L’Italia che mi fa paura…

Octombrie 19, 2010 at 4:46 pm (Uncategorized)

Ci sono due Italie, completamente opposte: c’è l’Italia che amo e c’è l’Italia che mi fa paura.

 

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei padri di famiglia che infieriscono contro la vittima come abbiamo visto ieri, quando hanno arrestato Alessio Burtone. E’ un Italia che a me fa più paura di Burtone stesso perché sono quelli che “allevano” i loro figli nell’odio e nell’intolleranza, che preparano i nuovi “assassini” di domani.

Nell’Italia che mi fa paura ci sono i poliziotti, pagati dalle tasse di TUTTI, che istigano indisturbati la gente all’odio razziale e alla violenza, sulla propria bacheca di Facebook, senza che nessun collega o cittadino si mostri indignato. Figuriamoci cosa succede quando costoro incontrano un immigrato.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei cori razzisti negli stadi, l’Italia di Tor Bella Monaca dove rischi di essere accoltellato se si accorgono che sei romeno.

L’Italia che mi fa paura e l’Italia che ti ammazza di botte solo perché senza volerlo hai investito un cane, l’Italia nella quale la vita di un essere umano vale meno di quella di un pollo.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei teppistelli bamboccioni pronti a linciare chiunque viene sbattuto all’apertura del telegiornale come “criminale straniero”, anche se come è già successo con Racz e Loyos, si dimostra innocente; che picchiano la gente per strada solo per il colore della pelle.

L’Italia che mi fa paura è quella dei vicini che ammazzano un’intera famiglia solo perché il bambino piange e gli da fastidio, dei figli che ammazzano la madre per farsi consegnare la pensione, degli zii e delle cugine che ammazzano i loro parenti, delle madri “depresse” (così dicono i TG) che ammazzano i propri figli.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia della mafia e dei cadaveri sciolti nell’acido o buttati nei pozzi. Dei proiettili che “vagano” (così hanno detto in TV quando hanno ammazzato quel rom).

L’Italia che mi fa paura è l’Italia delle associazioni pagate dall’UNAR per lavorare per l’integrazione, e che invece (siccome nessuno le controlla) promuovono slogan razzisti.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dell’indifferenza che passa accanto ai cadaveri, oppure consuma i pasti accanto ai corpicini di due ragazze annegate sulla spiaggia.

L’Italia che mi fa paura è l’Italia dei politici irresponsabili che istigano la gente alla violenza e che ridicolizzano i simboli dell’interra nazione (con il tricolore qualcuno dice di pulirsi il sedere, figuriamoci con la Costituzione che fa).

L’Italia che mi fa paura è l’Italia che ti invita ad andartene quando chiedi il rispetto della Costituzione ITALIANA.

 

Per raddrizzare questa Italia i proclami contro gli stranieri e i militari a scopo dimostrativo non bastano. Per umanizzarla c’è bisogno di educazione, di insegnamento delle regole, di insegnamento di ciò che si chiama “CIVILTA’”, del ritorno nel senso pieno dei valori.

 

Poi ce l’altra Italia, quella del buon senso, quella che amo, quella silenziosa, quella che non fa notizia: l’Italia dell’accoglienza, del garantismo per tutti, del dialogo; che non si incontra mai con l’altra. L’Italia del buon senso non riesce a contagiare l’Italia che fa paura… anzi, succede il contrario… E anche questo a me fa paura…

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2 comentarii

  1. georgeta said,

    questo articolo lo dovrebbe leggere qualche giornalista di cronaca del ”BEL PAESE”!!!

  2. Silvio said,

    Ciao Alina, concordo con te, l’analsi che fai è corretta. Solo in un punto però, secondo me, hai commesso un errore….quando parli di mamme che uccidono i prorpi bambini perchè depresse, secondo te, solo a detta dei TG. Il problema della depressione delle neo-mamme è un problema molto grave. In Italia c’è un’emergenza in tal senso, in altri paesi, come la Francia, il problema è più sentito e viene trattato in mdo differente ed è prevista un’assistenza diretta per le neo-mamme, un vero e proprio supporto psicologico per evitare atti sconsiderati in periodo di depressione post parto. Non sono un esperto e quindi non posso spiegarmi meglio, ma basta passarci in prima persona per rendersi conto che quello che hai detto in quel passaggio è, secondo me, fuori luogo. Mi aspetto che tu lo cancelli, quanto meno per rispetto per quelle mamme che hanno vissuto e stanno vivendo drammi familiari. Ciao e grazie. Silvio

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