Miracoli, magia oppure noi stessi?

August 6, 2009 at 3:17 pm (Uncategorized)

 

A parte la politica ed il giornalismo ho anche altri interessi di cui parlo poco oppure per niente. Non mi esprimo intanto perché non mi reputo all’altezza, pur studiandole da tanto tempo, ma soprattutto per la qualità di alcune mie letture. Mettiamola cosi: un vero studioso di una materia si prende intanto dei scritti impegnativi, la bibliografia cosiddetta “accreditata”. Mentre invece le mie letture non sono tutte “accreditate”. Alcune sono persino banali, considerate “sciocche” dalla maggioranza degli esperti. Come i libri americani sulla qualunque.
Prendi per esempio un libro come “The secret” di Ronda Byrne che parla di come riuscire ad avere tutto nella vita, oppure “Il Metodo Silva. Mind Control” di Josè Silva e Philip Miele e “Guarisci te stesso” di Josè Silva e Robert Stone che parlano addirittura di curare a distanza con il potere della mente.
Questo per non menzionare “Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze” di Sherry Argov , “Le Regole” di Ellen Fein e Sherrie Schneider, “La Nuda Verità” di Bob Berkowitz, “Ragazze non troppo per bene. Se vuoi una cosa, prendila!” di Susan Gilman o “Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere” di John Gray, tutte incentrate sulle relazioni tra uomo e donna e come farle funzionare al meglio oppure “E’ facile smettere di fumare se sai come fare” di Allen Carr.
Ultimamente ci sono anche dei libri scritti dagli italiani, simili come stile, tipo “Facebook: domani smetto” di Alessandro Ferrari oppure dei libri seri, anche se scritti in un linguaggio terra terra, come quelli di Giulio Cesare Giacobbe, “Come diventare bella, ricca e stronza” oppure “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”.
Questi libri, per la maggior parte degli esperti potrebbero essere considerati sciocchi, banali, una vera perdita di tempo. Ma non per me. Quello che hanno in comune tutti questi libri è il principio di base: possiamo fare qualsiasi cosa con il potere della nostra mente se riusciamo ad auto-convincerci che funzionano per davvero. La differenza tra questi libri ed i libri cosiddetti “seri” è che non tentano di andare in fondo alle cose, non gli chiamano con nomi scientifici e non vanno in fondo alle cose per spiegare il perché funzionano, ma tentano semplicemente di convincere il lettore che funzionano. Essendo indirizzati alla massa, il linguaggio è semplice e facilmente comprensibile da chiunque.
psicologia1I libri “seri” invece, come “Nati per vincere – Analisi transazionale con esercizi Gestalt” di Muriel James e Dorothy Jongeward oppure “Usare il cervello per cambiare – L’uso delle submodalità nella programmazione neurolinguistica” di Richard Bandler e tantissimi altri vanno in fondo alle cose spiegando il perché funzionano. Ma il principio è lo stesso.
Mentre la prima categoria si concentra sul futuro delle cose, dunque su come migliorare noi stessi, infischiandosi altamente delle nostre esperienze precedenti, la seconda categoria va a fondo delle cose, trattando intanto di capire il perché delle nostre esperienze e come curare intanto i traumi passati, per poi migliorare il futuro in un secondo tempo. L’approccio è ovviamente scientifico e curativo nel secondo caso, ma poco comprensibile alla massa per il loro linguaggio impegnativo.
Prima di passare al tema del titolo, ovvero il legame tra la magia, i miracoli religiosi e la psicologia, voglio fare una premessa.
Tutti i libri menzionati prima si basano sul come influenzare il nostro cervello. In realtà una parte del nostro cervello e cioè il nostro subconscio oppure inconscio, quella parte sconosciuta di noi. I metodi sono diversi, possono consistere in modificare al livello visivo la dinamica di un evento passato, modificare la percezione che abbiamo di noi stessi, il nostro “copione” personale, in immaginare un evento futuro come realizzato al punto di crederci davvero, osservare i nostri pensieri e tentare di cambiare il nostro giudizio su di essi, migliorare l’opinione di noi stessi, iniziare a vederci come esseri speciali, unici, convincerci che non abbiamo bisogno dei surrogati per vivere bene. Ma qualsiasi degli metodi applichiamo la formula di base è CREDERCI. Tutti possono funzionare se il soggetto si auto-convince che funzioneranno.
È ciò che Freud voleva eliminare nel trattamento delle malattie mentali. Mi spiego meglio: per Freud, la psicoterapia che si applicava all’epoca e che consisteva perlopiù nell’ipnosi del paziente, tentando di “programmare” o, per meglio dire, tentando di indurre suggestioni positive direttamente al suo inconscio, era sbagliata. Il suo metodo consisteva invece in togliere i traumi attraverso una terapia analitica degli avvenimenti pregressi.
Ecco, questi metodi presentanti nei libri sopra-menzionati, tentano proprio di indurre al nostro “inconscio” delle suggestioni positive per potenziare le sue “prestazioni”.
progressivitreligioniEd è lo stesso principio su cui si basano anche i miracoli. Perché quella o quell’altra divinità esaudisca il nostro desiderio, dobbiamo CREDERE. Le nostre preghiere alla Madonna del Divino Amore oppure i pellegrinaggi nei luoghi sacri possono portare ai compimenti dei miracoli per il semplice motivo che CREDIAMO. Tutto il tragitto verso il luogo sacro non fa altro che rinforzare le nostre convinzioni e la nostra fede che il nostro desiderio sarà esaudito. Ed allora il miracolo avviene. Ma il cristianesimo non ha il monopolio dei miracoli. Anche i bagni degli induisti nel fiume Gange in occasione della festa di Ardh Kumbh sono miracolosi per i credenti induisti. Anche le preghiere degli islamici creano lo stesso effetto, anche se nell’islamismo solo i miracoli compiuti da Mohamed sono chiamati con questo nome.
Più illuminanti su questo aspetto sono i libri di Mircea Eliade “Storia delle credenze e delle idee religiose” e “Trattato di storia delle religioni”.
Invece la tesi dei filosofi razionalistici indica che un evento si può considerare miracoloso solamente perché l’uomo in quel momento non possiede una conoscenza piena ed esaustiva delle leggi della natura che lo regolano.
silvestris-netUna parte bisogna riservarla alla magia, con tutta la sua accezione negativa che la cultura cristiana le ha dato. Tutte le tradizioni religiose hanno sviluppato in parallelo anche una tradizione magica (l’islamismo per esempio la accetta finche è utilizzata per fare del bene). Uno dei libri più illuminanti (almeno dal punto di vista teorico) sull’argomento è “Magic without tears” di Alesteir Crowley. Per quanto provocatorio e disturbante nei confronti del cristianesimo, Crowley parte dal presupposto che Buddha, Mohamed e Gesù sono riusciti a raggiungere un grado di comprensione superiore, l’unione con il Divino.
Per la maggior parte delle persone tuttavia la magia viene utilizzata solo per ottenere dei benefici terreni, come soldi, potere, salute oppure l’amore di una persona. La magia si divide in bianca, nera e rossa (oppure cosiddetta “magia sessuale”). Al contrario di quello che si pensa influire in qualsiasi modo, anche nel bene, nella sfera di un’altra persona viene considerata “magia nera” in quanto le leggi della natura vengono sbilanciate. In base a questo principio, dei libri pseudo-scientifici come “Il Metodo Silva. Mind Control” di Josè Silva e Philip Miele e “Guarisci te stesso” di Josè Silva e Robert Stone possono essere considerati “libri di magia nera”.
Anche su questo aspetto vi raccomando Mircea Eliade con il suo libro “Occultismo, stregoneria e mode culturali”.
Indifferentemente dai rituali che si decide di adoperare, anche la magia può portare a dei risultati. Ma anche qui, il principio di base è CREDERE, mentre i rituali non sono altro che metodi di suggestionare il nostro subconscio.
Per esempio un rituale cabalistico per ottenere l’amore viene incentrato su tutti gli aspetti del pianeta Venere. Il numero di giorni dell’esecuzione è legato alla posizione di tale pianeta rispetto alla Terra, il cibo che si deve consumare, i colori (sul verde ambra), i suoni, la musica, i profumi, le immagini, la pietra, tutto ha come scopo attivare dentro di noi le energie che ci predispone all’amore, dunque a suggestionare il nostro subconscio. Lo stesso effetto si può ottenere con i metodi descritti nel libro “The secret” di Ronda Byrne. Ma in entrambi casi, la “formula magica” è CREDERE.
Mi avvio alla conclusione (anche perché la mia intenzione non è quella di fare un trattato sull’argomento, ma solo esporre un mio punto di vista personale): qualsiasi metodo scegliamo per fare od avere tutto ciò che vogliamo, l’importante è CREDERE. Solo quando crediamo riusciamo ad influenzare il nostro cervello, che è poi alla fine quello che “esaudisce” i nostri desideri. È chiaro che conosciamo poco le nostre potenzialità e magari a tanti manco interessa sapere l’algoritmo di funzionamento del subconscio oppure l’anatomia del proprio cervello. L’importante è il risultato.
Che tutto sia raggiungibile è cosa nota. Basta solo azzeccare il metodo giusto.

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