Concert de colinde cu Stefan Hrusca la Roma / Concerto di canzoni natalizie con Stefan Hrusca a Roma

Noiembrie 30, 2010 at 8:46 pm (Uncategorized)

Legătură permanentă 8 comentarii

Am reuşit să blochez o lege

Noiembrie 23, 2010 at 10:08 pm (Uncategorized)

Ştiu că sună al naibii de penibil şi în general nu-mi plac auto-limbile (vezi o anumită doamnă gazetară care reuşeşte să se auto-elogieze şi pe hotnews), dar de data asta n-am să mă abţin.

Deci, da, în urma cercetărilor mele legate de propunerea de lege a deputatului diasporei William Brânză – adică eu n-am luat de bun comunicatul lu Brânză, spre deosebire de aplaudaci si alţi pretinşi jurnalişti,  ci am citit cu atenţie actul depus la Senat  – am descoperit că de fapt vroiau să ne ia 1% din banii pe care îi trimitem . Imediat după  PIR-ul  (Partidul Românilor din Italia – Identitatea Românească) a demarat o serie de proteste şi a strâns câteva mii de semnături. Rezultatul?

Senatul A RESPINS DEFINITIV măreaţa propunere a domnului Brânză. Asta pentru că se făcuse suficientă vâlvă încât parlamentarii noştri  să fie obligaţi să citească ceea ce votează. Inclusiv comisiile.

Deci, da băieţi, trebuie să ne fiţi recunoscători (mie, dar mai aled PIR-ului –nu suntem acelaşi lucru) dacă nu vi se ia 1% din banii pe care îi trimiteţi părinţilor şi rudelor din România pentru a finanţa “politrucii diasporeni”.

P.S. Nu sunt elegantă şi nici nu cred că trebuie să fiu. Cred că rezultatele contează mai mult decât forma.

P.P.S. Ştiu că Gazeta mă va ignora aşa cum a făcut şi cu iniţiativa de la Roma (cu toate că Miruna Căjvăneanu m-a şi fotografiat dar a “uitat” să pună poza şi numele meu: mama ei de invidie) de acum câteva zile şi că în numărul următor vom citi auto-limbile Mirunei, dar… mă doare fix în părţile anatomice pe care nu le am.

Pentru detalii, câteva link-uri:

http://webapp.senat.ro/senat.proiect.asp?cod=15249&pos=0

https://alinaharja.wordpress.com/2010/06/09/preocuparile-%E2%80%9Calesilor%E2%80%9D/

https://alinaharja.wordpress.com/2010/06/18/william-brinza-fata-in-fata-cu-realitatea/

https://alinaharja.wordpress.com/2010/10/01/sa-radem-cu-alesii/

Legătură permanentă 8 comentarii

Grazie ai colleghi di Parvapolis!

Noiembrie 4, 2010 at 5:40 pm (Uncategorized)

Un successo dopo l’altro per Diana A. Harja

Era partita da ParvapoliS. Ora è su Rai Uno e all’Unità. Appunti di una conquista

Ora gliene è andate a dire quattro anche a Chiamparino. Non si arresta la furia di Diana Alina Harja che, partendo da ParvapoliS, è riuscita a salire anche nei piani alti della considerazione, della cultura, delle istituzioni e della politica. Dalla presentazione alla Camera con Gianfranco Fini a Mattina in Famiglia su Rai Uno, dalle pagine dell’Unità alla presentazione a Torino con il sindaco Chiamparino e Dora Marucco. Il libro in questione è «Romeni. La minoranza decisiva per l’Italia di domani», scritto a quattro mani con Guido Melis e pubblicato qualche mese fa dalla prestigiosa Rubbettino. Un atto di accusa, ancora prima di un saggio, contro (parte) della società, razzista anche senza saperlo, e soprattutto contro la stampa e i suoi meccanismi perversi, impegnata sempre a tirare merda per poi notare, con stupore, che ti sei sporcato. Un successo tira l’altro per Diana Alina Harja e l’appetito vien mangiando.

Fonte: http://www.parvapolis.it/page.php?id=51341

Legătură permanentă 1 comentariu

La presentazione a Recanati

Noiembrie 4, 2010 at 1:12 pm (Uncategorized)

non è vero che i romeni sono i più delinquenti di tutti

presentato a recanati il libro Romeni, la minoranza decisiva per l’Italia di domani

Recanati
E’ determinata la comunità romena nelle Marche a sfatare il mito di una popolazione arrogante e violenta che ha preso corpo dagli spiacevoli fatti di cronaca di queste ultime settimane. Va nella direzione di ristabilire un minimo di verità l’iniziativa di presentazione del libro di Alina Harja e Guido Melis dal titolo “Romeni, la minoranza decisiva per l’Italia di domani” che i loro autori hanno presentato al Salone del Mutilato nei Giardini pubblici, presente anche l’assessore alle culture, Andrea Marinelli. La scrittrice Harja ha detto che tutta la comunità è intenta ad abbattere il mito di romeni che sono considerati i più delinquenti di tutti.” Ebbene, ha affermato, i dati del Ministero di Giustizia parlano chiaro. Nelle carceri italiane ci sono 3000 romeni di cui 1200 condannati. Il dato rapportato ad una comunità di un milione e passa da’ una percentuale bassa di persone che hanno a che fare con la giustizia italiana. Eppure quando c’è coinvolto in un episodio di violenza un romeno si grida subito all’emergenza, accusandoci di mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini. La comunità romena non è diversa da quella italiana abbiamo una radice latina comune. Se l’Italia fallisce il processo di integrazione con i romeni come fa ad integrare culture ancora più lontane?” Ecco il motivo del titolo del libro che parla proprio di una minoranza decisiva per i processi di integrazione con le altre etnie, partendo proprio dalla comunità romena. “I difetti che noi abbiamo, conclude Harja, è quello di essere poco uniti a differenza degli italiani che all’estero si presentano come una comunità affiatata ed unita.”

http://www.radioerre.net/index.php?id=33206

Legătură permanentă 1 comentariu

News

Octombrie 28, 2010 at 6:00 pm (Uncategorized)

E’ tempo di un aggiornamento sulle ultime novità.

Dunque, nelle ultime settimane ho fatto le seguenti cose:

1. L’11 di ottobre sono stata invitata alla trasmissione “Agenda Italia” su Youdem per parlare di immigrazione.

Qui potete vedere il video :
http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=2b58f288-67ae-4e43-9ac1-0c51c5d21d76

2. Il 23 ottobre invece sono stata invitata alla trasmissione “Mattina in Famiglia” su rai1. Gli argomenti più o meno gli stessi.

Anche qui c’è il video, ma vi consiglio di andare avanti dopo il minuto 40:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d6085003-8b8c-4dd0-80ac-752f33b6df42.html#p=0

 

Il 23 ottobre, in pomeriggio sono stata a Recanati per la presentazione del libro, alle ore 16.00 presso il Salone sito nei Giardini Pubblici, Recanati centro. Hanno partecipato:  il sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo e l’Assessore  alla cultura, Andrea Marinelli.

E’ stato un dibattito molto interessante, come veramente bello è stato incontrare i romeni (in realtà le donne romene) di quella città, veramente bellissime persone.

Arriviamo ad oggi.

 

Il sabato prossimo il libro lo presentiamo a Torino, anche questa una tappa importante. Sotto l’invito. Ovviamente siete invitati tutti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed anche una recensione uscita da poco:

“Romeni – La minoranza decisiva per l’Italia di domani” (Rubbettino) – recensione

Un’accurata, quanto reale, analisi della presenza dei romeni nel nostro paese.
lunedì 18 ottobre 2010, di Emanuele G. – 51 letture

Finalmente esce un libro – edito dalla Rubbettino – che fa giustizia sulla realtà dei romeni in Italia. Gli autori sono l’On.le Guido Melis e la giornalista Alina Harja.

E’ un saggio che mi è piaciuto fin dalle prime battute. Utilizza un linguaggio diretto e privo di fronzoli. Non si perde, cioè, in lunghe e noiose disquisizione di carattere sociologico. Che spesso non spiegano nulla. E’ un saggio il cui punto di partenza è un’intensissima attività di lettura della realtà e raccolta dati concreti e verificabili.

Già il sottotitolo la dice lunga sul tono del libro: “La minoranza decisiva per l’Italia di domani”. Decisiva perché grazie ai romeni l’Italia non ha conosciuto un drammatico crollo demografico. Decisiva perché i romeni danno una fortissima mano di aiuto in settori che noi non vogliamo più curare. Decisiva perché ci sono ben 27.000 imprese rumene operanti in Italia con indubbi benefici sul nostro Pil. E l’elenco degli effetti positivi potrebbe essere lunga. Molto lunga.

Ci sono degli aspetti negativi che giocano un ruolo di ostacolo a una perfetta integrazione dei romeni nel nostro paese. Il primo problema è costituto dall’incapacità dei romeni a farsi rappresentare degnamente in Italia. Ci sono innumerevoli associazioni rette da persone alquanto discutibili. Cosa dire, poi, della stampa italiana che esagera quasi sempre i toni allorquando deve pubblicare notizie riguardanti i romeni? Ma anche, e soprattutto, la politica dovrebbe fare un mea culpa. Negli ultimi anni ha pensato solo di esacerbare gli animi. Un modo di fare trasversale. Ricordare i toni apocalittici di Veltroni a seguito dell’omicidio della signora Reggiani per mano di Mailat?

“Romeni – La minoranza decisiva per l’Italia di domani” è un libro prezioso. Molto interessante. Ben scritto. Capace di spingerci al confronto. Unica soluzione concreta per risolvere sul serio i problemi. Dovrebbe essere adottato dalle scuole. E’ un ottimo testo di educazione civica.

http://www.girodivite.it/Romeni-La-minoranza-decisiva-per-l.html

Legătură permanentă Lasă un comentariu

L’Italia che mi fa paura…

Octombrie 19, 2010 at 4:46 pm (Uncategorized)

Ci sono due Italie, completamente opposte: c’è l’Italia che amo e c’è l’Italia che mi fa paura.

 

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei padri di famiglia che infieriscono contro la vittima come abbiamo visto ieri, quando hanno arrestato Alessio Burtone. E’ un Italia che a me fa più paura di Burtone stesso perché sono quelli che “allevano” i loro figli nell’odio e nell’intolleranza, che preparano i nuovi “assassini” di domani.

Nell’Italia che mi fa paura ci sono i poliziotti, pagati dalle tasse di TUTTI, che istigano indisturbati la gente all’odio razziale e alla violenza, sulla propria bacheca di Facebook, senza che nessun collega o cittadino si mostri indignato. Figuriamoci cosa succede quando costoro incontrano un immigrato.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei cori razzisti negli stadi, l’Italia di Tor Bella Monaca dove rischi di essere accoltellato se si accorgono che sei romeno.

L’Italia che mi fa paura e l’Italia che ti ammazza di botte solo perché senza volerlo hai investito un cane, l’Italia nella quale la vita di un essere umano vale meno di quella di un pollo.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei teppistelli bamboccioni pronti a linciare chiunque viene sbattuto all’apertura del telegiornale come “criminale straniero”, anche se come è già successo con Racz e Loyos, si dimostra innocente; che picchiano la gente per strada solo per il colore della pelle.

L’Italia che mi fa paura è quella dei vicini che ammazzano un’intera famiglia solo perché il bambino piange e gli da fastidio, dei figli che ammazzano la madre per farsi consegnare la pensione, degli zii e delle cugine che ammazzano i loro parenti, delle madri “depresse” (così dicono i TG) che ammazzano i propri figli.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia della mafia e dei cadaveri sciolti nell’acido o buttati nei pozzi. Dei proiettili che “vagano” (così hanno detto in TV quando hanno ammazzato quel rom).

L’Italia che mi fa paura è l’Italia delle associazioni pagate dall’UNAR per lavorare per l’integrazione, e che invece (siccome nessuno le controlla) promuovono slogan razzisti.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dell’indifferenza che passa accanto ai cadaveri, oppure consuma i pasti accanto ai corpicini di due ragazze annegate sulla spiaggia.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei politici irresponsabili che istigano la gente alla violenza e che ridicolizzano i simboli dell’interra nazione (con il tricolore qualcuno dice di pulirsi il sedere, figuriamoci con la Costituzione che fa).

L’Italia che mi fa paura è l’Italia che ti invita ad andartene quando chiedi il rispetto della Costituzione ITALIANA.

 

Per raddrizzare questa Italia i proclami contro gli stranieri e i militari a scopo dimostrativo non bastano. Per umanizzarla c’è bisogno di educazione, di insegnamento delle regole, di insegnamento di ciò che si chiama “CIVILTA’”, del ritorno nel senso pieno dei valori.

 

Poi ce l’altra Italia, quella del buon senso, quella che amo, quella silenziosa, quella che non fa notizia: l’Italia dell’accoglienza, del garantismo per tutti, del dialogo; che non si incontra mai con l’altra. L’Italia del buon senso non riesce a contagiare l’Italia che fa paura… anzi, succede il contrario… E anche questo a me fa paura…

Legătură permanentă 2 comentarii

Non ci sto!!!

Octombrie 16, 2010 at 1:38 am (Uncategorized)

Questa volta, NO!!!

Ho visto gli imbarazzanti tg1 che dicono testuali parole, anche perché gli ho tradotti io oggi per la mia tv: “l’aggressore non era pregiudicato”, „non aveva dei precedenti”, „è un bravo ragazzo” (quasi un angioletto)….

Ma come  cazzo ti permetti? Sì, uso le volgarità… Anche perché in questo caso non c’è un termine migliore per rendere l’idea.

Riavvolgiamo il nastro: dunque, una donna romena di 32 anni, infermiera, mamma di un bambino di 3 anni,  litiga con un ragazzo (non sapiamo con certezza i motivi), viene colpita con un pugno dal ragazzo che scopriamo di essere un pugile ,  denunciato in precedenza per lo stesso reato. La donna cade per terra, sul cemento con gravi lesioni al tronco cerebrale e muore.

L’aggressore fugge dal luogo dell’aggressione (come Doina Matei e ve la nomino giusto perché il caso ha delle somiglianze) e viene fermato da un rappresentante delle forze dell’ordine IN BORGHESE che vede l’accaduto e decide di fare il suo dovere, anche se è fuori servizio (onore a lui).

Doina Matei viene arrestata PRIMA della morte di Vanessa Russo, sputtanata in PRIMA PAGINA DI TUTTI I QUOTIDIANI, si fanno edizioni speciali di Porta A Porta e di Matrix, i politici fanno a gara a rilasciare dichiarazioni (una più scellerata dell’altra), si parla della propensione a delinquere dei romeni, si propongono misure di emergenza (iniziate di fatto con Mailat) e così via…

Vi ricordo anche il caso: la lite tra la romena Doina Matei e Vanessa Russo inizia in un vagone della metropolitana,  per una fermata brusca del mezzo… La cronaca di quei giorni ve la propongo con le parole amare di Mauro Cascio, il mio mentore (ma credo che questo non sia più un mistero):

La colpa è dei giornali che le notizie te le danno alla rovescia. O ti raccontano solo la fine. Immagina una storia diversa, di una borgatara che stava litigando con una prostituta rumena. Immaginati che le stesse dando con disprezzo borgataro sia della prostituta sia della rumena. Immaginati la rabbia che ti monta dentro, la schiuma d’orgoglio che non controlli, immaginati le umiliazioni, il sogno di una vita normale, immaginati la dignità che senti derisa e calpestata. Mi hanno fatto tenerezza gli occhi di Doina, perché a me riesce sempre di volere bene anche a Caino.
Perché è facile amare Abele. Non dà scandalo. Mi hanno invece disturbato quegli occhi perduti, nelle foto nella macchina della polizia. O forse era dei carabinieri. La cazzata ormai era fatta, non si torna indietro. Ha tentato una fuga disperata, ha fatto tutto l’istinto. Sul cavalcavia della Salaria, sotto Fidene, in questi giorni ne vedi a decine. Mi accorgo di stare dalla loro parte, dalla parte delle prostitute rumene. Perché l’altra parte di Fidene mi fa più paura di un ombrello piantato in un occhio per rabbia e per follia. C’è la Fidene dell’intolleranza e delle scritte sui muri, c’è il disprezzo proletario spacciato per dolore, c’è l’odio torbido venduto per composta accettazione di quegli stracci di umanità venduti al piacere animale per 30 euro. C’è la Fidene di Forza Nuova che a me fa più paura di un ombrello. Ed è questo che la stampa non racconta. Ed è per questo che ha ragione chi sta (anche) con Caino.
Tutti citano il canone giornalistico (ricordato pure da Sergio Lepri in un celebre manuale che per qualcuno è come la Bibbia) che qualificava la „notiziabilità” del dato di informazione: „Un uomo che morde un cane è una notizia, il cane che morde un uomo invece no”.
Ci troviamo allora sulla scorta del dogma che fa passare il nudo dato di informazione sotto il vaglio interessato del
sensazionalismo, ad avere dagli organi di informazione una rappresentazione della realtà dei fenomeni collettivi estremamente deformata o parziale. Una rappresentazione che spesso enfatizza l’osceno ed amplifica il problematico. Questo „strepitus calami” però, proprio perché costitutivamente fondato sull’interesse alla tiratura
(che è un interesse venale), non è sinceramente rivoluzionario, ma è demagogico, artificioso, e trova il suo limite nell’ossequio parossistico ai canoni del politically correct.
Una prostituta rumena che uccide con un ombrello una ingenua borgatara è una notizia. Una rumena, che per disperazione fa anche la prostituta, che in un momento di follia, per difendersi da una pioggia di insulti, reagisce in maniera scomposta violenta il politically correct.
Non fa vendere giornali, perché ha tra le righe una lettura sociale più problematica e cervellotica. Non è sensazionalistica. Ed ha un retrogusto strano, perché lì per lì sembra che vuoi giustificare un omicidio.
E guai a parlare di omicidio preterintenzionale.
Sfidi il senso comune in modo troppo temerario. I giornali ragionano alla rovescia e partono dalla sensazione e dallo spettacolo. Anche in assenza di logiche e ragioni. Si scrive di una Doina fredda, cinica, una macchina da guerra
che uccide sulla metro senza ragioni, come in un videogame. Tutto il resto è vezzo, è provocazione. Non fa notizia.

http://www.parvapolis.it/page.php?id=32776

Ho voluto proporvi questo testo, proprio per farvi capire l’ammarezza anche degli italiani per bene, delle persone che hanno visto – oltre ai titoli sensazionalistici ed alle dichiarazioni dei politici privi di idee che per farsi un po’ di pubblicità venderebbero anche la mamma – il dramma degli esseri umani, la giustizia per come tutti la intendiamo.

Ma, oggi, la cosa è alla rovescia e, come Mauro, ci sono anche dei romeni che difendono l’italiano che ha colpito a morte la romena Maricica Hahaianu.

Solo che la cosa è un po’ diversa.  All’epoca c’era un’interra comunità che era messa al muro e Mauro difendeva TUTTE le prostitute romene e non solo (a lui piace di più “rumene”, ma senza cattiveria). Mauro difendeva intrinsecamente tutte le romene insultate, che in un modo od in un altro sono trattate da prostitute, pur non essendolo, tutte quelle Bianca e “la rumena” senza nome e senza cognome che ho avuto modo di presentarvi su questo blog e su ParvapoliS. Lui difendeva anche me che qualcuno ha associato ad un certo punto a non so qualche interesse di un altro tipo che quello professionale e amicale. Ed aveva ragione lui: alla fine Doina fu condannata proprio per omicidio preterintenzionale a 16 anni (quasi il massimo che è di 18).

Adesso a me toccherebbe, per par condicio, difendere il ragazzo che ha colpito Maricica. Solo che adesso, lo stesso giornalismo alla rovescia di cui parla Mauro ha presentato Alessio come un “bravo ragazzo”. Salvo per poi scoprire che  era già stato denunciato per lo stesso reato: cioè un pugno a qualcun altro. Anzi, su Facebook persino sfotteva la legge: „mica se querella per un destro”,  „spendi di più in avvocati di quello che ti do io”, diceva.

Per giunta, lui faceva pugilato (quindi ben abituato a dare pugni, compreso alle conseguenze dei suoi pugni) da un po’ di anni ad una palestra del Tuscolano.

Ma Alessio si trova tuttora agli arresti domiciliari…. A differenza di Doina che la galera l’ha assaggiata sin dal primo momento, senza che nessun organo di stampa interrogasse qualcuno di sua conoscenza che avesse detto “era una brava ragazza”… almeno in quel momento…

Allora difendiamo Alessio: non voglio l’ergastolo, io… Perché le pene vanno bilanciate in base alla gravità delle azioni. Perché uno Stato di diritto non decide a furor di popolo e di giornali. Almeno non dovrebbe. Ed è per questo che gli omicidi sono stati classificati in base all’intenzionalità. Voglio solo “LA LEGGE UGUALE PER TUTTI”… Mettetelo in galera sin da subito: le stesse procedure applicate nel caso di Doina Matei e 16 anni di galera, ed aggiungete anche i precedenti e l’esperienza da pugile come aggravante (che Doina NON aveva)… Ecco: 18 anni!!!

Fateci vedere a noi romeni che in Italia la legge è DAVVERO UGUALE PER TUTTI…

Legătură permanentă 2 comentarii

Glume avocăţeşti

Octombrie 9, 2010 at 3:42 pm (Uncategorized)



Am primit o simpatică scrisorică de la avocaţii domnului Teşeleanu prin care,  în afară de a fi înştiinţată cu privire la cv-ul domnului consul şi al uneia dintre firmele al cărei proprietar este (nu că m-ar interesa dar bănuiesc c-ar trebui să cad pe spate… Suprize, surprize: n-am căzut pe spate ci pe burtă – în sensul că m-am amuzat copios), sunt rugată să şterg de pe acest blog frazele ce “aduc jigniri grave” domnului Teşeleanu şi firmei “Concept S.R.L.”.

Ba mai mult, cică vrea şi scuze.

Presupunând că eu chiar aş dori să fiu atât de mărinimoasă, n-am înţeles exact ce ar trebui să şterg de pe blogul meu având în  vedere că singura dată când numele consulului Teşeleanu apare pe blogul meu este în această postare, pe care NU o voi şterge : https://alinaharja.wordpress.com/2010/07/01/giornata-dell%E2%80%99amicizia-italo-romena-alla-camera-dei-deputati-due-economie-a-confronto/

“La seconda sessione – spiega Guido Melis – avrà per oggetto la presenza dell’economia romena in Italia”. Aperta da Alessio Bonciani, vicepresidente dell’Associazione parlamentare Amici della Romania, vedrà gli interventi del ministro consigliere economico e commerciale dell’Ambasciata romena Ioan Corneliu Dinu, del console onorario romeno ad Ancona George Teseleanu, del direttore del’Osservatorio ITRO Stefano Rolando, di Giorgio Mihoc, presidente dei Piccoli imprenditori romeni in Italia, di Paolo Ranieri della Fondazione ISMU, di Marius Burghelea della Romar s.a.s. Conclusioni di Adolfo Urso, viceministro dello sviluppo economico.

Numele firmei “Concept S.R.L.” nu apare nici măcar o dată pe blogul meu (până astăzi)  sau pe profilul meu de Facebook.

Deci, stimabile, nu pot decât să-ţi răspund în stilul Marchizului del Grillo: “Io andrei di buon grado a meditare a Castel Sant’Angelo, ma vorrei sapere su che cosa esattamente dovrei meditare”…

Scrisorica, printre altele, nu-mi este adresată numai mie ci şi lui Marius Lupu şi lui Mihai Duţu. Ei sunt “vinovaţi” că au publicat acest screenshot al site-ului firmei respective (era public, deci nu au încălcat legea):

 

 

 

 

 

 

şi modificările succesive:

 

 

 

 

 

După cum puteţi vedea, înainte de modificări, pe site-ul firmei respective era scris CLAR: “monitoraggio e spionaggio industriale”.

Scrisorica spune că n-ar fi adevărat, că firma se ocupă de “monitoraggio e tutela dei marchi e brevetti”. Mă bucur să aflu acest lucru, numai că , dacă trebuie să daţi în judecată pe cineva, atunci daţi în judecată incompetentul care a scris “spionaggio industriale” pe site-ul firmei.

După care, dacă oamenii ar trebui să presupună că prin “spionaggio industriale” doriţi de fapt să spuneţi “prevenzione dello spionaggio industriale” atunci prin acelaşi algoritm ar trebui să înţeleagă că de fapt “ricerca e acquisto terreni” înseamnă “prevenzione della ricerca e dell’acquisto dei terreni”. Mie-mi sună cam aiurea explicaţia dar, mă rog, am eu probleme “di comprendonio”. Sau aveţi voi probleme de exprimare?

În concluzie: nu m-am speriat şi nu voi şterge absolut nimic de pe acest blog. Şi, dacă doriţi, ne vedem în tribunal.

Distinse salutări.

Legătură permanentă 1 comentariu

Un po’ di letteratura

Octombrie 8, 2010 at 4:42 pm (Uncategorized)

Oggi vi voglio proporre un citato di Shakespeare.

Vergogna! Spiana quel tuo brutto e terribile cipiglio e non avventare occhiate di scherno dagli occhi, a ferire il tuo signore, il tuo re e governatore: questo sciupa la tua beltà come una gelata morde i prati, e distrugge il tuo buon nome come un ventaccio che strappa i bel germogli, e non è affatto cosa decente e graziosa. Una donna incollerita è come una fonte intorbidita, fangosa, sconcia, viscida, priva d’ogni bellezza, la quale, così essendo, niuno è, per quanto arso e assetato sia, che si degni di attingervi o di toccarne pur una goccia. Tuo marito è il tuo signore, la tua vita, il tuo custode, il tuo capo, il tuo sovrano: è uno che si prende cura di te e che per mantenerti sottopone il suo corpo a penoso lavoro, sia in mare che in terra, a vegliar la notte fra le tempeste e il giorno in mezzo al gelo, mentre tu riposi in casa al caldo, tranquilla e sicura, e non esige da te altro tributo se non amore, dolci sguardi, schietta obbedienza: troppo piccolo compenso per un debito così grande.

L’obbedienza che un suddito deve al suo re, la donna deve a suo marito; e quand’ella è caparbia, stizzosa, imbronciata, aspra e non obbediente agli onesti voleri di lui, che cos’è essa se non una ribelle infame e litigiosa, una sciagurata traditrice del suo signore che l’adora? Mi vergogno che le donne siano così sciocche da offrir guerra mentre dovrebbero chieder la pace in ginocchio, che vogliano legiferare, dominare, soverchiare, quando son nate a servire, ad amare e a ubbidire. E perché sarebbero i nostri corpi molli e fragili e lisci, inadatti a faticate e penare pel mondo se non perché il nostro tenero stato e i nostri cuori debbono armonizzare col nostro aspetto esteriore? Via, via, poveri vermi insolenti e incapaci! L’anima mia è stata superba un tempo come la vostra, il mio cuore così altero, e forse ancor più la mia ragione, per ribattere parola con parola, cipiglio con cipiglio; ma ora lo comprendo che le nostre lance non sono che pagliucole, la nostra forza è altrettanto fragile, la nostra debolezza estrema, e meno di tutto siamo quello che pretendiamo d’esser di più. Abbassate la vostra prosopopea, poiché vano è il vostro sforzo, e ponete le mani sotto i piedi di vostro marito. E in segno di questa sottomissione, se a lui piace, la mia mano è già pronta al suo cenno.

Il testo fa parte della commedia “La bisbetica domata”. Un testo che possiamo considerare come minimo “scandaloso” per i nostri tempi (la commedia è stata scritta intorno al 1594, quindi parecchi secoli fa) per le sue “regole”: ubbidienza, schiavitù nei confronti del marito e del padre, senso di inferiorità.

Certo, c’è da dire che stiamo parlando di un’epoca totalmente diversa da questa in cui viviamo, un’epoca in cui la sottomissione era considerata sexy ma mi chiedo e vi chiedo: saranno davvero cambiate  anche le preferenze degli uomini?

Shakespeare, essendo un uomo, ci da la sua versione della donna “ideale” in questa commedia. Ma oggi davvero gli uomini si aspettano qualcosa di diverso dalle donne? E non parlo di quello che declamano a voce alta. Parlo di quello che realmente sognano.

Legătură permanentă Lasă un comentariu

Să râdem cu aleşii

Octombrie 1, 2010 at 10:46 pm (Uncategorized)

În timp ce domnul senator Badea ameninţă să dea în judecată PIR-ul (aici link-ul: http://www.adevarul.it/stiri/actualitate/foto-pir-continua-seria-protestelor-impotriva-taxelor-consulare), comisiile din Senat şi-au exprimat părerea faţă de propunerea domnului deputat Brînză de a micşora taxele abia mărite.

În fapt comisiile vizate îi explică domnului Brînză ceea ce eu îi spuneam de la bun început (numai că acum este act oficial), respectiv: “trebuia să te trezeşti atunci când proiectul de lege (astăzi lege) a ajuns la Cameră”.

22/09/2010Comisia pentru drepturile omului, culte şi minorităţi transmite avizul cu nr. 441-NEGATIV

22/09/2010Comisia pentru politică externă depune raportul cu nr. 713-NEGATIV

29/09/2010Comisia pentru buget, finanţe, activitate bancară şi piaţă de capital transmite avizul cu nr. 1106-NEGATIV

Aici procedura legislativa: http://webapp.senat.ro/sergiusenat.proiect.asp?cod=15295&pos=0&NR=L630&AN=2010

Comisia pentru minorităţi:

Aici textul: http://webapp.senat.ro/pdf/10L630CA.pdf

Comisia pentru politică externă:

Aici textul: http://webapp.senat.ro/pdf/10L630CR.pdf

Evident asta înseamnă că prin lege taxele consulare NU se vor micşora. Pun pariu că susţinătorii deputatului Brînză nu au fost informaţi de idolul lor despre raportul comisiilor (ultimul de pe 29 septembrie). Altfel nu-mi explic afirmaţiile secretarului general al PD-L Italia, Ion Săvoiu:

Nimeni nu e încântat de taxele consulare, iar deputatul Brânză a iniţiat deja un proiect de lege pentru diminuarea acestora.

Brânză nu a fost la vot, dar a lăsat o notă la partid că nu este de acord” mai afirmă articolul din “Adevărul”.  Ne foarte bucurăm pentru “nota la partid”, numai că deputatul Brînză, dacă nu era de acord cu această măsură (rămâne de văzut dacă ştia de ea), putea frumuşel cu vreo câteva zile înainte să depună un amendament la Cameră. Nu pentru că aşa spun eu, ci pentru că în fapt aşa se procedează. “Nota la partid” se mai numeşte şi “abureală de popă de ţară” sau, mai elegant spus, are valoarea unei cepe degerate.

În cazul în care nu aţi observat, Comisia pentru politică externă a Senatului a respins proiectul de lege în UNANIMITATE. Ghici cine este vice-preşedintele acestei comisii?!? Nimeni altul decât sentorul Badea. Da, tocmai cel care ameninţă să-i dea în judecată pe cei de la PIR pentru că l-au făcut “trădător”.

Revenind însă la deputatul Brînză şi la propunerea sa de a ne reţine 1% din banii pe care îi trimitem, comisiile parlamentare au decis că încalcă tot ce se poate încălca în materie de legislaţie, inclusiv Constituţia României.  Noi nu l-am crezut de la bun început când afirma că ia aceşti 1% din comisioanele firmelor de transfer . Se pare că nici biroul legislativ al Senatului şi nici vreo 3 comisii nu-l cred (din ciclul: “el se jură că nu fură, dar….”). Aici procedura legislativa: http://webapp.senat.ro/sergiusenat.proiect.asp?cod=15295&pos=0&NR=L602&AN=2010

Aici textul: http://webapp.senat.ro/pdf/10L602CR.pdf

P.S. Anticipăm declaraţia senatorului Badea: “nu eram la Comisie pe 15 septembrie”. Dar îl sfătuim să evite o astfel de scuză. Nu de alta, dar jurnaliştii ăia răi verifică şi ar putea descoperi că şi în cazul propunerii cu reţinerea a 1% din banii pe care îi trimitem avizul negativ a fost dat tot pe 15.

P.P.S. Rugăm guriştii portocalii de la Millenium să nu uite să semnaleze orice greşeală de tipar. De data asta o vom corecta.

Later Edit:

Pentru Gina Dumitriu care comenta, ca să se alfe în treabă la un articol precedent, următoarele:

Actiunea de protest impotriva maririi taxelor consulare nu este semnata exclusiv de PIR.
Practic n-am castigat nimic (doar experienta), reducerea cu 30% a fost doar in comunicate de presa

PIR-ul este singurul care a organizat asfel de proteste (voi aţi făcut doar un comunicat de susţinere). Printr-o măsură administrativă MAE a decis, în urma acestor proteste, reducerea acestor taxe stabilite prin lege cu 30%. Este oficială deoarece a fost publicată în Monitorul Oficial. Dacă nu este respectată acest lucru poate fi semnalat Ministerului Afacerilor Externe.  Aici comunicatul MAE: http://www.mae.ro/node/4249

Revizuirea cuantumului unor taxe consulare

Tip:

Informaţie consulară

Data:

01.09.2010

MAE a iniţiat un Ordin comun al ministrului Afacerilor Externe şi al ministrului Finanţelor Publice privind revizuirea cuantumului unor taxe din anexa la Legea nr. 198/2008 privind serviciile consulare pentru care se percep taxe şi nivelul taxelor consulare la misiunile diplomatice şi oficiile consulare ale României în străinătate.

Ordinul a fost publicat în Monitorul Oficial nr. 616, Partea I, din data de 31.08.2010, cu aplicare de la data publicării, operându-se astfel reducerea cu 30% a cuantumului taxelor consulare pentru înscrierea în registrele de stare civilă româneşti a certificatelor de naştere şi căsătorie eliberate de autorităţile străine.

Adoptarea prezentului Ordin constituie o măsură excepţională, care vine mai ales în sprijinul familiilor cu copii care au domiciliul sau reşedinţa în străinătate.

Revizuirea cuantumului taxelor aferente serviciilor de înscriere a actelor de stare civilă s-a impus după ce s-a constatat apariţia unei discrepanţe între taxarea serviciilor consulare de înscriere a actelor de stare civilă şi taxarea celorlalte servicii consulare în raport cu taxarea efectuării aceloraşi servicii în ţară, de către autorităţile competente.

Legătură permanentă 65 comentarii

Next page »