Italia vista dai nuovi italiani: i lavoratori Romeni. Problemi, opportunità.

septembrie 30, 2009 at 3:38 pm (Uncategorized)


Venerdì 02.10.09 ore 18 sala interna Caffè dei Costanti piazza san Francesco Arezzo.
 
Partecipano le giornaliste Miruna Cajvaneanu della Gazeta Romaneasca e Alina Harja corrispondente di Realitatea TV. Dibattito moderato dal giornalista Gianni Brunacci.

Nell’ultimo degli appuntamenti previsti dal progetto Da RoMeno a RoPiù Consapevole Cittadino Europeo, dopo gli interventi dello scrittore Butcovan e della ginnasta Stefanescu, si va a toccare il nocciolo della questione. Gli Italiani parlano spesso dei Romeni, raramente vengono intervistati quest’ultimi per capire come vedono, e giudicano gli Italiani. Le due giornaliste invitate sono la parte più attiva in Italia che porta avanti la ridefinizione della conoscenza, e quindi dell’immagine, che i media hanno proposto. Arezzo non soffre in modo consistente degli effetti collaterali della migrazione, ma certamente molto ancora deve essere fatto per una cosciente integrazione. L’incontro vuole portare autorevoli testimonianze utili in questa direzione.

http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=68910&Itemid=2

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“Libero”… di discriminare

septembrie 29, 2009 at 2:39 pm (Uncategorized)

Sabato si è svolta a Roma la premiazione del Premio Baiocco a cura del xx Municipio che ha visto premiati esponenti della società civile residente nel suddetto Municipio, che si sono distinti in varie discipline.
Oggi Libero a pagina 58 dà conto della premiazione e dei vari premiati, tranne uno: quello della scultrice romena, Magda Nica.
(Iris Press invece ne parla, ma senza specificare la nazionalità (non sia mai): http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=57084&Cat=1&I=null&IdTipo=0&TitoloBlocco=Italia&Codi_Cate_Arti=18)

Ma paradossalmente non si dimentica di pubblicare questo: http://www.libero-news.it/adnkronos/view/193336

E così aggiungiamo un’altra pagina, una delle tante, al dossier della vergognosa campagna anti-romena messa in atto dalla stampa italiana.

 

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E nemmeno questa volta il romeno fa notizia!!!

septembrie 28, 2009 at 8:37 pm (Uncategorized)

 


A Roma razzismo anti-romeni: lavoratore dato alla fiamme

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L’ attacco razzista nella notte tra Venerdì e Sabato scorsi: “Romeni andatene via dall’Italia” urlavano gli attentatori. Un autista che dormiva a bordo del mezzo, ricoverato con ustioni in ospedale. 

Erano le tre della notte tra Venerdì e Sabato della scorsa settimana: un autobus con targa romena che settimanalmente collega il paese dei Castelli Romani, governato ora da un’amministrazione di centro-destra guidata dall’avvocato Marco De Carolis, con la nazione danubiana era posteggiato in Via Campo Gillaro, una stradina della periferia del paese, arroccato sopra una rupe, in attesa di ripartire verso Bucarest la mattina seguente. All’improvviso un commando di giovani, approfittando dell’oscurità e del fatto che nessun testimone si aggirava nei paraggi, ha cosparso il mezzo con liquido infiammabile e gli ha dato fuoco. Sviluppatesi le fiamme l’autista, un padroncino romeno di soli trentacinque anni che dormiva all’interno del mezzo, è stato svegliato dal loro crepitio, giusto in tempo per salvarsi e sentire gli aggressori allontanarsi dal luogo gridando “ Vi bruceremo tutti vivi cani di romeni che non siete altro”. Nel disperato tentativo di uscire dal mezzo in fiamme il romeno si è ustionato a braccia e gambe ed è stato ricoverato al centro grandi ustionati dell’ospedale romano di Sant’ Eugenio con ustioni sul 20% del corpo. Nei pressi i carabinieri della locale stazione hanno rinvenuto la tanica usata dagli attentatori razzisti. Il mezzo è andato distrutto. Sempre più dunque la provincia di Roma, la capitale di uno dei paesi fondatori dell’Unione europea( confederazione di stati di cui fa parte anche la Romania), assomiglia alla più profonda provincia americana del sud quando, qualche decennio fa, impazzava il Ku Klux Klan. Fuochi purificatori contro i beni degli immigrati ed anche contro le loro persone.

Come è accaduto tempo addietro a Nettuno dove un indiano è stato bruciato solamente perché la sua pelle era più scura di quella dei suoi carnefici, per fortuna il disegno criminoso non ha portato alla morte dell’uomo, italiani. Fuochi che spesso e volentieri prendono di mira cose o persone della comunità romena che nella capitale d’Italia, come in tutto il Lazio, è la comunità straniera più numerosa e concorre in maniera non insignificante alla formazione del Pil di una delle più ricche regioni italiane. La comunità romena ora ha paura, è terrorizzata tanto da abbandonare Roma e l’Italia lasciando spazio ad altre nazionalità meno invise. Nelle scuole elementari e medie di Roma e provincia quest’anno è crollato il numero di bambini romeni iscritti. I genitori dei bambini, in buona parte provenienti da Bucarest o Brasov, in Transilvania, infatti ora preferiscono alloggiarli presso parenti rimasti in patria in quanto, affermano, “ gli italiani sono razzisti e romenofobi e ci accusano di essere tutti zingari, prostitute e stupratori. Abbiamo veramente paura a farli crescere qui tra di voi”. “Quello di Venerdì scorso è stato solamente uno spiacevole incidente” ha chiosato il primo cittadino di Montecompatri, glissando invece sulla natura razzista del gesto e sul fatto che una persona solamente perché romena ha rischiato di morire ustionata. L’opposizione consiliare, guidata dal Partito Democratico, ha contestato nel corso di un infuocato Consiglio Comunale svoltosi in questa settimana il cinismo del sindaco del paese dei Castelli romani esprimendo tutta la sua solidarietà e vicinanza al popolo romeno. Come ha affermato l’ambasciatore della Romania a Roma Razvan Rusu, probabilmente, dopo un periodo di insperata calma sta ricominciando a prendere piede in Italia, con la ferocia di qualche mese fa, la “ romenofobia”. 

 
 
Dove sono i TG? Dov’è Mediaset? Dov’è “Il Giornale” così attento a sottolineare anche i tentativi di flatulenza di un romeno?
Dov’è Bruno Vespa? Come mai non abbiamo un’edizione speciale di Porta a Porta?
Abbiamo già parlato di come i miei “colleghi” italiani NON sanno fare il loro mestiere. Questo è solo un’altra dimostrazione di obiettività… Se ce n’era ancora bisogno!!!
 
 

 

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La vendetta od il perdono?

septembrie 25, 2009 at 10:51 pm (Uncategorized)

 

 

Una volta un’amica mi diceva, ovviamente scherzando, che lei è d’accordo con la vendetta. “L’unico che ha perdonato tutti (Gesù, ndr), abbiamo visto che fine ha fatto,” diceva. “Vuoi fare la stessa fine?”
Sembra un’affermazione blasfema, ma ha i suoi perché. Pensiamo a tutte quelle persone che se ne infischiano altamente di essere perdonate. Io ne conosco alcune. Che senso ha perdonarle? A chi giova?
Pensiamo a tutte quelle persone che godono nel fare del male agli altri. Conosco anche delle persone cosi. Ho sempre tentato di capire le loro motivazioni. A volte, lo fanno per avidità, altre volte lo fanno per sentirsi importanti, superiori agli altri, altre ancora per imporsi, per guadagnare rispetto oppure notorietà ed a volte, semplicemente perché sono malvagie dentro.
A cosa servirebbe perdonare queste persone? Tanto, capita raramente che abbiano una coscienza per poter capire il valore del tuo gesto.
La cosa più difficile in assoluto è, paradossalmente, perdonare le persone a cui vogliamo bene, le persone che amiamo. Anche perché le ferite che loro ci hanno procurato sono più profonde delle altre.
Ma la vendetta è peggio, è una vera schiavitù fino al suo compimento, una schiavitù che imputridisce l’anima, che la consuma. La persona che si vuole vendicare rimane attaccata al colpevole, riscoprendo mille volte la stessa ferita, ricordando ogni santo giorno quel particolare episodio per il quale si vuole vendicare, covando rancori, nervosismi, sensazioni di impotenza.
“La vendetta è un piatto che si consuma freddo”, dicono. Ci sono delle persone che coltivano una vendetta per decine di anni, senza rendersene conto, che fino al compimento della vendetta non vivono, non hanno una vita, perché in realtà la loro vita è governata da quello al quale la si vuole far pagare.
Certo, lì per lì, quando subisci un torto il tuo cervello elabora miliardi di ipotesi di vendette e se avessi i mezzi in mano in quel momento le metteresti in atto tutte quante. Ma, per fortuna, in questi casi mancano quasi sempre i mezzi.
Ed allora ecco perché ha senso perdonare: non per chi ci ha fatto il torto, ma per noi stessi. C’è qualcosa di egoistico nel perdono, anzi più di una cosa: intanto è una liberazione. Quando perdoni ti liberi dalle energie negative accumulate, ma ti liberi anche dalla persona che hai perdonato, ti lasci alle spalle la ferite che l’altro ti ha provocato. Sei finalmente libero di vivere la tua vita. È anche una dimostrazione di forza. Si, di forza. Perché hai avuto la forza di uscire da quella gabbia costruita da quel episodio negativo. Puoi usare le tue energie per fare altro, qualcosa di costruttivo per te stesso.
Ed infine, vuoi mettere la soddisfazione di aver dimostrato all’altro che sei migliore di lui? Perdonandolo puoi persino guardarlo dall’alto verso il basso, quasi dicendo: “vedi quanto sono generoso? IO. “ Come quei ricchi che buttano con disprezzo una monetina ad un povero mentecatto. Perché il perdono arricchisce il tuo essere interiore e, paradossalmente, anche la tua autostima diventa maggiore. Tu sai fare qualcosa che l’altro non sa: tu sai perdonare. Non sempre il perdono è sinonimo di amore. Certo, quando c’è l’amore di mezzo, perdonare sembra avere più senso: perdoni per non perdere quella persona. Ed anche questa è una motivazione egoistica.
Mi viene in mente una poesia che ci insegnavano all’asilo: si chiamava “Il cagnolino zoppo” di Elena Farago. Parlava di un cagnolino che era rimasto zoppo dopo che un cattivo ragazzino l’aveva colpito con una pietra. Ed il cagnolino aveva sofferto tanto, pensava quasi di morire. Si riprese, ma poi si rese conto che lui sarebbe rimasto zoppo a vita e che non sarebbe stato mai in grado di giocare con i bambini come i suoi fratellini. E questo lo faceva stare triste e piangere sempre perché era lasciato da solo mentre gli altri giocavano. Il bambino cattivo iniziò a fargli visita ed a portargli dello zucchero per rimediare in qualche modo a quello che aveva fatto. Ecco cosa dice il cagnolino: “Adesso viene a portarmi lo zucchero e vorrebbe essermi buono / Anche io potrei mordergli la gamba, cosi per vendicarmi. / Ma voglio fargli vedere, al cattivo, che un povero cagnolino/ Ha un cuore migliore di quello che ha avuto lui. “
(ovviamente la traduzione è approssimativa e quindi le rime sono difficile da conservare, ma credo che il senso sia chiaro).
Ecco, in questi giorni mi sono ricordata di questa poesia. E come il cagnolino di questa poesia, dico: ti perdono.

CATELUSUL SCHIOP

Eu am numai trei picioare
Si de-abia ma misc: top, top!
Rad cand ma-ntalnesc copiii
Si ma cheama “cutu schiop”.

Fratii mei ceilalti se joaca
Cu copiii toti, dar eu
Nu pot alerga ca dansii,
Ca sunt schiop si cad mereu!

Si stau singur toata ziua
Si plang mult cand ma gandesc
Ca tot schiop voi fi de-acuma
Si tot trist am sa traiesc.

Si cand ma gandesc ce bine
M-as juca si eu acum
Si-as latra si eu din poarta
La copiii de pe drum!…

Cat sunt de frumosi copiii,
Ce cuminti, si cat de mult
Mi-ar placea sa stau cu dansii,
Sa ma joc si sa-i ascult!

Dar copiii rai la suflet
Sunt urati, precum e-acel
Care m-a schiopat pe mine,
Si nu-i pot iubi defel…

M-a lovit din rautate
Cu o piatra in picior,
Si-am zacut, si-am plans atata,
De credeam ca am sa mor…

Acum vine si-mi da zahar
Si ar vrea sa-mi fie bun,
Si-as putea sa-l musc odata
De picior, sa ma razbun.

Dar il las asa, sa vada,
Raul, ca un biet catel
Are inima mai buna
Decat a avut-o el.

 

 

 

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L’informazione all’italiana!!!

septembrie 23, 2009 at 11:48 am (Uncategorized)

Dunque, l’informazione all’italiana funziona cosi un po’ all’acqua di rose… La parola in italiano sarebbe: “dilettantismo”.
Ecco un esempio che più chiaro di cosi non si può… Iniziamo con la Voce d’Italia per la quale sia i romeni che i polacchi sono EXTRACOMUNITARI!!!
Ricordiamo ai “giornalisti” della Voce d’Italia che nel primo di maggio del 2004 L’UE si allarga a
Lettonia, Estonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Malta e Cipro, mentre nel primo di gennaio del 2007 L’UE si allarga a Bulgaria e Romania.

Cronaca

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Trovati in un appartamento dal compagno di stanza

Roma: trovati morti due giovani extracomunitari

Il movente: forse legato a questioni sentimentali a sfondo omosessuale

Roma – Sono stati trovati in un appartamento della Capitale i corpi di due uomini 25enni. Secondo una prima ipotesi, il violento diverbio scoppiato tra i due sarebbe molto probabilmente legato a questioni sentimentali a sfondo omosessuale, sfociando poi nella tragedia. Le due vittime sono di origine romena e polacca.

A scoprire i cadaveri è stato un loro compagno di appartamento, situato in zona Tiburtina, un giovane di nazionalità romena. I carabinieri continuano con le indagini, per tentare di fare luce sul caso.

Chiara Bianchi

(http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=38716&titolo=Roma%20trovati%20morti%20due%20giovani%20extracomunitari)

Qui invece casca l’asino. Sono tutti e due romeni. Anche il polacco nel frattempo diventa romeno. 

Regioni > Lazio > Giallo nella capitale, due ragazzi romeni ritrovati cadavere in un appartamento

Sul posto i carabinieri che hanno avviato le indagini

Giallo nella capitale, due ragazzi romeni ritrovati cadavere in un appartamento

 

ultimo aggiornamento: 22 settembre, ore 20:50

Roma, 22 set. – (Adnkronos) – I corpi dei giovani, di circa 25 anni, in un’abitazione in via Mammucari. Presentano ferite da arma da fuoco

(http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lazio/Giallo-nella-capitale-due-ragazzi-romeni-ritrovati-cadavere-in-un-appartamento_3800899973.html)

E non finisce qui. Secondo “Il Giornale” il pizzaiolo è polacco, ma almeno hanno la decenza di specificare che è ancora tutto da stabilire. Poi tutti e due si sono sparati sulla tempia.

mercoledì 23 settembre 2009, 07:00

Al Tiburtino Due cadaveri in un appartamento

di Giacomo Legame

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Potrebbe essere stata una lite per motivi passionali la causa della morte dei due giovani 25enne, un romeno e un polacco, trovati ieri sera poco dopo le 19,30 nell’appartamento di via Mammuccari 25 al Tiburtino III. A quanto si apprende, i due avrebbero avuto recentemente una relazione omosessuale. La pista seguita dagli investigatori è quella dell’omicidio-suicidio compiuto per moventi passionali.
I due cadaveri sono stati scoperti da un amico ed erano sdraiati sul letto. A sparare sarebbe stato il romeno, trovato con la pistola ancora in mano. Li ha trovati uno dei loro due coinquilini vestiti solamente con degli slip, sdraiati sul letto della loro camera, stesi in posizione come se si stessero preparando per andare a dormire. L’età dei due, un romeno dipendente di una ditta di derattizazione e un pizzaiolo polacco, è ancora da stabilire con esattezza, ma i Carabinieri riferiscono di due giovani attorno ai 25 anni.
L’omicidio-suicidio potrebbe essere avvenuto la scorsa notte, da valutare anche l’ipotesi di una premeditazione del gesto da parte di uno dei due. Il ragazzo romeno infatti l’altra sera, durante una cena, aveva sottratto ad un amico, una guardia giurata, la pistola con cui ha successivamente sparato. Il padre del giovane romeno si era suicidato sparandosi a sua volta alcuni anni fa. Uno degli altri due coinquilini, un uomo ed una donna, li ha trovati con un foro alla tempia.
A riferire i dettagli della scena che i Carabinieri si sono trovati di fronte al loro ingresso nell’appartamento è stato il tenente colonnello Salvatore Cagnazzo del Reparto operativo. Rimane però il mistero degli spari non sentiti da alcuin testimone.

(http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=384983)

Mentre le indagini sono tutte in corso, “La Repubblica” è certa (saranno stati presenti quando è avvenuto tutto): “Spara all’amico, poi si uccide”. Non solo, dopo essersi sparato in bocca il romeno stringe forte l’arma e l’appoggia con calma sul petto. Ammappa che SuperMan!!! Ma per “La Repubblica” il pizzaiolo è invece romeno.

 

Spara all´amico, poi si uccide
omicidio suicidio al Tiburtino

Un polacco e un romeno trovati distesi sul letto

 

Sdraiati sul letto, in mutande, uno accanto all´altro come se stessero guardando la televisione di fronte a loro. Con due ferite da arma da fuoco. Uno con un colpo dritto alla nuca, l´altro, invece, in bocca. Tutt´intorno, una pozza di sangue sotto i loro corpi, sulle lenzuola. E uno dei due, pizzaiolo romeno di 23 anni, che stringe la pistola tra le mani e la tiene appoggiata sullo sterno.

È questa la scena che i carabinieri della compagnia Montesacro si sono trovati davanti agli occhi ieri pomeriggio in un appartamento al quinto piano di via Augusto Mammuccari 25, laterale della Tiburtina. Con ogni probabilità un omicidio-suicidio: i fori d´entrata dei proiettili e la posizione in cui sono stati trovati i due corpi non ha lasciato molti dubbi ai militari e alla sezione rilievi dell´Arma. Tutto fa pensare che uno dei due abbia prima ucciso l´amico e poi si sia tolto la vita, sparandosi in bocca. La vittima, Mariusz Szydlowski, 37 anni, lavorava in una azienda di derattizzazioni. Il suo assassino che poi si è tolto la vita si chiamava Cosmin Sava, romeno. Vivevano insieme. Loro e una coppia.

Coinquilini e amici. Almeno fino a ieri pomeriggio. Fino a quella lite per futili motivi come l´hanno descritta i coinquilini agli investigatori guidati dal maggiore Luciano Soligo con la collaborazione dei militari del nucleo operativo comandati dal tenente colonnello, Salvatore Cagnazzo, che non stanno escludendo nemmeno la pista del delitto passionale. A dare l´allarme è stato un terzo abitante dell´appartamento, anche lui romeno: quando è rientrato dal lavoro nel pomeriggio, ha trovato i due amici in fin di vita. Immediata la chiamata al 112 e poi al 118, ma quando sono arrivate le ambulanze, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi. Probabilmente la sparatoria è avvenuta nella serata di lunedì. La pistola sarebbe stata rubata proprio lunedì durante una cena a un amico italiano che fa la guardia giurata.

«Erano due ragazzi tranquilli – raccontano i vicini – tutte le mattine li vedevamo scendere e montare sul loro furgoncino. Uscivano alla mattina e tornavano alla sera». E qui, in questa laterale della Tiburtina, nessuno sembra avere sentito nulla, nessuno sparo. Compreso la vicina di casa. Solo alcuni ricordano di avere sentito alcuni botti, lunedì sera, ma di non aver capito che fossero spari. Una donna che abita nel palazzo ha raccontato che, al suo rientro a casa, ha visto una persona in lacrime che urlava disperata: «Oddio, oddio, mio figlio ha ucciso il suo compagno di stanza e poi si è sparato». Ipotesi che sembra essere confermata anche dai militari che, sul posto, hanno trovato la madre di uno dei due ragazzi che è stata immediatamente portata in caserma per essere ascoltata dagli inquirenti, così come gli altri ragazzi che vivevano con loro.

Probabilmente il giovane, dopo aver sparato all´amico e prima di uccidersi, ha avvisato la madre via telefono, forse con una telefonata, forse via sms. Tesi ancora tutte da confermare e su cui i carabinieri hanno lavorato per tutta la notte. Sul posto, anche la sezione rilievi del nucleo investigativo.

(ha collaborato valeria forgnone)

(23 settembre 2009)

(http://roma.repubblica.it/dettaglio/spara-all´amico-poi-si-uccide-omicidio-suicidio-al-tiburtino/1728012)

È cosi che i giornalisti italiani sanno fare notizia. Quale deontologia professionale? Quale accertare con precisione la nazionalità se tanto la devi sottolineare? Quale differenza tra cittadini comunitari e extracomunitari? Quale condizionale se i carabinieri hanno ancora dei dubbi ed è tutto ancora da chiarire?

No, nella fretta di fare clamore i giornalisti italiani se ne infischiano altamente di questi “piccoli dettagli”. 

Per capire dove sta la verità un lettore medio deve leggersi tutta la stampa e poi fare una specie di media aritmetica di tutte le notizie. Il lettore italiano mica ha il diritto, come tutti gli altri, di avere un’informazione corretta.

Uno slogan romeno durante la rivoluzione anti-comunista recitava: “con la Tv (intesa come stampa in generale) avete mentito il popolo”. Sì, ma quello di Ceausescu era stato un regime dittatoriale.

 P.S. Il “Fatto Quottidiano” era finito in edicola… Quindi non sono riuscita a leggerlo.

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Quando il romeno NON fa notizia

septembrie 22, 2009 at 4:09 pm (Uncategorized)

 
Siamo fin troppo abituati ai romeni buttati in prima pagina con foto, nome, cognome a caratteri cubitali, anche quando sono solo sospettati di un crimine. Questi sono i romeni  che fanno notizia, che fanno l’audience ai talk-show, che scatenano ondate di sit-in e di dichiarazioni sempre più sciagurate.

 

Poi ci sono i romeni onesti che lavorano e pagano le tasse. Ma questi non fanno notizia perchè vivono nella banalità della loro normalità.

Ed invece ci sono i romeni vittime, lontano da essere normalità.

Leggo oggi questa notizia:

Il rito abbreviato grazia l’orco
Fa sesso con un bimbo per 10 euro
Il pedofilo se la cava con due anni

Torino 22/09/2009

- Cinque euro per essere accarezzati, il doppio per un rapporto orale. «Ma non dire nulla a papà, altrimenti lui si arrabbia e poi non ti fa più giocare con me». Il papà, però, ha saputo. E ha denunciato lo scomodo compagno di giochi del figlio dodicenne. Un compagno di giochi che di anni ne ha 31 e vive e lavora a Torino. Ieri mattina l’uomo è stato condannato dal giudice Chiara Gallo alla pena di 2 anni e quattro mesi di reclusione con le accuse di violenza sessuale nei confronti di minore e induzione alla prostituzione, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. A rappresentare la procura in aula c’era il pubblico ministero Alessandro Sutera Sardo.

La vittima dei ripetuti abusi sessuali è un ragazzino romeno di soli 12 anni, Giulio (nome di fantasia), avvicinato dal suo futuro persecutore mentre si trovava nei giardinetti pubblici di un quartiere periferico della città. Ma prima di allacciare un rapporto con il ragazzino, il pedofilo era riuscito a carpire la fiducia dei suoi genitori.

L’uomo aveva infatti conosciuto il papà di Giulio in quegli stessi giardinetti in cui giocava il bambino, aveva cominciato a frequentarlo, a parlargli. Chiacchierava amabilmente con lui quasi tutti i giorni. L’obiettivo del pedofilo era chiaro: accreditarsi agli occhi del papà di Giulio come una brava persona, una persona per bene di cui potersi fidare ciecamente, senza problemi.
(La notizia completa la potete trovare qui: http://www.cronacaqui.it/news-fa-sesso-con-un-bimbo-per-10-euro–il-pedofilo-se-la-cava-con-due-anni_26848.html)
Avete visto questa notizia su qualche telegiornale? L’avete letta per caso su “La Repubblica”, su “Il Giornale” (cosi attento a sottolineare la feroccia dei romeni), su “Il Tempo”, su “Il Messaggero” ?
Avete visto qualche edizione speciale di “Porta A Porta” con tanto di processo in diretta?
Sappiamo il nome dell’aggressore (adesso non più presunto visto che è stato condannato), ha visto qualcuno la sua foto sullo schermo di “Matrix”?
Dov’è il Borghezio della situazione a chiedere la castrazione? Dov’è il decreto fatto ad-hoc?
No. Perché in Italia le vittime si dividono in due categorie: vittime di serie A e vittime di serie B.
Non sarebbe il caso che lo Stato Romeno si incazzassi leggermente viste queste dimostrazioni cosi palesi di discriminazione?

Qualcuno dirà: si, vabbè, ma è un solo caso. Invece NO.

Romena stuprata dentro al center
Roma, arrestato l’aggressore

ROMA – Una giovane romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano, A. A., che è stato arrestato dagli agenti della mobile. La ragazza, dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l’ha costretta a subire violenza sessuale. Subito dopo la violenza, la donna ha chiesto soccorso in un bar poco distante dal call center e ha chiamato la polizia. Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra Mobile, hanno consentito di identificare l’aggressore che è risultato essere il convivente della responsabile della cooperativa dove lavora la giovane. 
(http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/rumena-stuprata/rumena-stuprata/rumena-stuprata.html)

Tutto qui… La vittima romena non merita altro che un trafiletto su “La Repubblica”. 

Tenta di stuprare donna e uccidere il compagno, arrestato 55enne

NOVARA – Un uomo di 55 anni, ieri è stato arrestato per violenza sessuale, lesioni e tentato omicidio. Da tempo divideva casa con una coppia, formata da un pakistano ed una rumena di 36 anni. L’uomo arrestato ha prima tentato di violentare la donna, poi ha aggredito il compagno, accorso per aiutare la donna. Il 55enne trecatese, è stato arrestato dai Carabinieri accorsi per sedare la lite.
(http://www.notiziarioitaliano.it/?sezione=piemonte&articolo=16751)

Nemmeno questo caso merita l’attenzione dei grandi media italiani.
Ma non finisce qui. Guardate quest’altra:

SAN GIORGIO A LIRI – 35enne arrestato per stalking 

Avete letto? Per “stalking”… Salvo poi, per scoprire nel testo che si trattava di violenza sessuale, altro che “Stalking”.

SAN GIORGIO A LIRI - Nella scorsa notte, a San Giorgio a Liri, i militari della locale Stazione, con l’ausilio di quelli della Stazione di Ausonia, hanno arrestato Bruno Valente, 35enne di Ausonia, poiché ritenuto responsabile dei reati di “violenza sessuale” ed “atti persecutori cd. stalking”. L’attività investigativa ha consentito di accertare che l’arrestato negli ultimi mesi, con condotte reiterate, aveva molestato una donna di origine romena, cagionandole un perdurante e grave stato di paura, tale da indurla ad abbandonare il proprio domicilio per nascondersi nella parte retrostante di un locale pubblico, ove aveva trovato ospitalità. Il Valente, scoperto il rifugio, nella notte tra il 31 agosto e 1° settembre avrebbe aggredito e violentato la donna. L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Cassino.
(http://www.ultimissime.net/Cronaca/SAN-GIORGIO-A-LIRI-35enne-arrestato-per-stalking.html)

Ovviamente, essendo un italiano l’aggressore e la vittima una romena, il condizionale è d’obbligo. Salvo poi per scoprire qui (http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2009/09/04/scappa-di-casa-ma-viene-raggiunta-e-violentata/)

che “la ricostruzione fatta dai carabinieri delle stazioni di san Giorgio a Liri e Ausonia, direttamente coordinate dal capitano Piefrancesco Di Carlo comandante della compagnia di Pontecorvo, sembrano non lasciar dubbi sulla colpevalezzo dell’uomo tant’è che ieri è stato arrestato. L’attività investigativa ha consentito di accertare che l’arrestato negli ultimi mesi, con condotte reiterate, aveva molestato la donna di origine romena, cagionandole un perdurante e grave stato di paura, tale da indurla ad abbandonare il proprio domicilio per nascondersi nella parte retrostante di un locale pubblico, ove aveva trovato ospitalità. Valente, scoperto il rifugio, nella notte tra il 31 agosto e primo settembre, vi si introduceva, bloccava con il proprio corpo la donna e, dopo averla ripetutamente colpita al volto, la costringeva a subire atti sessuali.”

La notizia è del 4 settembre 2009!!! L’avete vista su qualche TG? L’avete letta su qualche quotidiano nazionale? Sapete perché? Perché nessuno ha mai parlato.
Ma vi ricordate il casino che e’ stato fatto quando un romeno ha travolto è ucciso una persona?
Ecco come viene riportata la notizia, quando si tratta del contrario… E parlo di “La Repubblica”, il quotidiano italiano meno razzista di tutti.   

INCIDENTI STRADALI: MUORE INVESTITO SU MARCIAPIEDE A ROMA

Un morto e una donna ricoverata in “codice rosso” in ospedale. E’ il bilancio di due investimenti avvenuti tra la notte e l’alba di oggi nella capitale. Intorno alle 6,30 un romeno di 25 anni, Daniel F., e’ stato travolto e ucciso da un’auto mentre camminava sul marciapiede in via Duilio Cambellotti, nella zona di Tor Bella Monaca. Secondo le prime ipotesi, il conducente dell’auto – un italiano, medicato per alcune contusioni al Policlinico Tro Vergata – avrebbe perso il controllo dell’auto in curva: per lui sono stati chiesti il test alcolometrico e il narco test. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani dell’VIII Gruppo. Qualche ora prima, verso le 4,20, una italiana di 51 anni era stata investita sulle strisce pedonali all’altezza del civico 1095 di via Tiburtina da una macchina “pirata”: nessuna traccia di frenate sul punto indicato e nessun testimone. La donna, che avrebbe raccontato di essere in compagnia del convivente al momento dell’incidente, non corre pericolo di vita.

(http://www.repubblica.it/ultimora/cronaca/INCIDENTI-STRADALI-MUORE-INVESTITO-SU-MARCIAPIEDE-A-ROMA/news-dettaglio/3717723)

Oppure:
VIA VITTADINI, GIOVANE RUMENA TRAVOLTA SU STRISCE E UCCISA

E’ stata investita e uccisa da un autocarro mentre attraversava sulle strisce con il semaforo verde. La vittima è una giovane rumena 26enne. L’episodio, riferisce la polizia locale, è avvenuto intorno alle 14.40. La donna stava percorrendo a piedi l’incrocio all’altezza di via Vittadini e viale Toscana quando il camion, alla guida un uomo 69enne, è passato, sempre con il verde, svoltando a destra. Il camionista non si è accorto della donna e l’ha travolta uccidendola. Sul posto sono intervenuti i vigili per i rilievi. (omnimilano.it)

(15 aprile 2009 ore 19:24)
(http://milano.repubblica.it/dettaglio-news/milano-19:24/23304)

Se non vi siete accorti, dall’articolo risulta che “il colpevole” è la vittima… Perché nel giornalismo alla rovescia capita questo ed altro… Peccato però che lei è morta.

Vi sembra poco? Guardate un po’ qui:

Rumena uccisa, in manette l’ex, un italiano

17.52: Arrestato stamane l’ex convivente della 27enne romena gravemente ferita ieri sera a Ivrea, in provincia di Torino, con un colpo di pistola. L’uomo – un italiano di 57 anni – avrebbe colpito la donna al culmine di una lite, dandosi poi alla fuga.
(http://www.audionews.it/notizia.asp?id=231808)

Questa notizia vale la dignità di una “pillola”. Su quest’altra invece si  e’ parlato un po’ di più…

Rosarno (Rc): avevano una figlia di due mesi, lei voleva lasciarlo
Lui è andato a cercarla e ha sparato, ricercati due complici

Uccisa una giovane romena
arrestato l’ex convivente italiano

ROSARNO (Reggio Calabria) -

Lei voleva lasciarlo, lui è andato a sparare in aria sotto casa dei suoceri, a Rosarno. Agli inquirenti aveva parlato di un proiettile vagante: ma ora è accusato di omicidio volontario e detenzione illegale di armi. Una giovane romena di diciassette anni, Duana Cornelia, è stata raggiunta da un colpo di pistola al petto, in casa. Vana la corsa del convivente, un italiano con precedenti penali, all’ospedale di Polistena.
Giuseppe Ceravolo, 29 anni, si trova ora in stato d’arresto. Altri due uomini sono ricercati. La ragazza era giunta a Rosarno due anni fa con i genitori, che trovarono casa vicino l’assassino. Ceravolo avviò con la minore una relazione sentimentale dalla quale, due mesi fa, è nata una bambina.
Negli ultimi tempi, la ragazza aveva manifestato il desiderio di lasciare l’uomo, considerato un violento, e si era rifugiata a casa dei genitori. Negli ultimi tempi, c’erano state molte liti, Ceravolo aveva più volte minacciato la famiglia romena.
Ieri sera si è presentato davanti a casa di Duana insieme a due amici, e ha cominciato a sparare in aria. Il padre della ragazza ha invitato i tre ad allontanarsi. Ceravolo ed i suoi amici hanno quindi deciso di andare via, ma poco dopo sono tornati ed hanno ripreso a minacciare.
Duana e i genitori sono quindi usciti dall’abitazione: durante un litigio Ceravolo, secondo quanto hanno ricostruito gli agenti del commissariato di Gioia Tauro, ha sparato il colpo di pistola che ha ucciso la ragazza.
(http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rosarno-romena/rosarno-romena/rosarno-romena.html)

Non so se lo sapete, ma i proiettili “vagano” in Italia… Mentre a volte l’ombrello viene preso apposta da casa per uccidere (vedi il caso di Doina Matei)… Ma andiamo ancora avanti:

I due cadaveri in un canale d’irrigazione a Castiglione delle stiviere
nel mantovano. I due (lui 36 anni e lei 28) erano conviventi

Uomo e donna trovati morti
si indaga per omicidio-suicidio

MANTOVA - Un uomo e una donna, conviventi, sono stati trovati morti stamani nelle campagne di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano. I cadaveri si trovavano in una canale per l’irrigazione e i carabinieri propendono per l’omicidio suicidio, anche se ancora non è chiara la dinamica dei fatti.

Le vittime sono Pieralceste Castelli, 36 anni, titolare di una piccola agenzia di investigazione privata, e Lucica Pavel, 28 anni, di nazionalità romena, cameriera in una pizzeria a Solferino (Mantova). Secondo le prime indagini all’origine della tragedia ci sarebbero motivi passionali. Accanto ai cadaveri è stata trovata una grossa pistola semiautomatica con la quale probabilmente l’uomo ha ucciso la donna per poi rivolgere l’arma contro se stesso.

I due abitavano insieme a Castiglione delle Stiviere e secondo i primi riscontri la gelosia si era incuneata tra i due sconvolgendo la mente dell’uomo. L’autopsia sui due corpi sarà svolta domani all’istituto di medicina legale dell’università di Modena. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore di Mantova Marco Martani.
(
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/omicidio-suicidio-mantovano/omicidio-suicidio-mantovano/omicidio-suicidio-mantovano.html)

Quando è successa la stessa identica cosa tra connazionali romeni, ricordiamo per dovere di cronaca si è scatenato il putiferio.

Nel 2007, Gennaro Carotenuto aveva pubblicato questo articolo:Italiano uccide “per errore” bimba polacca. Da Jon Cazacu, a Karolina, l’informazione razzista “(http://www.gennarocarotenuto.it/1098-italiano-uccide-per-errore-bimba-polacca-da-jon-cazacu-a-karolina-linformazione-razzista/)

Sono passati due anni da allora. È cambiato qualcosa? Sì… le cose sono peggiorate. Abbiamo sempre più romeni che fanno notizia e più “pillole” (qualche volta manco quelle) quando la vittima è romena e l’aggressore italiano.

Nonostante proprio nel 2008 è stato pubblicata una ricerca sul femminicidio sulla stampa italiana nel 2007 che  mostrava ancora una volta che l’uccisione di donne avviene soprattutto per mano di familiari e partner, per motivi arcaici o sessisti, e che i media amplificano o minimizzano i casi in base all’etnia e al sex appeal della vittima.

Dalla ricerca emerge anche che le vittime straniere sono il 28%, ma ben una donna uccisa su dieci è di nazionalità romena. Tra gli assassini, il 70% è italiano e il 16% è straniero.

La ricerca si conclude con la seguente affermazione:

“Ogni richiamo allo “straniero che uccide le nostre donne” è puramente fallace, ed ha l’unico scopo di fomentare la massa verso un capro espiatorio rassicurante per la società in quanto non appartenente ad essa, al di fuori di essa”.

(http://www.kila.it/index.php?option=com_content&task=view&id=627&Itemid=2)

 

 

 

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Facebook, roba da denuncia…

septembrie 20, 2009 at 4:38 pm (Uncategorized)

Ho letto oggi sulla bacheca di Facebook di un fascista il seguente commento:

“cominciamo a cacciare o costringere ad andar via dall’ Italia sta gente … nessuno dia più un centesimo e prima o poi la gran parte andrà via … io ho già cominciato da anni … nessun lavavetri, nessun venditore ambulante si avvicina più alla mia macchina nei miei percorsi abituali … nessun cameriere straniero mi può servire al tavolo anche a costo di alzarmi e andare a cercare altri ristoranti … nessun benzinaio può servirmi … rigidità totale dal 2001 … se tutti facessero così forse qualcuno sarebbe costretto ad andare in altri luoghi
poi la soluzione definitiva è una sola:
LANCIAFIAMME, distruggere tutto e per ogni morto della comunità internazionale si ammazzano pubblicamente 10 fra donne e bambini costingerli alla resa con il vero uso delle armi … so che qualcuno criticherà le mie affermazioni ma non è una missione di pace visto che ci sparano addosso e allora che vera guerra sia … ONORE AI CADUTI”

Avete capito? “Ammazzare donne e bambini”…
Ma la cosa più inquietante è che il “proprietario” della bacheca ed altri 10 cretini erano d’accordo con lui: donne che si spacciano per cristiane, per cattoliche praticanti, che difendono a spada tratta la famiglia…
Una vergogna!
Sono questi i “valori” della Destra estrema italiana? L’omicidio, l’infanticidio?
Una sola parola: vergogna!!! Anche a chi non si dissocia, anche a chi è d’accordo, a chi li fomenta!

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Prezumţia de nevinovăţie, drepturile omului şi alte “tâmpenii”

septembrie 19, 2009 at 2:26 pm (Uncategorized)

În comunitatea românească din Italia să vorbeşti despre deţinuţi este o adevărată sinucidere, toţi se uită la tine ca şi cum ai fi un extra-terestru. Deţinuţii “sunt ăia care ne-au făcut de râs, sunt ăia din cauza cărora suferim, din cauza cărora suntem consideraţi cu toţii criminali, etc.”
Bine, deci de ce pe mine mă interesează şi soarta lor?
În campania electorală pentru europene, ne-a vizitat ministrul de externe, Cristian Diaconescu care a ţinut să ne tragă de urechi pe noi cei ce în emisiunea “Le Iene” luasem distanţe faţă de criminali.
După părerea dumnealui, “şi ăştia-s de-ai noştri”.
Bon, să zicem că-ţi dau dreptate deşi, pentru omul de rând, care munceşte de dimineaţă până seară pentru o bucată de pâine şi-şi vede de treaba lui, să fie pus în aceeaşi oală cu unul care comite cine ştie ce blestemăţii nu este chiar cel mai fericit lucru.
După ce am auzit de anumite abuzuri legale şi judiciare împotriva românilor de la nişte avocaţi italieni şi după ce am asistat la tot procesul lui Mailat, am decis c-ar fi cazul să văd exact ce se întâmplă.
În cazul Mailat (subiect sensibil) nu există nici o probă în afară de mărturia Emiliei (aia care a oprit autobuzul). Numai că Emilia a fost internată într-un spital de nebuni timp de câţiva ani, deci nu ştiu în ce măsură o astfel de mărturie poate fi luată în consideraţie.
Poliţiştii care l-au arestat spun că Mailat era plin de sânge pe faţă dar, culmea până la maşină acestea au dispărut din cauza ploii (aşa au zis poliţiştii care l-au arestat). Deci nexam probe biologice. Şi misterele continuă.
Să ne înţelegem clar: nu spun că Mailat e inocent ci că nu sunt probe care să demonstreze fără umbră de dubiu vinovăţia lui.
Dar ok, pe fondul unei campanii mediatice destul de aprinse, Mailat a fost condamnat.
Numai că în ultimul timp pentru români se pare că nu mai este nevoie de probe: sunt condamnaţi honoris causa şi de cele mai multe ori infracţiunea este trecută într-o categorie de gravitate cu mult superioară faţă de cea prevăzută de lege (vezi cazul Doinei Matei).
Să ne înţelegem: nimeni nu spune că indivizii care comit infracţiuni nu trebuiesc pedepsiţi ci că legea trebuie să fie egală pentru toţi. Adică dacă pentru aceeaşi faptă unui italian îi dai x ani de puşcărie, tot atâţia trebuie să-i dai oricărui alt infractor.
Bun. Hai să discutăm despre condiţiile din închisori. De ce este important acest lucru?
Pentru că dacă în codul tău penal nu este prevăzută pedeapsa cu moartea, tu nu ai nici un drept să-l laşi să crape în închisoare neacordându-i minimul de asistenţă medicală. Dacă vrei să condamni pe cineva la moarte, o scrii în codul penal, nu o aplici în mod subtil.
Dacă un condamnat cere reviziurea procesului, tu STAT eşti obligat să-i revizuieşti procesul (altfel nu pui această posibilitate în lege).
Dacă un puscăriaş cere o verificare medicală a stării de sănătate şi a compatibilităţii cu regimul de penitenciar, tu STAT faci verificarea. Dacă nu vrei să faci astfel de verificări, nu scrii aşa ceva în lege.
Atât revizuirea procesului cât şi verificările medicale, având în vedere că sunt prevăzute de legea italiană, trebuiesc făcute indiferent de naţionalitatea deţinutului.
Este o chestie de principiu de drept.
În plus în Italia este prevăzută prezumţia de nevinovăţie. Asta înseamnă că în absenţa unei sentinţe definitive, chiar dacă un individ se află în arest preventiv, acesta rămâne un potenţial nevinovat. Nu ispăşeşte nici un fel de pedeapsă ci este ţinut în închisoare pentru diferite motive care merg de la riscul de a fugi, riscul de a influenţa martorii sau de a degrada probele, riscul de a comite noi delicte, etc. În închisorile italiene doar o treime dintre deţinuţii români (1092) sunt condamnaţi restul, pe baza principiului enunţat mai sus, sunt potenţiali nevinovaţi.
Iată de ce mă interesează: pentru că într-o societate în care se comit abuzuri, nici unul dintre noi nu este în siguranţă. Te poţi afla la momentul nepotrivit, la locul nepotrivit şi poţi fi arestat.
Fiind român eşti imediat trântit cu nume, prenume şi fotografie în toată presa ca fiind vinovat, deşi tu eşti doar un indiciat sau suspectat. După care eşti aproape sigur băgat la zdup pentru că există un pericol, dat de paşaportul tău, de a scăpa. În închisoare va trebui să stai luni bune până la proces (cunoaştem foarte bine cât durează în Italia până ajungi la proces).
Să presupunem că în închisoare te îmbolnăveşti (lucru foarte uşor; e suficientă o epidemie de gripă AN1H1 – de altfel administraţia penitenciarelor a tras un semnal de alarmă în acest sens de curând) şi că nu ţi se acordă asistenţa medicală necesară. Tu-i spui avocatului tău (dacă n-ai bani va fi unul din oficiu) să facă o cerere pentru verificare stării tale de sănătate. În cazul în care chiar primeşti un răspuns (în general se întâmplă foarte rar în cazul străinilor), acesta va veni după o periodă destul de îndelungată. Între timp tu ce faci?
Să presupunem că te-ai salvat pentru că ai un organism rezistent şi ajungi la proces. Dacă tribunalul te condamnă mai mult pe baza impactului mediatic decât pe baza probelor vei sta mult şi bine după gratii (chiar în cazul în care eşti nevinovat) în condiţiile enunţate mai sus.
Evident, singura scăpare e să ceri repatrierea şi să speri ca măcar rudele să te poată vizita, deci faci cerere. Numai că trec luni, ani şi tu la cererea de repatriere nu primeşti nici un răspuns.
Vei ajunge în ţară doar dacă nu te sinucizi între timp (şi sunt numeroase cazurile de sinucidere în puşcăriile italiene care au ca “protagonişti” străinii).
Într-o ţară civilizată, de exemplu, chiar în cazul în care ai fi fost arestat procesul s-ar fi desfăşurat suficient de rapid tocmai pentru a evita o perioadă de detenţie exagerată, având în vedere că se presupune că tu eşti nevinovat până la proba contrară. Procesul s-ar fi bazat pe probe şi nu pe poza ta din prima pagină a cotidianului “Il giornale”. Şi nu ar exista riscul ca tu s-ajungi la proces în sicriu.
Oare cine ar trebui să vegheze ca astfel de abuzuri să nu aibă loc?

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Totul este minunat, n-avem probleme!!!

septembrie 18, 2009 at 12:45 am (Uncategorized)

  
Mi-am luat o zi de pauză ca să-mi revin după bulibăşeala de ieri şi ca să încerc să înţeleg cu mult calm ce s-a întâmplat ieri. Deci ce s-a întâmplat ieri?

Primul ministru al României, Emil Boc s-a întâlnit cu omologul său italian, Silvio Berlusconi (bine, şi cu Papa dar asta e irelevant). După întâlnirea cu premierul italian au urmat nişte declaraţii de presă din care presa n-avea efectiv ce să scoată având in vedere că cei doi au petrecut 10 minute mulţumindu-şi şi felicitându-se reciproc (unul pentru primire şi celălalt pentru vizită). Big deal.

Boc a decis că ar fi cazul să readucă în discuţie preţ de 2 minute subiectul delincvenţei repetând aceleaşi fraze auzite până la epuizare că “delincvenţa n-are paşaport”, că “responsabilitatea e individuală şi nu trebuie generalizat” (a descoperit apa caldă) şi un alt slogan deja extrem de consumat: “toleranţă 0 faţă de criminali”, bla, bla, bla…

Evident nici pomeneală să răspundă întrebărilor jurnaliştilor (căteva zeci care au stat o oră în picioare în aşteptarea “preţioaselor” declaraţii).

După care, fuga la Academie să se întâlnească cu “reprezentanţii comunităţii româneşti şi ai cultelor”  STRICT în absenţa presei.

Motivul acestei întâlniri cu uşile închise s-a putut intui destul de rapid când premierul a început să ne povestească despre întâlnirea domniei sale cu Berlusconi şi despre marile sale realizări din ţară, pe principiul “laudă-mă gură c-am să-ţi dau friptură”.
Ce s-a înţeles c-ar fi discutat el cu Berlusconi? Că Italia va deveni primul partener comercial al României, că aşa a promis Berlusconi (da’ na, omu’ nu ştie că Berlusconi promite acelaşi lucru oricărui prim ministru care pune piciorul în Peninsulă).
Dar bomba e că Berlusconi l-ar fi asigurat că s-a terminat campania mediatică împotriva românilor şi ca insusi Berlusconi ne-a scos din centrul atenţiei (evident, acum se vorbeşte doar despre dame de companie, petreceri etc.).

Românii (unii dintre ei) au început să-i povestească cam ce se întâmplă în zonă.

A început Dl. Die cu povestea consulatului la Padova, o problemă susţinută de nenumărate ori de dumnealui şi asociaţia pe care o conduce. Deşi nu i s-a răspuns la nici o scrisoare mai mult sau mai puţin deschisă, a fost asigurat că scrisorile dumnealui au ajuns la ochii premierului Boc. Evident,  situaţia va fi analizata.

După care, Iulian Manta, l-a întrebat pe Domnul ministru de externe (şi dumnealui prezent) despre scrisoarea pe care am trimis-o un grup de asociaţii în care am cerut suplimentarea personalului Ambasadei pe timp de vară şi iarnă, şi deci alocarea de fonduri (deja tăiate Ambasadei). Evident, pentru programările târzii s-a dat vina pe asociaţiile care cer bani ca să programeze oamenii la Consulat. N-am primit un răspuns nici de această dată la scrisoare… S-a ridicat şi problema spaţiului insuficient şi neadecvat al Consulatului şi am primit (mai bine zis nu am primit) acelaşi răspuns.

A intervenit şi Eugen Terteleac care a ridicat problema certificatelor de naştere pentru copiii români născuţi în Italia. Ca răspuns s-a dat vina pe neglijenţa părinţilor care nu fac procedurile la timp şi pe faptul că România dă prea puţine coduri numerice personale.
Tot Eugen a întrebat şi de îndepărtările (bine el le-a numit expulzări, dar asta e altă poveste) unor români în mod abuziv de pe teritoriul Italiei. Am aflat că n-ar fi aşa (deşi Giancarlo Germani are câteva exemple că e aşa, că se comit abuzuri), ba chiar Ambasada a ţinut să ne explice acest lucru  şi faptul că în Italia colaborarea cu autorităţile italiene este excelentă şi că totul merge strună în zonă.

A intervenit şi Mihai Muntean care a cerut ceva mai multă seriozitate din partea lumii politice româneşti şi fondul de urgenţă pentru repatrierea cadavrelor românilor care zac în frigiderele italiene. Şi aici Ambasada ne-a asigurat că situaţia este sub control şi că dacă autorităţile locale nu au fonduri ca să-i înmormânteze în Italia, atunci sunt transportaţi în România…

Mda, în realitate lucrurile stau cu totul diferit, dar na, tre’ să credem.

Dumitru Ilincă a vorbit despre vot şi necesitatea mai multor secţii de votare la alegerile prezidenţiale. Ne-am prins că nici acestea nu vor fi. Deşi, ştim foarte bine cât de mult (nu) ne interesează acest aspect.

Am luat şi eu cuvântul într-un final şi ţin neaparat să vă povestesc ce-am zis. Aşa ca idee.

Deci, am început explicându-i domnului prim ministru că ce i-a zis Berlusconi este fals şi că putem lua orice ziar să vedem dacă nu găsim măcar o tentativă de hărţuire sexuală pe zi în care este amplificat faptul că presupul autor este roman. Că principalii autori mediatici ale campaniilor împotriva românilor au fost tocmai canalele de televiziune ale cărui proprietar este Silvio Berlusconi. Cum de altfel a procedat  şi cotidianul “Il giornale” tot al familiei Berlusconi care a primit scrisori de protest până şi din partea Ambasadei.

Asta ca să nu discutăm despre  Lega Nord, pincipalul său aleat şi foarte mulţi membri din partidul lui Berlusconi.

Tocmai această campanie mediatică a făcut ca de foarte multe ori românilor să le fie refuzate posibilitatea de a închiria o casă sau locuri de muncă.

Asta ca să nu vorbim despre faptul că după ultima lege aprovată de Guvernul Italiei privind menajerele prin care reglementarea raportului de muncă înseamnă plata unei sume de 500 de euro şi foarte mulţi italieni preferă să le arunce efectiv în stradă.

Aici am fost întreruptă pentru că domnul consul Cornel Dinu a ţinut să-mi explice că respectiva lege priveşte doar menajerele extra-comunitare (păcat însă că legea se referă inclusiv la menajerele comunitare şi italiene – ar fi fost suficientă o privire pe site-ul Guvernului italian, unde sunt si formularele separate pentru plata acestei sume atât pentru cetăţenii comunitari cât şi extracomunitari, dar şi italieni).

Premierul a cerut însă un raport privind numărul de menajere care îşi pierd locul de muncă. Ai înnebunit? Cum să ceri aşa ceva? Au sărit toţi cu gura…

E drept că această lege poate fi evitată de către români, care îşi pot reglementa situaţia de muncă fără ca să plătească această sumă, dar patronii italieni nu ştiu. Patronii italieni au auzit la TV că tre’ să le pună neaparat în regulă şi că trebuie să plătească 500 de euro. Eu le-am spus clar demnitarilor că am cazuri concrete… Dar nebuna sunt eu care am citit legea, nu cine se ghidează după ureche, ca unul dintre sindicaliştii noştri de seamă, Daniel Grigoriu, care a zis că legea prevede doar “extracomunitariile” şi că în lege stă scris că nu trebuie să platească această sumă.

Mda, după cum spuneam, ăştia sunt oamenii la care noi ar trebui să apelăm pentru a ne apăra interesele…

Încheiat tam-tam-ul cu menajerele cu numeroase întreruperi, am ridicat problema puscăriaşilor români care au făcut cereri ca să-şi ispăşească pedeapsa în România că aici nu le dă nici măcar o aspirină sau un algocalmin pentru că inchisorile italiene nu au fonduri şi detinutii ar trebui să şi le cumpere. Adică ar trebui să aibă o rudă binevoitoare în Italia care să le furnizeze acea asprirină. (Deputatul Guido Melis cu care am fost în închisoarea din Rebbibia a pus şi două interpelări în acest sens.)

Mi s-a răspuns că nu-i adevărat, că deţinuţii sunt vizitaţi de consuli. (Ce nu am reuşit să spun e că, ups, situaţia nu e chiar atât de roz, având în vedere că autorităţile de la Rebbibia ne-au spus clar că n-a venit nimeni de la Ambasadă să-i viziteze. Eu îmi dau seama că e puţin personalul, dar nu văd de ce naiba trebuie să ascundem problemele şi să dăm impresia că totul merge strună).

În plus am întrebat şi eu ca omul dacă nu există nici o posibilitate de a controla aceste sentinţe în cazurile românilor, mai ales că s-au semnalat de foarte multe ori abuzuri. Mi s-a spus categoric că nu şi că românul trebuie să se adreseze Curţii Internaţionale dacă vrea dreptate, evident fără nici un fel de asistenţă din partea Statului Român pentru că nu sunt bani. (Vă amintiţi de Tăriceanu după Mailat?  Ei bine, pusese pe roate şi un proiect pentru a acorda asistenţă juridică gratuită românilor din Italia… dar na, s-a schimbat Guvernul).

Ok, am înţeles că problema menajerelor şi a deţinuţilor sunt subiecte tabù ce nu trebuiesc aduse în discuţie. De fapt nici o problemă în afară de omagii nu poate fi discutată.

O studentă a întrebat de perspectivele pentru absolvenţii de facultăţi în cazul în care decid să se întoarcă în ţară. Ni s-a ţinut un lung discurs, din care s-a înţeles că de fapt nu există nici un fel de perspective. Traducere liberă din limbajul politic în româneşte pentru toată lumea: aţi înnebunit la cap? Cum să vă întoarceţi? Şi noi ce naiba facem fără banii pe care ni-i trimiteţi?

Au mai fost şi alţii pe care nu mi-i mai amintesc pentru că la un moment dat am ieşit din sală pentru că stomacul meu începuse să dea semne clare de suferinţă.

Hai să tragem nişte concluzii.

Premierul Boc a fost asigurat:

1)      că totul merge strună şi că suntem cu toţii prost informaţi.

2)      Că Ambasada rezolvă orice problemă (mai ceva ca Bertolaso) dar românii sunt de vină că nu apelează la serviciile acesteia.

3)      Că dacă Ambasada nu poate rezolva o anumită situaţie este pur şi simplu pentru că nu este de competenţa ei.

4)      Că autorităţile italiene se comportă în mod excelent.

5)      Că nu-i adevărat că suntem discriminaţi. Ba chiar Berlusconi personal ne-a scos din atenţia presei (asta e parţial adevărată pentru că între timp s-a discutat doar despre damele de companie ale premierului italian şi presa sa personală era ocupată cu “împuşcarea” colegilor de breaslă care şi-au permis să discute despre asta).

Premierul Boc ne-a asigurat că va pune pe roate România şi că atunci când ne vom întoarce (cât mai târziu posibil este de preferat) vom găsi un adevărat Paradis.

Deci, de ce naiba ne plângem? Totul este perfect. Am plecat de la Accademie convinsă că de fapt totul este impecabil şi că-s nebună eu văzând discriminări în presă, menajere aruncate în stradă, condamnări fără probe, îndepărtări (adică expulzări pentru cetăţenii comunitari) abuzive fără ca cei “îndepărtaţi” să constituie un “pericol grav şi efectiv pentru siguranţa publică” (cum prevede Normativa europeană în vigoare), oameni în stradă în faţa consulatului, cozi la consulat, dificultăţi birocratice, deţinuţi bolnavi de cancer fără nici un fel de îngrijire medicală. Eram chiar fericită să aflu cât e de bine în Italia şi cât de bine funcţionează sau va funcţiona România.

Seara însă am nimerit la o petrecere de italieni care au ţinut să-mi explice că 80% dintre infractorii din Italia sunt români, că ei citesc presa şi văd cel puţin un infractor român pe zi şi că ar trebui să ne întoarcem acasă mai puţin eu care, zic ei, “sunt diferită”.

P.S. N-am luat notiţe, deci cam asta îmi amintesc.  Am omis: pupături de părţi dorsale, auto-promovări şi alte chestii de rutină.

P.P.S. Pentru cine este interesat de legea privind menajerele.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_anticrisi260609/badanti.html
  
Important!!!
 
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_anticrisi260609/articoli/sanatoria_badanti_art1ter.pdf
 
Circulara Guvernului italian.
 
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_anticrisi260609/badanti_doc/CircolareINPS101del2009.pdf
 
Formulare:
 
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_anticrisi260609/badanti_doc/risoluzione11agosto2009.pdf
 
Cum se plateste
 
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_anticrisi260609/badanti_doc/emersione_badanti_istruzioni.pdf
 
Comunicat de presa
 
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_anticrisi260609/badanti_doc/comunicato110809.pdf
 

P.P.P.S. Discursul lui Mihai Muntean (el are o memorie mai buna decat a mea).

Domnule Prim Ministru, stimați invitați, buna seara, 

Sunt cel putin 30 de ani de când ni se spune ca trebuie sa facem sacrificii, ca trecem printr-o perioada dificila, ca trebuie sa intelegem! Se implinesc 20 de ani de când au fost omoriti oameni nevinovati, la revolutie si in timpul mineriadelor, dar nu exista inca niciun vinovat. Romania e o tara plina de coruptie, fara corupti. In 20 de ani de la “marea schimbare” nu s-a construit nici macar o autostrada sau o sosea de centura decenta. Orasele sunt cimentate abuziv, pe zi ce trece! Nu va mai crede nimeni domnilor! Nu exista nicio justificare plauzibila pentru toate aceste situatii. Intre timp 4 milioane de Romani, tineri si mai putin tineri, au ales sa emigreze!
O posibila schimbare in Romania, la aceasta ora ar putea-o aduce o “utopica” reîntoarcere masiva a Romanilor din strainatate!
De ce!? Pentru ca acesti oameni, tinerii plecati la studii, cat si cei plecati la munca, sunt o mare forta si au deja pregatirea necesara, dublata de capacitatea discernământului si disciplina a muncii, datorita experientelor de viata in sisteme socio-economice si politice diferite.
Din pacate nu sunteti inca in pericol, nu va avea loc o intoarcere masiva, nici acum, nici mai tirziu!
 Aveti idee cum sunt întimpinați in tara romanii din strainatate, in momentul in care” îndrăznesc” sa explice cuiva diferențele si sa propună vreo solutie in orice domeniu!?
-”Întoarce-te domnule in … occidentul dumitale, aici suntem in Romania si așa ceva nu va fi posibil niciodata”!
Revenind la situatia Romanilor din Italia, Partidul nostru a cerut in repetate rânduri instituirea unui fond guvernamental pentru repatrierea corpurilor romanilor morți in Italia, ale căror familii nu au posibilitati materiale sa-i readucă in tara.
Ni s-a răspuns de fiecare data evaziv, lăsând sa se inteleaga ca nu exista cadrul legal si nici fonduri.
Si am fi putut sa credem, daca in același timp guvernul Romaniei nu ar fi cheltuit 4 milioane de euro pe o campanie publicitara bazata  pe câteva spoturi TV si o “casa Romaneasca” itineranta. O campanie inutila, mult supraevaluata si fara vreun efect, caci la câteva zile după încheierea ei, comunitatea româneasca era din nou pusa la zid in prima pagina a ziarelor si deschiderea telejurnalelor timp de aproape 2 luni de zile, in urma unui caz de “cronica neagra”. Patru milioane de euro aruncați … !
Va solicitam si dvs., domnule prim ministru, instituirea acestui fond, sub o gestiune atenta,  pentru a se evita abuzurile, sacalajul, caci știm cu totii ca se invirt printre noi personaje fara scrupule, care umbla prin spitale la vanatoare de “cadavre”, incercind sa convinga familiile victimelor sa le incredinteze cazul, cu promisiunea ca vor reusi sa obtina despagubiri in bani de la asigurari. Si chiar reusesc, doar ca familia victimei primește 10% din suma sau chiar mai putin, restul fiind impartit intre sacali si avocatii cu care acestia lucreaza.
Va solicitam de asemenea interventia la nivel diplomatic si printr-un articulat lobby politic, in vederea liberalizarii pietei muncii pentru toate profesiile, nu doar ca pana acum pentru îngrijitoare, muncitori si infirmieri. Crearea cadrului legal pentru exercitarea profesiei e o prerogativa a statului! Participarea la concursuri publice si ocuparea unor posturi in urma acestora, depinzind exclusiv de capacitatile concurentului si de necesitatile pietei muncii.
Doresc sa readuc in discutie problema spatiilor consulatelor si mă refer aici la cel de la Roma, unde vara, oamenii așteaptă ore in sir in bătaia soarelui, de multe ori cu copii mici in brate, expusi caldurii sufocante, sau iarna in frig. In aceste conditii, asteptind pe trotuar in fata consulatului, creează nu de puține ori probleme vecinilor, care la rândul lor depun reclamații.
Problema nu e noua si nu cred ca nu s-a putut face inca de la inceput o evaluare corecta a  capacitatii de primire a consulatului, tinind cont de vârful de sarcina si volumul cererilor, in asa fel incit sa se fi închiriat un spațiu adecvat, cu sala de așteptare si servicii pe măsura care sa absoarbă zilnic solicitanții, oferindu-le condiții decente.
Închei cu un apel adresat guvernului si politicienilor Romani pe care ii rugam sa oprească golănia politica la care asistam de ani de zile. Si pentru ca “Verba volant scripta manent”, v-am pregătit si câteva mesaje vizuale, pe care va rog sa-mi permiteți sa vi le prezint!

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http://www.identitatearomaneasca.it/smf/index.php?topic=1270.msg3156;topicseen#msg3156
 
 

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Lezioni di giornalismo firmate Marco Travaglio

septembrie 13, 2009 at 12:52 pm (Uncategorized)

 
In attesa dell’uscita del Fatto Quotidiano, il giornale che sarà in edicola dal 23 settembre diretto da Antonio Padellaro, il noto giornalista Marco Travaglio, una della anime del nuovo quotidiano, ha deciso di dare alcune linee guida ai suoi collaboratori.
 
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Aldilà poi del tono ironico, i consigli sono seri ed auspicabili anche negli altri giornali e/o televisioni. Vi cito alcuni “sconsigli” come li definisce lo stesso Marco Travaglio:

<< La cosa che più detesto sono i titoli contenenti espressioni sciatte del tipo “è polemica”, “è bufera”, “è scontro”, “è guerra”, “è giallo”. Quest’ultima, soprattutto se applicata a qualche delitto irrisolto, la trovo di un raro umorismo macabro, ovviamente involontario. “Trovato cadavere in un fossato, è giallo” fa immediatamente pensare a un caso di itterizia. Un’altra parola che abolirei volentieri dal vocabolario della stampa è “emergenza”, che si porta su tutto, quattro stagioni: emergenza immigrazione, emergenza criminalità, emergenza incendi, emergenza stupri, emergenza maltempo, emergenza caldo, emergenza freddo e così via. Spesso viene usata a prescindere, per dire tutto e il suo contrario. Per esempio, a ogni escalation di delitti si dice invariabilmente “emergenza sicurezza” o “emergenza criminalità”, come se fossero sinonimi: ma la sicurezza non è un’emergenza, semmai lo è l’insicurezza.>>

Giustissimo anche perché ad un certo punto l’Italia sembrava il Paese delle emergenze. Avevamo contato in un mese una decina di emergenze.
Il nuovo giornale si propone come un’alternativa alla banalizzazione del linguaggio sempre più diffusa nella stampa italiana, eliminando i cliché ormai radicati nella mente degli “impiegati dell’informazione” e come modo innovativo di fare notizie, più che altro un ritorno al giornalismo quello vero, contrapposto alle notizie di agenzia commentate che troviamo oggi nei quotidiani italiani, più delle volte senza citare la fonte.
I propositi del nuovo giornale sono molto lodevoli e speriamo che la redazione riesca a tener fede a questi presupposti.
Ma mi permetto anche un suggerimento: l’utilizzo della parola “presunto” e del condizionale in assenza di una sentenza definitiva. Questo cliché politically corect viene accuratamente evitato da tutti gli altri “colleghi” soprattutto quando il presunto è un immigrato.
Ecco alcune espressioni che mi piacerebbe leggere in una notizia di cronaca: “secondo fonti investigative il presunto aggressore avrebbe… (legato, stuprato, ammazzato etc.)”. Nonché “gli investigatori proseguono le loro indagini” anziché dare per certo ciò che inizialmente può essere solo un sospetto od una pista. Come anche “forti sospetti” al posto di “trovato l’assassino”.
Anche per evitare di fare delle figuracce come nel caso di Caffarella oppure Erba (quando Azouz Marzouk fu nominato “assassino” e sbattuto in prima pagina, mentre lui si trovava a qualche migliaia di chilometri di distanza quando furono commessi gli omicidi).
Eliminerei anche altre espressioni avventate del tipo: “le belve”, “il branco” soprattutto se esse vengono utilizzate solo quando si tratta di una sola categoria di presunti aggressori, mentre per l’altra si usa “bravi ragazzi”. (“Il giornale”, per intenderci, è un esempio da NON seguire).
Un altro consiglio è quello di accertare con precisione la nazionalità se deve essere a tutti i costi citata (anche se sarebbe più corretto non farlo visto che è ininfluente, soprattutto quando si tratta solo di un sospettato).
Non vogliamo trovare anche sul Fatto degli errori colossali come quella del TGCOM del 8 gennaio del 2008 che ha indicato come romeno il pirata della strada che ad Ascoli uccise 4 giovani (visto che c’è una sentenza “ha ucciso” si può dire). Peccato che Marco Ahmetovic, nato a Caserta, è di origini bosniache, come alla fine si sono decisi anche loro a sottolineare.
<<TGCOM
Ahmetovic è cittadino italiano
La sua etnia è rom

Con la presente, ci scusiamo con la comunità romena in Italia per aver definito “romeno” Marko Ahmetovic, il giovane condannato per aver travolto e ucciso quattro ragazzi mentre guidava ubriaco un furgoncino ad Appignano del Tronto. Ahmetovic è a tutti gli effetti un cittadino italiano (essendo nato a Caserta il 25 aprile 1985) di etnia rom.>>

Per dare un’idea di ciò che speriamo che almeno il “Fatto” eviterà, ecco una risposta “professionale” ad un lettera di protesta di un cittadino romeno:

<<Ci scusi Sig. Marius,
ma se TUTTA L’ITALIA (stampa, telegiornali, internet) ha definito “romeno” tale Ahmetovic (altri addirittura “zingaro romeno”) ora perchè Lei se la viene a prendere proprio con noi? Noi non rettifichiamo assolutamente niente e ci denunci dove Le pare. Ci scusi ancora, ma questo suo sfogo è ridicolo. Se la prenda con tutte le agenzie che gli hanno dato quella nazionalità. Solo una precisazione: almeno per quanto ci riguarda, noi ce l’abbiamo non con Ahmetovic in quanto romeno (poteva essere anche italiano, cinese o marziano…) ma con Ahmetovic “uomo”, se così possiamo definirlo, che ha ucciso, ubriaco al volante, quattro ragazzi che avevano una vita davanti.
Distinti saluti
Redazione di Pupia Tv>>

Questo per dire che ci aspettiamo che il “Fatto” sia una voce fuori dal coro e dai pregiudizi, come risulta chiaro dagli intenti dei suoi fondatori.
Per concludere un augurio di cuore alle nuova redazione e speriamo che diventi un esempio di professionalità per tutta la stampa italiana. I presupposti, direi, ci sono tutti.

 

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