Lezioni di giornalismo firmate Marco Travaglio

septembrie 13, 2009 at 12:52 pm (Uncategorized)

 
In attesa dell’uscita del Fatto Quotidiano, il giornale che sarà in edicola dal 23 settembre diretto da Antonio Padellaro, il noto giornalista Marco Travaglio, una della anime del nuovo quotidiano, ha deciso di dare alcune linee guida ai suoi collaboratori.
 
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Aldilà poi del tono ironico, i consigli sono seri ed auspicabili anche negli altri giornali e/o televisioni. Vi cito alcuni “sconsigli” come li definisce lo stesso Marco Travaglio:

<< La cosa che più detesto sono i titoli contenenti espressioni sciatte del tipo “è polemica”, “è bufera”, “è scontro”, “è guerra”, “è giallo”. Quest’ultima, soprattutto se applicata a qualche delitto irrisolto, la trovo di un raro umorismo macabro, ovviamente involontario. “Trovato cadavere in un fossato, è giallo” fa immediatamente pensare a un caso di itterizia. Un’altra parola che abolirei volentieri dal vocabolario della stampa è “emergenza”, che si porta su tutto, quattro stagioni: emergenza immigrazione, emergenza criminalità, emergenza incendi, emergenza stupri, emergenza maltempo, emergenza caldo, emergenza freddo e così via. Spesso viene usata a prescindere, per dire tutto e il suo contrario. Per esempio, a ogni escalation di delitti si dice invariabilmente “emergenza sicurezza” o “emergenza criminalità”, come se fossero sinonimi: ma la sicurezza non è un’emergenza, semmai lo è l’insicurezza.>>

Giustissimo anche perché ad un certo punto l’Italia sembrava il Paese delle emergenze. Avevamo contato in un mese una decina di emergenze.
Il nuovo giornale si propone come un’alternativa alla banalizzazione del linguaggio sempre più diffusa nella stampa italiana, eliminando i cliché ormai radicati nella mente degli “impiegati dell’informazione” e come modo innovativo di fare notizie, più che altro un ritorno al giornalismo quello vero, contrapposto alle notizie di agenzia commentate che troviamo oggi nei quotidiani italiani, più delle volte senza citare la fonte.
I propositi del nuovo giornale sono molto lodevoli e speriamo che la redazione riesca a tener fede a questi presupposti.
Ma mi permetto anche un suggerimento: l’utilizzo della parola “presunto” e del condizionale in assenza di una sentenza definitiva. Questo cliché politically corect viene accuratamente evitato da tutti gli altri “colleghi” soprattutto quando il presunto è un immigrato.
Ecco alcune espressioni che mi piacerebbe leggere in una notizia di cronaca: “secondo fonti investigative il presunto aggressore avrebbe… (legato, stuprato, ammazzato etc.)”. Nonché “gli investigatori proseguono le loro indagini” anziché dare per certo ciò che inizialmente può essere solo un sospetto od una pista. Come anche “forti sospetti” al posto di “trovato l’assassino”.
Anche per evitare di fare delle figuracce come nel caso di Caffarella oppure Erba (quando Azouz Marzouk fu nominato “assassino” e sbattuto in prima pagina, mentre lui si trovava a qualche migliaia di chilometri di distanza quando furono commessi gli omicidi).
Eliminerei anche altre espressioni avventate del tipo: “le belve”, “il branco” soprattutto se esse vengono utilizzate solo quando si tratta di una sola categoria di presunti aggressori, mentre per l’altra si usa “bravi ragazzi”. (“Il giornale”, per intenderci, è un esempio da NON seguire).
Un altro consiglio è quello di accertare con precisione la nazionalità se deve essere a tutti i costi citata (anche se sarebbe più corretto non farlo visto che è ininfluente, soprattutto quando si tratta solo di un sospettato).
Non vogliamo trovare anche sul Fatto degli errori colossali come quella del TGCOM del 8 gennaio del 2008 che ha indicato come romeno il pirata della strada che ad Ascoli uccise 4 giovani (visto che c’è una sentenza “ha ucciso” si può dire). Peccato che Marco Ahmetovic, nato a Caserta, è di origini bosniache, come alla fine si sono decisi anche loro a sottolineare.
<<TGCOM
Ahmetovic è cittadino italiano
La sua etnia è rom

Con la presente, ci scusiamo con la comunità romena in Italia per aver definito “romeno” Marko Ahmetovic, il giovane condannato per aver travolto e ucciso quattro ragazzi mentre guidava ubriaco un furgoncino ad Appignano del Tronto. Ahmetovic è a tutti gli effetti un cittadino italiano (essendo nato a Caserta il 25 aprile 1985) di etnia rom.>>

Per dare un’idea di ciò che speriamo che almeno il “Fatto” eviterà, ecco una risposta “professionale” ad un lettera di protesta di un cittadino romeno:

<<Ci scusi Sig. Marius,
ma se TUTTA L’ITALIA (stampa, telegiornali, internet) ha definito “romeno” tale Ahmetovic (altri addirittura “zingaro romeno”) ora perchè Lei se la viene a prendere proprio con noi? Noi non rettifichiamo assolutamente niente e ci denunci dove Le pare. Ci scusi ancora, ma questo suo sfogo è ridicolo. Se la prenda con tutte le agenzie che gli hanno dato quella nazionalità. Solo una precisazione: almeno per quanto ci riguarda, noi ce l’abbiamo non con Ahmetovic in quanto romeno (poteva essere anche italiano, cinese o marziano…) ma con Ahmetovic “uomo”, se così possiamo definirlo, che ha ucciso, ubriaco al volante, quattro ragazzi che avevano una vita davanti.
Distinti saluti
Redazione di Pupia Tv>>

Questo per dire che ci aspettiamo che il “Fatto” sia una voce fuori dal coro e dai pregiudizi, come risulta chiaro dagli intenti dei suoi fondatori.
Per concludere un augurio di cuore alle nuova redazione e speriamo che diventi un esempio di professionalità per tutta la stampa italiana. I presupposti, direi, ci sono tutti.