L’unità …
Il Forum della Comunità Romena organizzato a Milano questo fine settimana è il classico esempio del dilettantismo, della mania di protagonismo di certi personaggi che pur di farsi pubblicità personale danno un nome pomposo ad un’iniziativa sciatta ed improvvisata.
Che sia stato un completo fallimento era da aspettarsi, però quello che non capiscono questi personaggi ed i loro sostenitori è che la loro azione costituisce una danno di immagine irrecuperabile per tutta la comunità. Questo succede quando degli sciattoni privi di ogni capacità si improvvisano “rappresentanti” della comunità romena in Italia.
Il famoso appello all’unità fatto dai vari rappresentanti dei due Governi (italiano e romeno) è di fatto impossibile da realizzarsi quando c’è una differenza di intenti e di cultura tra le varie organizzazioni. Prendiamo un solo esempio, la nascita del FARI2: come si può immaginare una collaborazione con chi, nonostante due assemblee costitutive della FARI1 con tanto di elezioni della cariche e stipulazione di Statuto, va dietro le spalle snobbando la decisione unitaria delle 30 associazioni aderenti, e registra una nuova FARI con tanto di Statuto e cariche nuove non sottoposte a nessun tipo di votazione?
Come si può chiedere una convergenza con chi promuove lo scempio di Anagnina – uno schiaffo per ogni romeno onesto che vive in Italia? Anche perché c’è da dire che l’italiano medio che passa da quelle parti vede questo: bottiglie per terra, cappelli tagliati in piazza sotto il fumo delle grigliate di mici, con sottofondo di musica zingara. Ed è quello che anche i TG italiani fanno vedere. Hai voglia a tentare poi di spiegare che non tutti i romeni condividono quello schifo.
Come si fa ad unire la comunità quando c’è gente che anzi che contribuire con te ad un progetto comune non vede l’ora di fregarti l’idea per farsi bello lui/lei?
Come puoi chiedere ad un romeno medio di credere in un ONG spacciato per “apolitico” i cui presidenti sono pronti a candidarsi per ogni carica capiti loro a tiro?
Come puoi chiamare un’azione palesemente elettorale “Forum della Comunità Romena” per poi rimanere sorpresi che la gente non si presenti? Hai mai pensato che probabilmente tutti quelli che non condividono l’idea di una monarchia oppure l’ideologia radicale potrebbero “snobbare” l’iniziativa?
La loro manovra di farsi belli con i Radicali e con le loro Altezze Reali, spacciando un convegno politico per Forum della Comunità è fallita proprio perché la gente non è del tutto cretina. Si è chiaramente capito l’altarino.
Non puoi dare la colpa a chi ha deciso di non legittimare una tappa della campagna elettorale e che tu hai tentato di imbrogliare spacciando una cosa per un’altra.
Non puoi meravigliarti che la comunità non si è lasciata manipolare per darti la possibilità di negoziare al livello politico una forza che di fatto non hai.
Io preferisco apprezzare chi la politica la fa a volto scoperto, annunciando un’iniziativa politica come tale e non nascondendosi dietro la maschera del volontariato. Se vogliamo davvero unire la comunità si deve iniziare intanto dalla trasparenza degli intenti, anche perché i romeni sono stufi di essere usati e presi in giro. E questa loro repulsione si traduce nell’assenteismo elettorale, nella mancanza di interesse per tutto ció che ha a che fare con la vita politica e pubblica.
Come si può immaginare una collaborazione con una sedicente Accademia che ha come direttivo degli analfabeti? Quando la comunità sarà rappresentata da gente capace e carismatica ed oltretutto preparata, allora forse si può immaginare anche un dialogo al livello di negoziazione con i partiti politici italiani. Ma quelli leader devono per prima cosa convincere i romeni ad andare a votare, devono riuscire a farli coinvolgere nella vita sociale e politica, devono creare quella coscienza civica che allo stato attuale manca.
Io non dico che non c’è bisogno del riconoscimento della chiesa ortodossa, dei spazzi televisivi etc., ma per poter chiedere questo c’è prima bisogno di creare una comunità, una voce unitaria che abbia però dietro la legittimazione della comunità stessa. Non basta farsi un’associazione ed auto-proclamarsi “rappresentante” della comunità, perché quando fai questo tu non hai a cuore gli interessi dei romeni, ma solo i tuoi. C’è solo il fare a sgomitate per avere un palcoscenico pure di strapaese per farsi bello con i parenti lasciati in Romania oppure per vendere qualche polizza di assicurazione in piú chiamandola “Polenta” .
Per coerenza ideologica e con tutto il rischio di passare per antipatica, per elitaria, per snob, io preferisco non farmi complice di queste “sciaguratezze” e di combatterle. Perché, signori miei, chi le sostiene sta di fatto contribuendo alla delegittimazione dei romeni in Italia.
Se c’è davvero bisogno di una pulizia all’interno della comunità allora si deve iniziare dagli sprovveduti, da quelli che la usano per farsi la marchetta con i partiti politici italiani per ottenere sempre come singoli della candidature e delle poltroncine politiche. Si deve iniziare da quelli che sono di fatto nulla-facenti nella vita reale, da quelli che evadono le tasse vendendo birra e mici sotto la maschera dell’associazionismo, da quelli che non hanno un lavoro e che si presentano come associazioni di volontariato per estorcere dei soldi dagli infortuni facendosi dare alti percentuali in nero dagli avvocati che curano le cause di infortuni stradali, da quelli che si fanno pagare un sedicente corso professionale all’interno del quale tentano di vendere altre polizze di assicurazione.
Si dovrebbe partire da chi si intasca dei soldi dallo Stato romeno con la scusa di organizzare uno spettacolo e non noleggia manco un palco per intascarsi piú soldi possibili, da chi si fa dare dei soldi dalle badanti per trovarle un lavoro, da chi fa raccolte dei fondi per dei bambini o gente bisognosa e mandano solo l’1% agli interessati.
Vogliamo continuare? Vogliamo parlare di chi si presenta a dei convegni e parla solo di se stesso?
Io da questa gente preferisco dissociarmi e combatterla. Preferisco ignorare ogni loro iniziativa. Come preferisco dissociarmi da tutto ciò che ha a che fare con delle organizzazioni penalmente compromesse. Non faccio lobby con chi è stato indagato per degli intrallazzi con la mafia. È un mio scrupolo ed intendo rimanere fedele ai miei principi.
Se questo significa remare contro l’unità, allora è vero: sono contraria. Non voglio “unificarmi” a questo tipo di personaggi, non voglio diventare la loro complice.
E non uso di certo la testata giornalistica per la quale lavoro per promuovere i personaggi che mi sono simpatici e per criticare gli altri, come fanno altri miei colleghi. In piú di un anno da quando lavoro per Realitatea TV non ho mai parlato delle mie iniziative, della mia associazione o degli eventi a cui sono stata protagonista. Anche perché sono sempre stata convinta che sarei stata ridicola, nonché poco obiettiva.
Non ho mai usato la mia associazione per avere un palco scenico, anche perché non ne ho bisogno.
Dunque, cari oppositori, mi potete accusare che sono antipatica, polemica, aggressiva persino maleducata. Potete dire che me la tiro e forse è vero. Ma di certo, non mi potrete mai accusare di essere incoerente.
Può non piacervi le mie prestazioni giornalistiche (qui però considero solo le critiche fatte dagli addetti ai lavori), ma non potrete mai accusarmi di aver usato il mio posto di lavoro per pubblicizzare le mie iniziative extra-lavorative.
Non c’è mai stato un titolo del tipo “L’evento dell’anno” su nessuna testata con cui ho mai lavorato solo perché ero presente io.
L’etica è importante in tutto e solo partendo da qui si può sperare di coinvolgere la comunità. Il resto sono solo chiacchiere…
