Ha ragione Travaglio: Berlusconi è indifendibile…

Iunie 25, 2009 at 2:22 pm (Uncategorized)

 

Sto seguendo con accurata attenzione le faccende del presidente del consiglio, un po’ per la mia TV che, come tutta la grande stampa straniera ha gli occhi puntati su questi scandali (a differenza della grande maggioranza della stampa italiana – vedi anche il declassamento della stampa italiana da “Free Press” a “Partly Free Press” nel Rapporto sulla Libertà di Stampa realizzato da Freedom House) ed un po’ perché personalmente indignata e preoccupata della piega che sta prendendo la società italiana per quello che riguarda il rispetto e la considerazione per le donne.
Dei segnali forti c’erano già, come avevo già scritto sia sul post “La rumena” che nell’editoriale “Bianca e l’ordinario  razzismo del quotidiano”.
Ma sembravano (o per meglio dire, mi sembravano) incentrati solo sulle immigranti, trattate oppure considerate semplicemente merce, prostitute buone da usare senza il minimo rispetto per loro e per il loro mondo interiore, per la loro anima, per il loro cuore.
Tante volte mi è stato replicato: “sono cose che succedono anche alle italiane”, quasi fosse una giustificazione, la manifestazione “normale” di un fenomeno diffuso, in realtà sempre più preoccupante.
Ed avevano ragione loro: qui non c’entra il razzismo, c’entra il maschilismo becero, l’azzeramento continuo di ogni conquista fatta dalle femministe, la disumanizzazione constante, l’imporsi di un immaginario collettivo sempre più incentrato sull’immagine della donna in posizione orizzontale (oppure a 90 gradi, in base alle preferenze personali), come diceva anche la Santanchè nella campagna elettorale scorsa (cosa che per altro aveva risvegliato in me una certa ammirazione verso di lei, aldilà beninteso della sua ideologia politica, che non condivido per nulla, salvo per poi cambiare idea e farlo passare per vittima).

La novità è che questo comportamento viene accreditato, ufficializzato dallo stesso premier e dunque “normalizzato”. Basta pensare a quella frase meravigliosa che lui pronuncia in Abruzzo: “posso palpare un po’ la signora?”.

Per poi continuare con “l’utilizzatore finale” – “la definizione leggiadra” (questa è di Travaglio) elaborata dal suo gentile avvocato.
Ma sappiamo che non sono queste le uniche gaffe od affermazioni offensive nei confronti delle donne. Basta pensare a quando ha invitato una precaria a risolvere il suo problema di lavoro sposando un miliardario.

 Si vede che nell’ottica di Berlusconi per la donna il matrimonio non deve essere il completamento di un atto d’amore, ma un volgare accomodamento economico – sempre una forma di prostituzione, insomma, anche se ad “utilizzatore unico”.
Dunque non offrire opportunità di crescita professionale per le donne, di affermazione attraverso le loro capacità intellettuali, ma invitarle a sposarsi con dei miliardari, tipo suo figlio (oppure semplicemente “darla” a qualche miliardario, preferibilmente allo stesso Berlusconi). Di fatto, nel Medioevo le cose funzionavano cosi: le alternative per le donne erano sposare un nobile oppure diventare una cortigiana, per avere uno stile di vita decente.

Ma dicevamo: ha ragione Travaglio. Che a questo punto mi sembra quello che fa l’analisi più accurata di queste vicende, visto che alla fine persino i giornalisti della Rai hanno tirato fuori le palle e si sono opposti ad un servilismo sempre più strisciante dei loro dirigenti.
Le spiegazioni le dà tutte Travaglio ed io a questo punto dico: “tanto di cappello” , come avevo detto anche quando parlava dei romeni arrestati.

Supponiamo però che io sia talmente autolesionista da voler difendere sempre e comunque l’amatissimo premier, un po’ per fare nota discordante con tutti gli altri miei colleghi di New York Times, di  Times, di El Pais, di Le Figaro, di El Mundo, di Financial Times, di BBC, di NBC, insomma con tutto il mondo, e per distinguermi (certo che se fossi stata una giornalista italiana, invece difendere il premier non mi porterebbe nessuna gloria – lo fanno tutti o quasi. Ci sono alcune eccezioni, ma davvero poche).
Allora: Berlusconi dice un giorno sì e l’altro pure che è tutta una montatura della sinistra, un complotto per discreditarlo, che la moglie (o, per meglio dire “l’ex moglie”) è stata manipolata dalla sinistra, che Patrizia è stata pagata per dire quelle cose (si sa, è una escort, quindi potrebbe anche essere), che la stampa italiana si riempie di trash per vendere di più (ma quale stampa italiana, se ne ha parlato solo “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera” a scandalo già avviato, „l’Unità” e pochi altri?), etc.
Il bello è che però New York Times  lo fa nero… Ma si sa, gli americani sono perbenisti del cavolo che hanno praticamente crocefisso Bill Clinton per la storia con la Monica, e poi invece le peggio cose le fanno sempre loro. Basta pensare ai film porno più spaventosi che si sono inventati. Dunque i giornali americani non sono credibili, anche se i rapporti internazionali parlano di “free press” in USA.
Poi c’è “El Pais” che pubblica le foto di Villa Certosa, per altro vietate in Italia, e viene querelato da Berlusconi. La redazione del quotidiano spagnolo se la lega al dito e fa uscire il giorno dopo un editoriale scritto dal Premio Nobel Jose Saramango in cui Berlusconi viene definito “delinquente”.
Però siccome il governo spagnolo è di sinistra dunque, seguendo la logica italiana di fare giornalismo, anche “El Pais” è di sinistra. Come anche “El mundo”. Peccato però che anche la stampa spagnola è “free press”.
Ma non finisce qui. C’è però “Le Figaro”, che in questo caso dovrebbe essere di destra (Sarkozy lo è), ma anche lui è contro Berlusconi. Ma te pare che i francesi possono permettersi di dare lezioni di moralità, quando lo stesso Sarkozy si è sposato Carla Bruni, una modella?
Certo, c’è da dire che il presidente francese ha avuto un’amante, una sola, che l’ha addirittura sposata: non per scherzo come Silvio a Villa Certosa, ma sul serio.
Comunque, anche i francesi sono talmente compromessi che non si possono mica permettere di dare lezioni di moralità.
Anche in questo caso però, la stampa francese è “free press”.
Poi ci sono i giornali tedeschi, cattivissimi con il povero premier (Der Spiegel). Te credo: loro hanno la Merkel ed è davvero difficile ipotizzare uno scandalo sessuale in cui venga coinvolta. Dunque, fanno i moralisti ma si dovrebbero solo che starsi zitti. Inutile menzionare il fatto che la stampa tedesca è anche essa “free press”.
Andiamo anche in Inghilterra. C’è “Financial Times” che definisce il governo Berlusconi “il peggiore dal dopoguerra”. Ma che vuoi che ne sappiano quelli del “Financial Times”, visto che non sono riusciti a prevedere la crisi economica mondiale? La prossima volta, prima di mettersi a scrivere, si devono comprare la palla di vetro per intuire in anticipo gli eventi economici futuri, prima di fare analisi sulle storie del passato.
Poi dietro ci sono gli interessi economici di Murdoch, che ce l’ha con il cavaliere per aver aumentato le tasse (caso di concorrenza ovviamente sleale), e proprio per sky.
L’unico problema è che anche “Times” c’è l’ha con Silvio.
Insomma la stampa britannica, anche lei ce l’ha col povero premier – “Free Press” anch’essa.
Bene… Lasciamo stare la stampa romena che è ancora “Partly Free” , anche se è in continua salita verso “free press” (tendenza normale in una democrazia) e che di sicuro ce la potrebbe avere con Berlusconi, visto che Mediaset ed “Il Giornale” sputtanano i romeni un giorno sì e l’altro pure.
Basta vedere i mega-concerti di assoluta eccellenza organizzati dall’Accademia di Romania e dalle varie organizzazioni romene presenti in Italia di cui né Mediaset, né “Il Giornale” danno notizia. Anzi, nello stesso giorno, se proprio nessun romeno ha commesso qualche reato, allora vanno a disseppellire i delitti di 30 anni fa, pur di parlare male dei romeni.
Dunque la stampa romena potrebbe avercela ampiamente con Berlusconi, anche per le sue dichiarazioni contro l’immigrazione, per non parlare delle cazzate legislative che si inventa insieme alla Lega.
Ma, diciamolo, aldilà della stampa romena, qui sembra un complotto mondiale vero e proprio, messo in atto dalla “free press” contro Berlusconi.
Da noi c’è però un proverbio che dice: “Se uno ti dice che sei cretino, può darsi che si sbagli. Se lo dicono in due, potrebbe essere una coincidenza. Se te lo dicono in tre, sarebbe il caso che inizi a crederci”. Aggiungo io: se poi ci sono anche le registrazioni che lo dimostrano, non puoi far finta di essere sordo e cieco.
Io davvero vorrei difenderlo, Berlusconi, ma alla luce dei fatti non trovo nessun argomento valido.

 

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