Ha ragione Travaglio: Berlusconi è indifendibile…

iunie 25, 2009 at 2:22 pm (Uncategorized)

 

Sto seguendo con accurata attenzione le faccende del presidente del consiglio, un po’ per la mia TV che, come tutta la grande stampa straniera ha gli occhi puntati su questi scandali (a differenza della grande maggioranza della stampa italiana – vedi anche il declassamento della stampa italiana da “Free Press” a “Partly Free Press” nel Rapporto sulla Libertà di Stampa realizzato da Freedom House) ed un po’ perché personalmente indignata e preoccupata della piega che sta prendendo la società italiana per quello che riguarda il rispetto e la considerazione per le donne.
Dei segnali forti c’erano già, come avevo già scritto sia sul post “La rumena” che nell’editoriale “Bianca e l’ordinario  razzismo del quotidiano”.
Ma sembravano (o per meglio dire, mi sembravano) incentrati solo sulle immigranti, trattate oppure considerate semplicemente merce, prostitute buone da usare senza il minimo rispetto per loro e per il loro mondo interiore, per la loro anima, per il loro cuore.
Tante volte mi è stato replicato: “sono cose che succedono anche alle italiane”, quasi fosse una giustificazione, la manifestazione “normale” di un fenomeno diffuso, in realtà sempre più preoccupante.
Ed avevano ragione loro: qui non c’entra il razzismo, c’entra il maschilismo becero, l’azzeramento continuo di ogni conquista fatta dalle femministe, la disumanizzazione constante, l’imporsi di un immaginario collettivo sempre più incentrato sull’immagine della donna in posizione orizzontale (oppure a 90 gradi, in base alle preferenze personali), come diceva anche la Santanchè nella campagna elettorale scorsa (cosa che per altro aveva risvegliato in me una certa ammirazione verso di lei, aldilà beninteso della sua ideologia politica, che non condivido per nulla, salvo per poi cambiare idea e farlo passare per vittima).

La novità è che questo comportamento viene accreditato, ufficializzato dallo stesso premier e dunque “normalizzato”. Basta pensare a quella frase meravigliosa che lui pronuncia in Abruzzo: “posso palpare un po’ la signora?”.

Per poi continuare con “l’utilizzatore finale” – “la definizione leggiadra” (questa è di Travaglio) elaborata dal suo gentile avvocato.
Ma sappiamo che non sono queste le uniche gaffe od affermazioni offensive nei confronti delle donne. Basta pensare a quando ha invitato una precaria a risolvere il suo problema di lavoro sposando un miliardario.

 Si vede che nell’ottica di Berlusconi per la donna il matrimonio non deve essere il completamento di un atto d’amore, ma un volgare accomodamento economico – sempre una forma di prostituzione, insomma, anche se ad “utilizzatore unico”.
Dunque non offrire opportunità di crescita professionale per le donne, di affermazione attraverso le loro capacità intellettuali, ma invitarle a sposarsi con dei miliardari, tipo suo figlio (oppure semplicemente “darla” a qualche miliardario, preferibilmente allo stesso Berlusconi). Di fatto, nel Medioevo le cose funzionavano cosi: le alternative per le donne erano sposare un nobile oppure diventare una cortigiana, per avere uno stile di vita decente.

Ma dicevamo: ha ragione Travaglio. Che a questo punto mi sembra quello che fa l’analisi più accurata di queste vicende, visto che alla fine persino i giornalisti della Rai hanno tirato fuori le palle e si sono opposti ad un servilismo sempre più strisciante dei loro dirigenti.
Le spiegazioni le dà tutte Travaglio ed io a questo punto dico: “tanto di cappello” , come avevo detto anche quando parlava dei romeni arrestati.

Supponiamo però che io sia talmente autolesionista da voler difendere sempre e comunque l’amatissimo premier, un po’ per fare nota discordante con tutti gli altri miei colleghi di New York Times, di  Times, di El Pais, di Le Figaro, di El Mundo, di Financial Times, di BBC, di NBC, insomma con tutto il mondo, e per distinguermi (certo che se fossi stata una giornalista italiana, invece difendere il premier non mi porterebbe nessuna gloria – lo fanno tutti o quasi. Ci sono alcune eccezioni, ma davvero poche).
Allora: Berlusconi dice un giorno sì e l’altro pure che è tutta una montatura della sinistra, un complotto per discreditarlo, che la moglie (o, per meglio dire “l’ex moglie”) è stata manipolata dalla sinistra, che Patrizia è stata pagata per dire quelle cose (si sa, è una escort, quindi potrebbe anche essere), che la stampa italiana si riempie di trash per vendere di più (ma quale stampa italiana, se ne ha parlato solo “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera” a scandalo già avviato, “l’Unità” e pochi altri?), etc.
Il bello è che però New York Times  lo fa nero… Ma si sa, gli americani sono perbenisti del cavolo che hanno praticamente crocefisso Bill Clinton per la storia con la Monica, e poi invece le peggio cose le fanno sempre loro. Basta pensare ai film porno più spaventosi che si sono inventati. Dunque i giornali americani non sono credibili, anche se i rapporti internazionali parlano di “free press” in USA.
Poi c’è “El Pais” che pubblica le foto di Villa Certosa, per altro vietate in Italia, e viene querelato da Berlusconi. La redazione del quotidiano spagnolo se la lega al dito e fa uscire il giorno dopo un editoriale scritto dal Premio Nobel Jose Saramango in cui Berlusconi viene definito “delinquente”.
Però siccome il governo spagnolo è di sinistra dunque, seguendo la logica italiana di fare giornalismo, anche “El Pais” è di sinistra. Come anche “El mundo”. Peccato però che anche la stampa spagnola è “free press”.
Ma non finisce qui. C’è però “Le Figaro”, che in questo caso dovrebbe essere di destra (Sarkozy lo è), ma anche lui è contro Berlusconi. Ma te pare che i francesi possono permettersi di dare lezioni di moralità, quando lo stesso Sarkozy si è sposato Carla Bruni, una modella?
Certo, c’è da dire che il presidente francese ha avuto un’amante, una sola, che l’ha addirittura sposata: non per scherzo come Silvio a Villa Certosa, ma sul serio.
Comunque, anche i francesi sono talmente compromessi che non si possono mica permettere di dare lezioni di moralità.
Anche in questo caso però, la stampa francese è “free press”.
Poi ci sono i giornali tedeschi, cattivissimi con il povero premier (Der Spiegel). Te credo: loro hanno la Merkel ed è davvero difficile ipotizzare uno scandalo sessuale in cui venga coinvolta. Dunque, fanno i moralisti ma si dovrebbero solo che starsi zitti. Inutile menzionare il fatto che la stampa tedesca è anche essa “free press”.
Andiamo anche in Inghilterra. C’è “Financial Times” che definisce il governo Berlusconi “il peggiore dal dopoguerra”. Ma che vuoi che ne sappiano quelli del “Financial Times”, visto che non sono riusciti a prevedere la crisi economica mondiale? La prossima volta, prima di mettersi a scrivere, si devono comprare la palla di vetro per intuire in anticipo gli eventi economici futuri, prima di fare analisi sulle storie del passato.
Poi dietro ci sono gli interessi economici di Murdoch, che ce l’ha con il cavaliere per aver aumentato le tasse (caso di concorrenza ovviamente sleale), e proprio per sky.
L’unico problema è che anche “Times” c’è l’ha con Silvio.
Insomma la stampa britannica, anche lei ce l’ha col povero premier – “Free Press” anch’essa.
Bene… Lasciamo stare la stampa romena che è ancora “Partly Free” , anche se è in continua salita verso “free press” (tendenza normale in una democrazia) e che di sicuro ce la potrebbe avere con Berlusconi, visto che Mediaset ed “Il Giornale” sputtanano i romeni un giorno sì e l’altro pure.
Basta vedere i mega-concerti di assoluta eccellenza organizzati dall’Accademia di Romania e dalle varie organizzazioni romene presenti in Italia di cui né Mediaset, né “Il Giornale” danno notizia. Anzi, nello stesso giorno, se proprio nessun romeno ha commesso qualche reato, allora vanno a disseppellire i delitti di 30 anni fa, pur di parlare male dei romeni.
Dunque la stampa romena potrebbe avercela ampiamente con Berlusconi, anche per le sue dichiarazioni contro l’immigrazione, per non parlare delle cazzate legislative che si inventa insieme alla Lega.
Ma, diciamolo, aldilà della stampa romena, qui sembra un complotto mondiale vero e proprio, messo in atto dalla “free press” contro Berlusconi.
Da noi c’è però un proverbio che dice: “Se uno ti dice che sei cretino, può darsi che si sbagli. Se lo dicono in due, potrebbe essere una coincidenza. Se te lo dicono in tre, sarebbe il caso che inizi a crederci”. Aggiungo io: se poi ci sono anche le registrazioni che lo dimostrano, non puoi far finta di essere sordo e cieco.
Io davvero vorrei difenderlo, Berlusconi, ma alla luce dei fatti non trovo nessun argomento valido.

 

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Editoriale, sau mai bine zis: “depinde cine le scrie”

iunie 23, 2009 at 8:29 am (Uncategorized)

 

Exact acum un an pusesem un editorial ironic pe ParvapoliS în care denunţam lipsa de solidaritate demonstrată de multe ori de concetăţenii mei, de invidia care-i împinge să pună beţe în roate oricărui român mai breaz decât ei.
Rezultatul a fost o traducere aproximativă şi scoasă din context publicată în prima pagină a Gazetei Româneşti, sub titlul: “şoc şi groază cu Alina Harja”, scrisori la redacţia televiziunii pentru care lucrez dar şi la Parlament. Asta ca să nu mai vorbim de ameninţări, jigniri şi alte năzbâtii scrise pe forumuri şi bloguri create ad-hoc pentru a mă discredita.

Cu câteva luni mai devreme fusese publicat, pe “Ora României”, următorul Editorial:

Lipsa … la romani

Timpul alegerilor în Italia a trecut, acum a rãmas doar gustul amar. Înscrieri fãcute pe furiş, cu fricã parcã, cu o comunitate româneascã absentã, din toate punctele de vedere. Puţinii candidaţi români nu au fost susţinuţi sau au fost susţinuţi cei greşiţi, pe criterii oportunistice şi fãrã o reprezentativitate realã. Din cei şase înscrişi în diverse zone ale Italiei, nici unul nu a reuşit sã intre în consiliile comunale. Unul a obţinut chiar penibilul rezultat de 56 de voturi din 2600 de secţii de votare.
La Ivrea, candidata Floarea Lupãşteanu s-a înscris pe listele PD-ul pentru ”a arãta lui Veltroni cã nu toţi românii sunt criminali”. Cu o sãptãmânã înainte de alegeri a adunat aproape 300 din cei peste 600 de români cu drept de vot din localitatea sa pentru a îi informa şi a îi face sã înţeleagã cã interesele ne sunt comune. S-a mâncat, s-a chefuit dupã care, în duminica alegerilor înscrişi erau doar 112 iar Lupãşteanu a obţinut 32 de voturi, majoritatea de la italieni. ”Lumea nu are o conştiinţã civicã şi e invidioasã. Românul nu se gândeşte la comunitate ci la cum sã îl împiedice pe oricine altcineva sã progreseze, chiar dacã pierde şi el”. Strigãtor la cer a fost cazul celui care i-a spus direct cã el nu a votat-o pentru cã în duminica respectivã a câştigat 200 de euro votând, împreunã cu familia, un italian.
Îmi este cumva silã de marea masã de peste 1 milion de români care sunt acum în Pensinsulã. O masã sãlbaticã, ne-educatã şi care ne duce ca imagine în vremurile începutului de secol XX. Evident, nu toţi sunt aşa însã 90% dintre ei fac eforturi în a demonstra lumii întregi cât de puţin poate conta o comunitate de imigranţi dominantã în ţara gazdã.
Am auzit zilele acestea o replicã al cãrei adevãr nu l-am luat în considerare pânã acum: ”înainte de a veni în Italia, nu am vãzut atâţia proşti la un loc.” Trist este cã persoana vorbea despre proprii noştri conaţionali; şi mai trist este cã are dreptate.

Mariana Gaita

Nu voi comenta articolul, nu cred că are sens.
Însă stau şi mă intreb şi eu ca omul: unde sunt patrioţii de duminică, apărătorii neamului în care “jigodia Harja” (că ăsta era apelativul) aruncase, vezi tu Doamne, cu noroi?
Probabil că eu am greşit afirmând aceste lucruri cu ironie. Probabil că trebuia s-o spun pe şleau, aşa cum o spune autoarea acestui articol.
Cum de domnul Radiu nu era atât de revoltat?
Sau lui revolta îi vine doar atunci când autoarea sunt eu? Sau doar la acţiunile PIR-ului? Sau numai la emisiunile lui Tatulici?
Cum de “el_condor”, “ellena2000” şi alţii nu erau “şocaţi” ca să apară un pic pe Gazetă?
Sau poate numele “Gaiţă” nu aduce la fel de multă publicitate forumului sus-numitului jurnalist?
Am impresia că aceste întrebări vor rămâne fără răspuns…
Un lucru este cert: aceleaşi lucruri spuse de două persoane diferite, au valenţe diferite.

”Lumea nu are o conştiinţã civicã şi e invidioasã.”
Nimic mai adevărat atunci când un paznic ia condeiul în mână şi se improvizează “jurnalist”.

 

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Because of you

iunie 19, 2009 at 5:37 pm (Uncategorized)


Non mi va di scrivere più di tanto in questi  giorni…. Forse per il caldo oppure per la mancanza di ispirazione… Non mi riescono le cose che non vengono dal cuore.
In compenso  vi propongo questa meravigliosa canzone che parla di rapporti sbagliati e soprattutto di tutto ciò che essi lasciano dietro…
P.S. Purtroppo l’incorporamento è impossibile. Clickate due volte sul video per poterlo visionare direttamente su youtube. 

 

 

I lose my way
And it’s not too long before you point it out
I cannot cry
Because I know that’s weakness in your eyes
I’m forced to fake
A smile, a laugh everyday of my life
My heart can’t possibly break
When it wasn’t even whole to start with

Because of you
I never stray too far from the sidewalk
Because of you
I learned to play on the safe side so I don’t get hurt
Because of you
I find it hard to trust not only me, but everyone around me
Because of you
I am afraid

Per chi non parla l’inglese, una traduzione aprossimativa della parole.

Non voglio fare gli stessi errori che tu hai fatto
Non permetterò a me stessa
di dare al mio cuore così tanto dolore
Non mi spezzerò nel modo in cui tu hai fatto
Tu sei crollato così forte
Io ho imparato a seguire la strada più dura
In modo da non permettere di lasciare le cose spingersi troppo

 

rit.

A causa tua
non mi tengo troppo lontana dal marciapiede 
A causa tua
ho imparato a giocare nella parte sicura
così non mi sarei fatta del male 
A causa tua
trovo difficile fidarmi
non solo di me, ma di ogni persona intorno a me 
A causa tua
sono spaventata.

Ho perso la mia strada
e non ci hai messo troppo prima di farmela notare 
Non posso piangere
perchè so che questa è debolezza ai tuoi occhi
Mi sforzo in un sorriso, in una risata
ogni giorno della mia vita
Il mio cuore non è possibile romperlo
perchè non era comunque intatto sin dall’inizio
rit.

Ti ho guardato morire
Ti ho sentito piangere ogni notte mentre dormivi
Io ero così giovane
Tu avresti dovuto fare di meglio che appoggiarti su di me
Non hai mai pensato a qualcun altro 
Tu vedevi solo  il tuo dolore
ed ora io piango nel mezzo della notte 
per le stesse dannate cose
rit. x 2

 

 

 

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Guido Melis – presidente gruppo italiano Italia-Romania dell’Unione Interparlamentare.

iunie 19, 2009 at 12:03 pm (Uncategorized)

guido1Ieri, 18 giugno, è stata data formale comunicazione che l’Unione Interparlamentare – gruppo italiano ha nominato l’On. Guido Melis (PD), presidente del Gruppo di amicizia Italia-Romania, come riconoscimento dell’attività svolta per evidenziare i problemi della comunità romena in Italia.

Melis ha dichiarato: “ Per me è un grande onore ed una nuova responsabilità. Mi adopererò per stringere sempre di più i rapporti di amicizia tra i due Paesi che hanno tante cose in comune nel passato e molti interessi attuali da condividere.”

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Julio Iglesias

iunie 14, 2009 at 9:47 am (Uncategorized)

 

Canzoni che hanno incantato i miei genitori… ed anche me…

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Senso

iunie 12, 2009 at 3:48 pm (Uncategorized)

 

 

Altri tempi, altri protagonisti, la stessa storia…
Ma quale sarà mai il senso?

Alida Valli: Livia Serpieri
Farley Granger: Franz Mahler

Venezia 1866: nel corso di una recita del Trovatore alla Fenice, gli irredentisti organizzano un lancio di volantini. Il tenente austriaco Franz Mahler, che insulta gli italiani, viene allora sfidato a duello dal patriota conte Ussoni. Per intercedere a favore del cugino, la bella contessa Livia Serpieri si avvicina al tenente Mahler e se ne innamora follemente. Pur sposata, intreccia una relazione clandestina con il soldato e cede alle sue insistenti richieste di denaro giungendo a consegnargli i soldi destinati ai patrioti italiani che Ussoni le aveva affidato, affinché lui possa corrompere i medici per farsi esonerare dal servizio militare.
Ma dopo aver scoperto che quei soldi gli sono serviti per divertirsi alle sue spalle, si vendica denunciandolo e lascia che venga fucilato come disertore.

 

 

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Perdere l’amore

iunie 11, 2009 at 8:44 pm (Uncategorized)

 

Perdere l’amore, quando si fà sera,
Quando sopra il viso, c’è una ruga che non c’era
Provi a ragionare, fai l’indifferente,
Fino a che ti accorgi che non sei servito a niente!
E vorresti urlare, soffocare il cielo
Sbattere la testa mille volte contro il muro
Respirare forte il suo cuscino
Dire ” è tutta colpa del destino “
Se non ti ho vicino

 

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Voce del verbo “attendere”

iunie 11, 2009 at 3:53 pm (Uncategorized)

Oggi…
… sta crollando tutto a pezzi.
E non sai cosa fare, come fermare questo vortice che si sta risucchiando tutto.

Ed allora ti prendi un libro che ti dice di attendere, che anche questo momento passerà, così come sono passati anche i momenti felici. E mentre lo leggi ti sembra di intravedere una luce di speranza, necessaria. Poi ti dici che forse hai saltato troppo le tappe, che forse hai spinto troppo, che forse era il caso di attendere. Attendere, quella parola che uno odia, perché attendere significa perdere tempo, significa non vivere. E nell’attesa, uno che dovrebbe fare? Questo non te lo dice nessuno.

Perché poi in qualche modo hai dovuto sempre attendere. Attendere il tuo compleanno od il Natale per quel particolare giocattolo, quello lì in fondo sullo scaffale che ti piaceva tanto, che magari fino al Natale è stato già venduto ad un altro. Attendere il maggiorato per prendere la patente, anche se sai già guidare, ma non lo puoi fare finche non fai 18 anni e tu stai lì a rosicare come un castoro vedendo come i tuoi amici che hanno qualche mese in più di te già vanno in giro con la macchina dei genitori.

Poi quando diventi grande ti tocca ancora attendere. Devi attendere l’assunzione che non è mai immediata ma dopo qualche mese, tempo in cui tu stai già col fegato in mano mozzicandolo a pezzetti. Una volta assunto, devi attendere per una promozione che la vedi dare a tutti, pure quelli assunti dopo di te perché parenti vari del direttore.

In Italia, in particolare, le cose stanno ancora peggio: devi attendere x mesi per portare la richiesta per i documenti di soggiorno, perché la prenotazione non te la danno mai subito. Dopo aver fatto la domanda devi attendere altri y mesi per il rilascio. Per esempio per il permesso di soggiorno io ho dovuto attendere 16 mesi, di cui 13 mesi hanno impiegato solo per stamparlo e per fortuna l’avevo chiesto in regime di urgenza. Ed anche cosi ho dovuto attendere altre 4 ore per trovare la pratica e poi stamparla. Ma che vuoi che siano 4 ore rispetto ai 16 mesi.
Ovviamente questo ha significato poche possibilità di farmi assumere in una posizione consona al mio lavoro, nonché rimanere “imprigionata” in Italia, dalla serie : “no permit of stay, no party”, perché il visto era ormai scaduto.
Ma poi siamo diventati cittadini comunitari per cui le file e le attese non le fai più in questura ma all’anagrafe – questioni di geografia.

Non è ovviamente finita qui: trovi un bando per degli finanziamenti che, come tutti sanno, ha una scadenza e ti serve un semplice, banale preventivo – devi attendere. E cosi lo ricevi quando il bando è già scaduto.

Uno decide di divorziare e di risposarsi – devi attendere la bellezza di un minimo di tre anni per legge ed altri 15 per termini di processo. Insomma, nel frattempo si sposano i figli fatti col convivente (mica marito visto che non te lo sei potuto sposare).

Ed apriti cielo se per pura sfortuna hai bisogno di appellarti ai servizi sanitari. Addio cuore.
Per prenotare una visita specialistica ci puoi arrivare anche a 6 mesi e se devi fare ulteriori accertamenti, considerando che già per una banale ecografia l’appuntamento te lo danno dopo un minimo di 2 mesi, c’è il rischio che per scoprire cos’hai devi attendere all’incirca un anno.
Questo se nel frattempo non se ne aggiungono altre malattie visto che non hai curato manco la prima.
Insomma fai prima ad andare ad un’impresa di pompe funebre perché almeno quelli sulle ordinazioni sono celeri.

Gira che ti rigira qui devi sempre attendere.

Metti il caso che trovi un’offerta per iniziare un’attività ed hai bisogno di un finanziamento. Tu prepari tutto, carte e pratiche, le porti, ti dicono che va tutto bene ma che devono esaminare bene la pratica. Quando finalmente ti dicono di sì, questo nel migliore dei casi, è già scaduta l’offerta ed il tuo bel progetto lo puoi usare come carta straccio. Ma poi il bello è che de ti devono dire di no, non lo fanno mica subito, cosi tu provvedi e vai a cercare altre soluzioni. No. Ti dicono: deve attendere che vediamo bene la pratica. Cosi quando hai finalmente la risposta non puoi più fare niente.

Ed in fine ti tocca attendere anche in amore, dove le cose riescono ad andare peggio di tutte.
Tu devi attendere, avere pazienza con lui perché non è preparato, perché il lavoro sta andando male, perché gli è morto il gatto, perché deve fare il mutuo, perché deve cambiare macchina, perché deve finire l’università anche se è  già 10 anni fuori corso.
Devi attendere anche che lui dimentichi le sue ex, persino quelle dell’asilo, che glielo dica alla madre, che poi tipo a 40 anni non si capisce ancora perché deve riferire tutto con massima precisione alla madre, devi attendere le opinioni degli amici, dei parenti e del cane.

Certo ci sono anche le personcine prive di pazienza come me che, a sentire la parola “attendere”, vanno su tutte le furie, urlano tirando tutta la legislazione passata, presente e futura in faccia al funzionario di turno che, come dice anche Brunetta (e credo che sia l’unica cosa su cui io e questo signore siamo d’accordo), è puntualmente un fannullone con una voglia di lavorare tendente a 0 ed una preparazione sul loro lavoro tendente a meno 1.
Il bello è che, scientificamente dimostrato, quando tu gli urli con una legge in mano (anche se è la normativa sui cani) tendono a darti retta. Ovviamente non leggono nemmeno e se tu urli che in base della legge tal dei tali (non importa che non sai manco te la legge tal dei tali cosa prevede, l’importante è fare la faccia sicura e convinta) loro devono darti quel pezzo di carta subito, loro si intimidiscono e chiamano di solito un dirigente che, puntualmente, si dimostra ancora più impreparato di loro.
È anche vero che non funziona sempre, ma a volte sì e vale comunque la pena di provare. Male che vada sfoghi un po’ della tensione nervosa accumulata nell’attendere.

La stessa cosa non è valida in amore dove più urli, più devi attendere. In amore funziona che devi mandarlo a quel paese oppure da un neurochirurgo che gli taglia il cordone ombelicale che, è vero che fisicamente è stato tagliato alla nascita ma, psicologicamente ce l’ha ancora.
Poi una volta fatto questo bisogna attendere che lui si faccia vivo pentito ed innamorato.
Ma dico io: perchè non rimuovere dal vocabolario le parole: “attendere”, “aspettare” ed i loro derivati?

 

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Le “ronde” romene salvano la Lega… :-))

iunie 4, 2009 at 8:14 pm (Uncategorized)

 

La Lega «salvata» dai romeni
Notano e fanno arrestare l’autore dei danni alla sede

È stata un’involontaria ?ronda? di tre romeni a permettere alla polizia di rintracciare e arrestare il responsabile del danneggiamento alla sede della Lega Nord. Si tratta di Alessandro T., 31 anni, simpatizzante anarchico locale già noto alle forze dell’ordine, che ora deve rispondere di danneggiamento aggravato e furto aggravato. Martedì 2 giugno ha approfittato della pausa pranzo per prendere di mira la sede del Carroccio di via Ripagrande momentaneamente vuota per la pausa pranzo. In pieno giorno ha forzato la porta e una volta all’interno ha messo tutto sottosopra, ha fatto un’assurda razzia di bicchierini di carta, cavatappi e nastro adesivo, ha cercato di manomettere i computer e ha lasciato un’inconfondibile firma su un cartellone elettorale: una bella impronta extrasize (taglia 44-45) calpestata con suola carrarmato. Poi, nel silenzio assolato delle ore 14, si è allontanato di corsa agitando la pettinatura rasta.

Ma gli esponenti del Carroccio hanno trovato un prezioso alleato. Mentre loro erano occupati a finire uno spuntino, infatti, tre romeni sono passati proprio accanto al luogo del misfatto, notando il trentenne rasta uscire di corsa dalla sede della Lega per imboccare via Colomba. Hanno capito che qualcosa non andava e hanno avvertito il 113. Poco dopo una Volante della polizia ha individuato il sospetto (di cui era stata fornita una puntuale descrizione) che, alla vista degli agenti, si è infilato in un bar di via Garibaldi abbandonando vicino alla porta lo zainetto compromettente con la ?refurtiva?. Il giovane, piuttosto barcollante, ha cercato di opporsi agli agenti ma non ha potuto evitare l’arresto. Sono in corso indagini da parte della Digos di Ferrara e Bologna.

Espresso

 

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Amor, ch’a nullo amato…

iunie 1, 2009 at 10:30 am (Uncategorized)

 

È chiaro: sono meteopatica. Non ci sono dubbi. Ed è per questo che oggi ascolto canzoni di questo tipo. Però stiamo facendo progressi, già che non sono triste. 

Ma mi sorgono delle domande. Dicono che l’amore perdona tutto. Sono bellissime quelle terzine di Dante, direi “divine”. E poi la spiegazione che ne dà Benigni. Eccezionale.   

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona
.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense”.
Queste parole da lor ci fuor porte.

Certo, stiamo parlando di un’altra epoca, di un’epoca nella quale la figura della Donna, l’oggetto dell’amore, diventava “divina”. Un amore che prescindeva dalle pulsioni, dagli istinti. L’amore allo stato più sublime, quello platonico.
E persino le passioni carnali, come in questi versi, vengono in qualche modo riscattate per la loro pervicacia. Un amore che continua persino nell’Inferno oppure nonostante l’Inferno. La passione che trascina nel peccato, ma un sublime peccato che non crea pentimento.
Sono il paradosso allo stato puro. Perché l’amore che è l’essenza divina presente in ognuno di noi diventa, a causa dei contesti sociali, una via di perdizione, una via demoniaca.
Un amore cosi oggigiorno non c’è più, nonostante i contesti sociali non influiscano più in maniera cosi forte. Non conosciamo cosa ci sia dopo la morte, ma di certo un cosiddetto tradimento non ha più quelle valenze sociali nel contesto attuale.
E forse è proprio questo che toglie all’amore i suoi pregi, la sua divinità. In fondo oggi è tutto a portata di mano. Non c’è più la percezione del sacrificio per amore. Non se ne fanno più.
L’abbandonarsi alle passioni non ha più quelle lotte interne tra il cuore e la ragione, tra sentimento e coscienza.
Oggi, finito un rapporto, si scrolla tutto e si va avanti verso il prossimo tentando di eliminare ogni traccia. Forse all’epoca continuava a rimanere nel cuore, magari tatuato per sempre.
Di questi tempi una frase come questa, “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”, non ha più senso. Perché l’amore non perdona più nulla, ma esige sempre di più.
Sarà un bene, sarà un male, non saprei dirlo.
Forse stiamo perdendo la nostra essenza divina, ma sempre forse, evitiamo anche l’Inferno terreno o non.

 

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