Lo Sceicco e le sue due mogli

Iulie 31, 2010 at 12:27 pm (Uncategorized)

Io questo post non lo volevo scrivere ma, vista la quantità di scemenze  che leggo in giro, mi tocca farlo.

Dunque, tutti sono al corrente (ormai pure i babbuini ) del divorzio violentissimo tra Fini e Berlusconi. Niente di nuovo:  Berlusconi si è pensato per tanto tempo una specie di sceicco con due mogli Fini e Bossi, tutte e due, sempre secondo lui, devote ed impegnate a compiacerlo a tutti i costi. Solo che il nostro Sceicco non ha fatto i conti giusti con le personalità e le ideologie dei due e, a differenza dei sceicchi, quelli veri, ha dato di più a uno e meno all’altro. La tradizione islamica poligama prevede di trattare nello stesso identico modo tutte le mogli, ma evidentemente Berlusconi non lo sapeva mentre ha “combinato” questo matrimonio bigamo.

Mentre compiaceva Bossi sul federalismo fiscale, sul pacchetto sicurezza e tutte le altre scemenze incivili proposte dalla Lega, teneva ben nell’angoletto Fini, la moglie che gli aveva dato molto di più rispetto a Bossi: aveva persino preso il suo “cognome” (intesa come scioglimento dell’AN nel PDL, di fatto casa di Berlusconi) e rinunciato a tutte le sue “fortune”.

Certo, è facile accusarlo adesso di tradimento, quando in realtà il tradito è stato proprio Fini. Mi ricordo il giorno delle elezioni:  facevo le dirette dalla sezione elettorale dove votava sia Fini che Veltroni.  Mi ricordo la compostezza di Fini nel vedersi ignorare da tutti i giornalisti che, come avvoltoi, gironzolavamo intorno a Veltroni. Nessuno lo ha salutato, nemmeno un vaffanculo.  Io l’ho guardato: sguardo amaro, testa alta, camminata sicura. Quella era la prova che aveva rinunciato alla sua identità, che non era più appetibile per nessuno, che l’unico che si sarebbe preso tutto sarebbe stato Berlusconi. Spero per lui che valga la pena, mi ricordo di aver pensato. Perché io sono così: mi commuovo facilmente davanti agli sconfitti, ai grandi personaggi che passano nell’oblio, che vengono messi all’angolo.

Poi , però, l’hanno fatto Presidente della Camera. Probabilmente Berlusconi avrà pensato che quella era una carica innocua, dove Fini non avrebbe potuto avere la possibilità di fare dei danni. Certo, in genere, il presidente della Camera si limita a fare il notaio e non è un soggetto attivo. Beh, nel frattempo le cose sono cambiate. Fini ha fatto diventare attivo il suo ruolo di Presidente della Camera. Non più da spettatore, ma da protagonista. Non passa un giorno senza un evento alla Camera, senza una sua presenza a qualche evento, presenta più libri di Mondadori,  riceve alla Camera persino i carcerati che presentano uno spettacolo teatrale alla Camera. Fini, piano piano, inizia a ritagliarsi uno spazio politico mai occupato da nessuno: nemmeno dal PD, uno spazio progressista, legalitario ma non giustizialista (a differenza di Di Pietro), unitario e identitario, ma non estremista, liberale nel vero senso della parola, laico ma non radicale.

E’ questa la sua ribellione e poi arriva il tradimento. Tradisce Berlusconi con la Costituzione che diventa il suo nuovo grande amore e, come ogni grande amore, va difeso ad ogni costo.  Berlusconi è ancora suo “marito”, ma il nuovo “amante” ha più appeal. E d’altronde c’è anche un senso di solidarietà: quella Costituzione violentata ripetutamente da Berlusconi, in permanenza sotto minaccia di mutilazione. Come fa a non piacerti?

Poi c’è il tema dell’immigrazione: troppo scottante e, sicuramente, in questo momento elettoralmente perdente. Berlusconi ed in genere il centro-destra, con la Lega, ha vinto le elezioni sui casi di cronaca con stranieri protagonisti, opportunamente rilanciati e enfatizzati da una stampa servile e abboccona (abboccona, perché nemmeno “La Repubblica” ha mai capito il tranello ed è cascata come una pera cotta).

Il PD su questo ha sempre “opportunamente” oscillato: prima ha pensato di fare la stessa cosa della destra (vedi il caso Mailat e Veltroni), poi l’ha esclusa dal discorso (già, perché mentre il PDL candidava Souad Sbai, Jean Leonard Touadì  era candidato dall’IDV, non dal PD), per poi mantenersi sempre distante e, finalmente, dopo che Fini spalanca le porte all’immigrazione, anche il PD inizia timidamente ad occuparsene.

Ma questa dell’immigrazione non è il suo “grande amore”, non è il tema sul quale giocarsi tutto per tutto.

I temi sono  la Costituzione, la legalità, intesa per tutti senza il “tranne” arduamente desiderata dallo Sceicco, l’identità italiana, fortemente schiacciata da una Lega che la tira in ballo solo quando deve prendersela con l’immigrazione, l’unità nazionale, palesamente sacrificata dallo Sceicco per accontentare la sua moglie/concubina “preferita” – Bossi.

Adesso lo Sceicco si giocherà la carta dell’opposizione fatta dall’ex “moglie” che gli ha impedito di portare avanti le riforme per il Paese. Ma quali riforme? Lodo Alfano? La legge sulle intercettazioni? Il processo breve? Oppure gli appalti della cricca sulle disgrazie della gente? I tagli all’università e alla ricerca (salvo per poi lamentarsi che è colpa dei cinesi e degli immigrati che il prodotto italiano non è più competitivo)? I tagli alle forze dell’ordine (salvo per poi accontentare di nuovo la “moglie” Bossi sulle ronde)? Far diventare ministri dei pregiudicati oppure degli indagati (Questa sì che è una riforma , nel senso di novità)?

Lo Sceicco ha ripudiato, come nelle migliori tradizioni islamiche, ha buttato al vento la “moglie” che più gli ha dato senza nulla. Ma il divorzio islamico in genere prevede dei risarcimenti che Fini si dovrà prendere da solo, mantenendo la “custodia” della Camera,  trascinando lo Sceicco nella pubblica gogna come ha scientificamente fatto ieri.

“Qualunque cosa succeda” si chiamava un romanzo di Umberto Ambrosoli. Appunto: qualunque cosa succeda da oggi in poi, ci ricorderemo di un piccolo Sceicco che aveva due mogli, che ha ripudiato la più meritevole, la quale si è ribellata e lo ha schiaffeggiato pubblicamente senza timori. Ci ricorderemo di una moglie dello Sceicco che ha buttato per terra il velo e si è fatta vedere in tutto il suo splendore, corteggiata ed ammirata da tutti gli avversari dello Sceicco.

E se lo Sceicco va alle elezioni e le vince, facendo più porcate di prima e con più forza, ci ricorderemo della moglie che gli metteva dei freni, che bilanciava, che edulcorava la deriva incivile, feudale e dittatoriale dello Sceicco. “Qualunque cosa succeda” questo rimarrà nella storia.

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1 comentariu

  1. costel said,

    Fini are sensul instituţional ,morala intactă ….un astfel de om dă bătai de cap ocultelor .Atunci ? Atunci o soluţie ar fi să-l ungă cu păcură şi îi vor da foc în numele libertăţii ,progresului şi sforăriilor instituţionale.Numai că Fini nu este singur .Omul acesta -după mine -merită de a fi premierul Italiei dacă nu chiar preşedinte .Sper ca noua mişcare a finianilor să atragă consensul popular care să-l confirme premier.

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