Denunciatemi! Ho aiutato un clandestino…
“Abbiamo fatto il pacchetto sicurezza! Ci siamo liberati dai clandestini!” recitava uno slogan della Lega Nord.
Sì, adesso sono semplicemente invisibili, alla mercé delle prime ”testa di cazzo” che passano. Mi dispiace, ma stasera non mi sento di essere educata e, per quanto la lingua italiana sia ricca come vocabolario, non c’è un termine abbastanza eloquente per descriverli.
Ho assistito pochi momenti fa ad una scena raccapricciante. Ad una fermata d’autobus di San Paolo (Roma) due teste rasate (ecco, perché la definizione di prima… beh, diciamola chiaramente: erano in due, pelati… appunto due “cappelle”), con tanto di abbigliamento tipico, hanno iniziato a malmenare un immigrato cingalese che stava tranquillamente ad aspettare l’autobus, e senza alcun motivo apparente. Il ragazzo è cascato per terra e questi delinquenti hanno iniziato a prenderlo a calci e pugni. Davanti a noi sono passate tre macchine nella stessa direzione. Nessuna si è fermata. Ci siamo fermati noi. Mio marito è sceso ed è andato verso di loro per fermarli, mentre io ho iniziato a urlare che stavo chiamando la polizia. Questa nostra reazione ha colto le due bestie di sorpresa e sono scappati, ma ridendoci in faccia. Si vede che si sentivano orgogliosi della loro “ardua impresa”. Abbiamo aiutato il povero malcapitato ad alzarsi. Aveva ferite sulla bocca, sulle mani e sulle gambe per le botte. Ci ha pregato nonostante ciò di non chiamare la polizia perché – ci ha detto – non era regolare.
Non riusciva a stare in piedi. Si è appoggiato ad un albero piegato in due. Gli facevano male, molto male le costole. Ci siamo offerti di portarlo ad un pronto soccorso. E denunciatemi pure, ma io un essere umano non lo lascio morire su un marciapiede. Ma lui si è rifiutato nonostante le nostre assicurazioni di portarlo ad un pronto soccorso dove NON denunciano i clandestini. Mi ricordavo che ce ne è uno, a Roma, perché avevo visto il cartellino multilingue all’entrata quando mio marito s’era rotto un dito.
Ma non c’è stato verso. Abbiamo iniziato un po’ a parlare con lui. E’ laureato e parla quattro lingue. Sta in Italia da sei anni e fa due lavori. Durante la giornata pulisce il sedere ad un vecchietto italiano come badante, ma la famiglia del vecchietto, nonostante i sei anni di fedele servizio non si è degnata nemmeno di pagare i 500 Euro per metterlo in regola. La sera, da poco tempo, svolge un ruolo da poco presso un distributore di benzina. Ed infatti era da lì che tornava, stanco ed in attesa solo di un pasto caldo, preparato dalla moglie che lo aspettava a casa, e di un letto.
E denunciateci, ecco ci costituiamo, ma noi l’abbiamo messo nella nostra macchina e accompagnato a casa, infischiandocene altamente del pacchetto sicurezza che lo prevede come autore di chissà quale reato.
Ma per questo ragazzo questa serata non è stata come le altre. Domani chi sa se potrà tornare al lavoro. Gli abbiamo lasciato i nostri numeri. Se dovesse avere bisogno di aiuto.
Questa non è piú la cronaca delle periferie romane, di quelle zone fatiscenti che ti fanno paura persino ad avvicinarti. No, stiamo parlando del quartiere della Basilica San Paolo (anzi proprio alle spalle della Basilica), dell’Università Roma Tre, dei bei negozi. Alla faccia dei “Dio, Patria, Famiglia”, di quei fomentatori di masse, dei testa di cazzo per l’appunto. E sì, amici miei, era un mussulmano. Un essere umano come me, come mio marito, ma, grazie al Cielo, non come voi (i fascisti, ovviamente). Non ha alzato una mano questo ragazzo per difendersi. Lui, si, che l’altra guancia ha saputo porgerla.
Non ci siamo posti il problema che i due deficienti potevano essere armati. Abbiamo pensato in seguito a questa possibilità. Ma quello che io e mio marito, italiano, ci siamo chiesti e ci chiediamo è: vogliamo crescere i nostri figli in un mondo governato da Bossi? Vogliamo crescere i nostri figli in un mondo in cui gli altri esseri umani come noi vengono picchiati solo perché leggermente diversi? Vogliamo educarli in un mondo in cui una vittima non può manco andare al pronto soccorso oppure denunciare i suoi aguzzini? Vogliamo continuare ad amare una società che professa i sacri valori cristiani quando si tratta di legiferare sulla nostra stanza da letto, ma è capace di lasciar morire un uomo in mezzo alla strada, oppure peggio di calpestarlo con indifferenza quando è gia morto per terra?
Perché è questo che professa le destra italiana che a me fa sempre piú rivoltare lo stomaco. Ma voi come dormite, poi, la notte?
Ed una domanda ai due imbecilli di stasera, categoria purtroppo sempre in aumento: ma vi sentite importanti dopo questa “bravata”?
Avevo visto qualche tempo fa un video fatto dai comunisti (che non amo ugualmente per dei ricordi che ne ho del mio Paese, ma almeno in Italia riconoscerò sempre la loro superiorità dal punto di vista culturale). Diceva a proposito di voi: “sembran’ tori ma son’ buoi”.
Romeni, Melis (PD): Razzismo in crescita: un pericolo
“Nel giro di pochi giorni alcuni episodi rimasti fuori dalle cronache giornalistiche segnalano la discriminazione, serpeggiante ma crescente, che sembra colpire la comunità romena in tutti i settori ed in tutte le attività, anche le più diverse tra loro”, denuncia il deputato PD, Guido Melis, presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”.
“A Roma, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, – prosegue Melis – un <<curioso equivoco>> ha impedito qualche giorno fa ad una cittadina romena da dieci anni residente in Italia di accedere al prestito dei libri.
Nel negarle questo diritto l’addetto le ha addirittura chiesto di esibire il contratto di lavoro (!). Solo dopo le proteste qualificate provenienti da diverse parti la Biblioteca è tornata sui suoi passi, ammettendo di avere fatto un errore.”

Più grave, la circolare della Fastweb di Bologna a tutti i rivenditori autorizzati dell’Emilia Romagna. Nel documento datato 19 settembre 2009, l’azienda blocca tutte le vendite di abbonamenti FastWeb Mobile ai cittadini romeni. Richiesta di spiegare questa discriminazione di un’interra nazionalità, la responsabile ha parlato di frequenti frodi e di un’organizzazione romena in esse implicata. Ma si può colpire nel mucchio tutta una comunità di persone oneste, solo per qualche caso isolato di delinquenza? Come se, per la presenza della camorra, si criminalizzassero tutti i napoletani.
Sono due episodi forse piccoli, ma rivelatori di un clima sempre più preoccupante. Nei bagni del Tribunale Penale di Roma, l’edificio dove si dovrebbe amministrare la giustizia, qualcuno ha scritto anonimamente la frase “Brucia il romeno!”.
Si sa, la madre dei cretini è sempre incinta, ma quello che lascia sorpresi è che nessuna autorità, pure avvertita, cancelli quella orribile scritta.
Se poi non bastasse, la sera del 25 settembre, a Montecompatri, nel Lazio, è stato dato alle fiamme un pullman di una compagna romena. L’autista, che dormiva sul mezzo, ha rischiato di morire, subendo ustioni su gran parte del corpo. “
“Ecco alcuni risultati” – conclude indignato il deputato PD – “della lunga campagna mediatica (e soprattutto politica) portata avanti metodicamente contro la comunità romena in Italia. E parliamo solo di pochi giorni. Invito tutte le forze politiche e tutti gli operatori dell’informazione ad avere un atteggiamento più responsabile.”
Dal sito ufficiale dell’On. Guido Melis: http://guidomelis.wordpress.com/
IL CODICE DELL’IMMIGRATO SECONDO… LA LEGA NORD E CHI LA PENSA COME LORO
1) L’immigrato ha il diritto di sgobbare come uno schiavo pure 15 ore al giorno con una paga misera, meglio ancora se gratis.
2) È vietato lavorare nei ristoranti, pub, bar ed ogni tipo di attività aperta al pubblico.
3) Una volta finito il lavoro, l’immigrato deve rigorosamente sparire. È assolutamente vietato entrare nei locali pubblici oppure usufruire dei mezzi pubblici, se non ci sono gli appositi spazi per loro.
4) L’immigrato ed i suoi figli hanno il dovere di lasciarsi pestare, insultare, violentare, umiliare ed ammazzare. È rigorosamente vietato loro di lamentarsi oppure di denunciare tali azioni legittime soprattutto se gli autori sono di puro sangue padano.
5) È vietato mandare i propri figli a scuola oppure all’asilo perché potrebbero infastidire i loro colleghi italiani.
6) È assolutamente proibito agli immigrati di recarsi nelle strutture sanitarie pubbliche.
7) L’immigrato ha il dovere, se gli capita di guadagnare qualche soldo, di dare fino all’ultimo centesimo allo Stato italiano. In cambio avrà il privilegio di aspettare qualche anno per il permesso di soggiorno e di riceverlo già scaduto. Inoltre avrà il beneficio di non poter usufruire dei servizi di Money Transfer per inviare dei soldi (se gli è rimasto qualcosa) ai parenti rimasti in Patria. Ha anche il privilegio di passare per delinquente e di essere rispedito a calci nel suo Paese di origine.
8) È assolutamente vietato prendere in affitto degli appartamenti nei palazzi abitati da italiani. Se ciò è comunque sfortunatamente successo gli immigrati sono obbligati a non cucinare piatti tradizionali maleodoranti, ma solo cibo italiano.
9) È espressamente vietato che l’immigrato si sogni di fare un lavoro che qualche italiano potrebbe volere per sé. Se è più preparato deve evitare di esibire eventuali lauree e qualifiche.
10) È vietato aprire attività commerciali se non si ha la cittadinanza italiana. Se tali attività sono state già aperte l’immigrato ha il dovere di lasciarsele bruciare per non fare concorrenza alle attività degli italiani.
11) L’immigrato ha il dovere di conoscere la Costituzione italiana, la lingua italiana, il dialetto padano e la storia della Padania, con particolare attenzione alle imprese della Lega e di Bossi; ma gli è espressamente vietato notare le violazioni della Costituzione italiana da parte degli stessi rappresentanti leghisti. Anche se la Costituzione prevede la libertà di professare la propria religione, tale principio è valido solo per gli italiani. Idem per gli altri diritti fondamentali.
12) L’immigrato deve professare alla lettera la religione cattolica e porgere l’altra guancia tutte le volte che riceve un torto. Inoltre è assolutamente proibito sottolineare l’incoerenza dei leghisti adoratori del dio Po con i principi del Vangelo.
13) L’immigrato ha il dovere di conoscere alla perfezione la lingua italiana e di non lamentarsi se l’esaminatore padano la conosce meno di lui. Si adegui, perdinci! E si ricordi che è solo un ospite.
14) L’immigrato non ha il diritto di avere opinioni.
15) L’immigrato ha il diritto di essere sbattuto in prima pagina di ogni quotidiano come criminale, anche quando non c’entra nulla. Inoltre se è stato anche per un solo giorno sulla prima pagina di qualche quotidiano come criminale, ha il privilegio di essere condannato senza prove. Se l’esame del DNA lo scagiona è sicuramente per errore.
16) Se l’immigrato è stato condannato ha il dovere di non pretendere alcun tipo di cura medica, anche quando si ammala. Stia buono, in celle 3 metri per 2, insieme ad altri cinque immigrati e aspetti pazientemente.
17) Se un immigrato viene ammazzato da un italiano è sicuramente per errore oppure perché se l’è cercata. È espressamente proibito ai parenti di affermare il contrario o di pretendere giustizia.
18) L’immigrato ha il diritto di farsi togliere i figli dagli assistenti sociali per affidarli a qualche famiglia italiana.
19) Le ronde hanno sempre ragione (soprattutto se le incontri di notte e tu sei solo e senza difesa).
20) Se una ronda commette un abuso si applica l’art.19.
21) Se un immigrato viene investito da una macchina guidata da un italiano sul marciapiede è sempre e comunque colpa dell’immigrato. Chi l’ha autorizzato a passeggiare o a sostare ingombrando un luogo pubblico?
22) È espressamente vietato allì’immigrato commentare le condanne dei ministri della Lega Nord e in generale degli esponenti del governo Berlusconi (di Berlusconi in persona poi, non se ne parli). E’ altresì vietato pronunciare la parola escort. Pena: l’immediata espulsione.
23) È vietato all’immigrato/a sposare una cittadina/o italiano.
24) È vietato prostituirsi, ma l’immigrata/o può prestare favori sessuali completi in maniera gratuita a chiunque ne abbia voglia, purché italiano (meglio se padano). Se tali prestazioni sono ottenute con la forza non sono considerati violenza sessuale, ma un privilegio da parte del violentatore.
Disposizioni finale:
1) L’UNAR è un organismo costituito solo per accontentare UE, ma sarà sciolto appena la Padania sarà libera e indipendente.
2) Amnesty International è formata da un branco di perbenisti del cavolo.
3) I Diritti dell’Uomo valgono solo per gli italiani.
P.S. La confusione che potrebbe emergere da questo testo tra l’Italia e la Padania non mi appartiene. È quello che si è appreso dalle dichiarazioni dei rappresentanti Lega Nord.


