su due (nel 32% dei casi) l’autore è il padre. Ma gli “orchi” possono nascondersi anche tra altri componenti del nucleo familiare, come i nonni (nel 7% dei casi), altri parenti (7%), amici o conoscenti (ancora 7%). I carnefici sono estranei solo nel 12,8% dei casi. Le vittime “preferite” dagli orchi sono
i bambini al di sotto dei 10 anni: il 62,6% ha, infatti, tra 0 e 10 anni. Nel 22,6% dei casi hanno invece un’età compresa tra gli 11 e i 14 anni e nel 14,8% dai 15 ai 18 anni.
Nel panorama internazionale emerge che in Francia e in Inghilterra i minorenni vittime di abuso sessuale sono molto piu’ numerosi, ma cio’ che preoccupa in Italia e’ il
“sommerso”: è probabile, infatti, che alcune situazioni di abuso non arrivino alla denuncia. L’associazione per l’infanzia maltrattata indica anche alcune misure da adottare con urgenza per il contrasto della violenza su bambini e adolescenti. Tra queste, l’introduzione del reato di adescamento dei minori, con specifica attenzione alle modalita’ di approccio rese possibili dalle nuove tecnologie (Internet, chat line, social network, sms e mms). Occorre poi introdurre il reato di “pedofilia culturale”, per contrastare l’apologia e il sostegno alla pedofilia realizzati tramite Internet o per altre vie.
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=117361
EMERGENZA PEDOFILIA!!!
Pedofilia sul web, due arresti
Trento, 14-05-2009 08:54
Erano a capo di un’associazione operante in campo internazionale dedicata alla divulgazione di materiale pedopornografico. Con l’accusa di pedopornografia la polizia postale di Trento ha arrestato un romano e un bresciano ed eseguito oltre 45 perquisizioni in tutta Italia. Entrambi gli arrestati avevano parte attiva in analoghi spazi virtuali e uno dei due aveva creato una propria comunità virtuale a contenuto pedopornografico.
Dall’attività di intercettazione telematica è inoltre emerso che uno degli arrestati, attraverso un software utilizzato per il file sharing, avrebbe divulgato materiale pedopornografico con molti soggetti in tutto il mondo, 43 dei quali di nazionalità italiana, nei cui confronti sono stati emessi i decreti di perquisizione locale.
Pedofilia: arrestato docente nel Napoletano
Professore accusato di atti sessuali su suo alunno di 14 anni
(ANSA) – NAPOLI, 13 MAG – Un professore di 66 anni e’ stato arrestato, nel Napoletano, a Pomigliano d’Arco con l’accusa di atti sessuali su minore. La vittima e’ un suo alunno di 14 anni. E’ stato il ragazzino ad aver denunciato ai carabinieri, alla presenza del padre, quanto accaduto. Ha raccontato di aver subito atti sessuali a scuola: grazie alla sua reazione la violenza non e’ stata portata termine.
PEDOFILIA: VIOLENZE SUI DUE FIGLI, 33ENNE ARRESTATO A PALERMO
(AGI) – Palermo, 12 mag. – Ha abusato per anni dei suoi due figlioletti. Con questa terribile accusa e’ stato arrestato a Palermo un uomo di 33 anni che deve risponde anche di maltrattamenti nei confronti della moglie. Le vittime sono una maschietto e una femminuccia minori di 10 anni. Gli agenti della Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura per i Minorenni di Palermo, hanno eseguito il provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip del Tribunale Gianfranco Criscione, su richiesta del pm Claudia Caramanna. Le indagini condotte dai poliziotti hanno accertato le atrocita’ e le violenze subite dai figli. Gia’ nel 2007, in considerazione delle precarie condizioni igienico-sanitarie e del grave stato di trascuratezza, era stato disposto l’allontanamento dei bimbi dalla famiglia e l’inserimento in strutture di accoglienza, con la possibilita’ di frequentare l’ambiente domestico solo nei fine settimana. Presso le case famiglia, a contatto con volontari e assistenti sociali, i due piccoli, in particolare la bambina, hanno mostrato una inquietante attitudine a comportamenti sessualizzati. Inoltre, lividi sulle parti intime erano stati notati una volta tornati dai fine settimana trascorsi in casa con i genitori. Tutto cio’ ha spinto l’autorita’ giudiziaria ad avviare un’indagine. La piccola ha raccontato gli abusi subiti da lei e dal fratellino di 9 anni che ha confermato tutto, rivelando uno spaccato familiare impotente, se non connivente. Si e’ cosi’ accertato come degli orrori fossero a conoscenza tutti i familiari delle piccole vittime. I nonni materni si erano limitati a una semplice reprimenda. Poi il silenzio e l’omerta’, fino a quando i ragazzini hanno fatto venire a galla la tremenda verita’.
PEDOFILIA: ADESCAVA MINORI, ARRESTATO INSEGNANTE DI ALBANO
(AGI) – Roma, 11 mag. – Al termine di un’indagine durata circa un anno gli investigatori della Squadra di polizia giudiziaria del commissariato Albano Laziale, hanno arrestato un insegnante di informatica di 36 anni con l’accusa di violenza sessuale su minori e possesso di materiale pedopornografico. L’arresto e’ stato operato a seguito di un ordine di esecuzione di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale – Ufficio G.I.P. di Roma. G.G., secondo l’accusa, adescava minori in ambienti di degrado sociale e in quelli di aggregazione, individuando prevalentemente quelli che gia’ in passato avevano subito violenze. Ne capiva gli interessi, le debolezze e guadagnava la loro fiducia. Una volta entrato in confidenza con il minore, creava con la sua vittima uno stato di dipendenza psicologica, lo distaccava dal gruppo e ne abusava.
Almeno un caso di pedofilia al giorno.
Dove sono i caratteri cubitali? Dove sono le foto ed i nomi completi del “branco”? Dove è la descrizione completa della loro vita? Perché le formazioni di destra non fanno un SIT-IN davanti al carcere? Perché non c’è un DDL chiamato “pacchetto pedofilia”?
Guardate quanti casi in pochi giorni. Caro, Ministro Maroni, non ti sembra il caso di gridare: “EMERGENZA PEDOFILIA?”
RIGNANO FLAMINIO: GIORNALISTI A RISCHIO DI PROCESSO PER PUBBLICAZIONE DISEGNO
(IRIS) – ROMA, 13 MAG - Potrebbero finire a processo a Roma alcuni giornalisti che nell’ambito dell’inchiesta su fatti di pedofilia che sarebbero avvenuti nella scuola materna ”Olga Rovere” di Rignano Flaminio, alle porte di Roma, pubblicarono alcuni disegni di una bambina che secondo la Procura della Repubblica di Tivoli aveva subito abusi sessuali. Si tratta di 8 tra giornalisti e responsabili delle testate Rai ”Primo Piano” e ”Porta a Porta” e dei quotidiani ”Repubblica”, ”Corriere della Sera” e ”City”. I genitori della bimba avevano denunciato il fatto, assistiti dall’avvocato Pietro Nicotera. Il pm Pietro Pollidori che ha condotto gli accertamenti ha ora notificato agli indagati l’avviso di chiusura indagine. Per gli otto quindi si prospetta una richiesta di rinvio a giudizio per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale (articolo 684 del codice penale). Anche l’inchiesta dei magistrati di Tivoli sui presunti abusi sessuali ai danni di minori di Rignano Flaminio e’ giunta a conclusione. A rischiare il processo tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l’autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio.
Come mai non succede lo stesso anche nel caso di Karol Racz e Alexandru Isztoika, i romeni accusati ingiustamente? Le stesse testate hanno fatto molto di peggio in questo caso.
Ed i mostri saremo noi???
La magia delle piccole cose
Martedì qualcuno mi ha mandato questa poesia: una poesia scritta da lui per me. Mi ha toccato nella sua semplicità, nella sua naturalezza. Non ha le pretese di un Dante moderno, ma per lui sono la sua Beatrice. Ed è bello essere la Regina indiscutibile di una persona. Sentirsi messa su di un piedestallo. E ti viene voglia di gridarlo: “senti, mondo, io sono speciale.”
Che poi io sia una romantica incurabile è cosa ormai accertata, come anche il fatto che mi innamorerò sempre e comunque di persone sensibili, che sarò sempre e comunque alla ricerca di quel garbato gentiluomo che con pazienza, tenerezza e classe riesca a conquistare il mio cuore.
Mi dicono che ho l’abitudine di allontanare le persone che tentano di entrare nel mio universo, ma non è proprio cosi. Sto allontanando solo la superficialità, la banalità, l’utilitarismo.
Mettiamola cosi: non mi va di uscire con Gozzilla ed i suoi fratelli minori.
Ma non è oggi il momento di parlare di loro. Oggi è la giornata delle cose belle, come quel mazzo di rose bianche che ho ricevuto stamattina. A volte riusciamo ad essere cosi cieche: perdiamo un’infinità sognando ad un amore con la A maiuscola che forse non c’è, mentre a due passi da noi c’è l’attestazione di un amore sincero, la testimonianza di una presenza constante che per mesi ci ha sostenute in tutte le nostre battaglie. Non ci sono le ipocrite galanterie ma una voglia sincera di noi, c’è la profanità quotidiana di chi sa essere uomo sempre, anche un piccolo uomo, da contrapporre alle sparate superomistiche ed olimpiche di chi si crede una divinità greca senza sapere che è solo un santino su
di un muro in un quartiere popolare.
Guardarti è come tornare bambino.
Rientrare nel grembo materno,
spiare la pioggia sui vetri,
dalla camera calda e protetta.
Guardarti è come una corsa senza freni,
a rotta di collo giù per ripide discese,
il sangue che pulsa e la voglia di averti,
i tuoi occhi profondi dove perdersi.
Guardarti è l’alba, la luce del sole al tramonto,
il vento che ti accarezza i capelli,
la notte che ti avvolge e ti culla.
Resta con me, non scomparire.
I sogni finiscono sempre. Tu mai, te ne prego.
Sull’amore
Quando l’amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l’amore come vi incorona così vi crocefigge.
E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sè.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l’amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore
E in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell’amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall’aia dell’amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L’amore non da nulla fuorché sè stesso e non attinge che da se stesso.
L’amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l’amore basta all’amore.
Quando amate non dovreste dire: “Ho Dio nel cuore”, ma piuttosto, “Io sono nel cuore di Dio”.
E non crediate di guidare l’amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L’amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d’amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all’alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d’amore;
Riposare nell’ora del meriggio e meditare sull’estasi d’amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e un canto di lode sulle labbra.
Kahlil Gibran
Cercami…
La prima volta che ho sentito questa canzone stavo andando a Latina… Era il mese di aprile dell’anno scorso…
Mi ricordo che mi sono venute le lacrimi. Quel giorno mi sono comprata il CD e ho sentito 10 volte questa canzone… di nuovo e di nuovo… Mi aveva quasi ipnotizzato. Perché poi io sono cosi: mi innamoro di una canzone e non smetto più di sentirla.
Poi il mio stato d’animo cambia e quindi anche il tema della giornata.
Non l’ho più ascoltata da allora. Era stata in un certo senso premonitrice.
A volte ho come l’impressione che qualcuno da lassù mi sta mandando un segnale attraverso certe canzoni… Oppure forse certe canzoni riescono a suggestionarmi talmente tanto che anche la mia vita prende un po’ il sapore di quella particolare melodia, di quelle particolari parole.
Cosi come è successo anche con Battisti…
Ed adesso che mi è venuta voglia di risentirla? Chissa che piega prenderanno gli eventi futuri…
Non ho mai avuto una visione fatalistica del destino oppure punitiva alla Flaubert. Sono sempre stata convinta che tranne poche cose, tutto dipendesse da noi.
Non dipende da noi la vita, la morte e l’amore – le tre sconosciute che attestano la nostra esistenza.
Ma il resto, si… Il resto è a nostra portata di mano.
E se ci pensi un po’ la maggior parte dei geni si sono interrogati oppure hanno creato dei capolavori ricercando la risposta ad una o a tutte le tre cose: qualcuno ha cercato il segreto della vita eterna, qualcuno si è interrogato su cosa ci sia dopo la morte e qualcun altro ancora su l’amore.
Io sono più pragmatica: non voglio vivere in eterno (sai che noia?), non mi interessa cosa sarà dopo la morte (qualcuno tornato dal coma dice che è tutto bianco e tutto tranquillo, i preti parlano del giudizio, del inferno e paradiso con un Dio severo che non vede l’ora che tu arrivi per punirti, alcuni filosofi dicono che sia l’eternarsi del tuo ultimo stato d’animo – vabbè, in occasione provvederò ad essere contenta) ma mi interessa in maniera quasi ossessiva l’amore.
L’amore è per me la grande sconosciuta: non so come nasce e come finisce ed in che misura ciò può essere determinato.
Mettiamo che incontri una persona eccezionale che al livello razionale sia perfetta, corrisponda esattamente o quasi al tuo ideale: c’è l’ammirazione, il piacere di stare in compagna, puoi persino volerle bene, ma non riesci ad amarla. Non scatta quel meccanismo. Non si sa perché, ma non scatta.
Ed invece capita di scattare con il primo imbecille che non c’entra assolutamente nulla con il tuo ideale.
Ecco, a me questo tipo di imprevisti danno ai nervi. Vorrei poterli controllare. Mi piacerebbe che esistesse un tastino “ON” ed un tastino “OFF”.
Premi “ON” quando ti vuoi innamorare di una certa persona e “OFF” quando la vuoi dimenticare.
Anzi per giunta vorrei anche un tastino “DELETE” come optional per cancellare tutti i ricordi, le offese, le ferite, le coltellate alle spalle, quelle vigliacche come vigliacchi sono i loro autori, i fallimenti vissuti e rimproverati altrui, le falsità, le belle frasi recitate da un romanzo di basso spessore, le umiliazioni.
Sarebbe bello svegliarsi una mattina e vedere che tutto ciò “puff” è sparito…
Di chi ero innamorata? Mah, non saprei, non ho ben presente chi fosse. Il suo nome? Mah…mi pare di averlo sentito, solo che adesso non ricordo come, quando ed in che circostanza.
Ma torniamo alla nostra canzone: l’ultima volta che l’ho sentita ci sono ricascata ed è andato peggio di prima…
Però adesso ho come il vago sospetto che non risuccederà mai più: errare è umano, perseverare è da cretini… Ed io non sono cretina…
